Elezioni 2018, le proposte del centrodestra a favore della tutela ambientale

Pochi giorni ci separano dalla data in cui il popolo italiano sarà chiamato a esprimere il proprio voto per l’elezione del prossimo Parlamento. Nelle settimane scorse abbiamo analizzato le politiche ambientali contenute nei programmi elettorali dei partiti di sinistra (qui) e quelle avanzate dal Movimento 5 Stelle (che potete trovare in questo articolo). In questo ultimo articolo analizzeremo invece le strategie eco-friendly suggerite dai partiti della coalizione di centrodestra.

La Lega di Matteo Salvini apre il capitolo ambientale proponendo modelli di sviluppo sostenibili quali la green economy e quella che viene definita economia circolare superando così il modello economico lineare che ha caratterizzato il nostro sistema economico negli ultimi 150 anni basato sull’estrazione di materie prime sempre nuove, sul consumo di massa e sulla produzione di scarto una volta raggiunta la fine della vita del prodotto. In particolare il partito di Salvini punta a “l’innovazione dei modelli di business favorendo lo spostamento delle preferenze dei consumatori verso l’accesso ai servizi come alternativa al possesso dei beni, l’innovazione di prodotto e l’innovazione di processo“.

Per quanto riguarda la gestioni dei rifiuti la Lega ha intenzione di ridurre la Tari di almeno il 50% entro il 2020 tramite la tracciabilità dei rifiuti e favorendo l’utilizzo del Combustibile Solido Secondario, ovvero combustibile generato dalla trasformazione dei rifiuti. Secondo Salvini sarà necessario inoltre raggiungere una minore produzione di rifiuti attraverso misure quali la tariffazione puntuale, le azioni contro lo spreco e la diffusione di centri di riuso.

Il programma continua con molteplici proposte a favore della lotta al cambiamento climatico che può raggiungersi anche attraverso l’incentivazione della mobilità sostenibile. Per quel che concerne invece le bonifiche e la rigenerazione urbanavanno adottate misure di semplificazione che consentano interventi rapidi ed efficaci, concedendo alle Regioni una autonomia decisionale e rispettive risorse per effettuare gli interventi più critici ed urgenti, individuati sulla base di un Piano Nazionale delle Bonifiche”.

Per contrastare il crescente consumo di suolo e per valorizzare il capitale naturale secondo la Lega bisogna adottare “azioni concrete e sostegno alle iniziative per rilanciare il patrimonio edilizio esistente” e “favorire quelle iniziative che permettono un incremento di valore aggiunto della qualità ambientale e paesaggistica anche degli spazi urbani“. Oltre a ciò si propone di investire sulla prevenzione legata al rischio idrogeologico e di incentivare una edilizia a impatto zero utile a combattere l’inquinamento residenziale urbano.

Fratelli d’Italia ritiene che “lo sviluppo è un obiettivo che ha in sé contrasti con il rispetto dell’ambiente“. Pertanto la forza politica guidata da Giorgia Meloni avanza proposte quali il rilancio delle fonti rinnovabili nella logica di distribuzione orizzontale e dell’autoproduzione” e l’investimento sul consumo di prodotti locali favorendo così l’economia locale e riducendo i costi e l’inquinamento provocato dal trasporto dei prodotti. Misure pro ambiente anche per quel che concerne i rifiuti: secondo Fratelli d’Italia sarà necessario “produrre meno rifiuti, vietare imballaggi inutili e costosi, reintrodurre il vuoto a rendere, fare la raccolta porta a porta, sviluppare la filiera industriale dei materiali riciclati“. Infine sono previste strategie a favore dello sviluppo sostenibile delle città e della gestione del territorio e del paesaggio attraverso “premi di cubatura in cambio della realizzazione di quartieri moderni e di bio-architettura” e potenziando i sistemi destinati alla valorizzazione del patrimonio edilizio già esistente.

Il Movimento Animalista Noi con l’Italia dedicano poche righe alla questione ambientale. La lista guidata da Michela Vittoria Brambilla individua in poco meno di una pagina quelli che sono i punti principali da affrontare durante la prossima legislatura (cambiamenti climatici, energia, inquinamento e rifiuti etc.) senza però entrare nel dettaglio di quelle che sono le strategie da adottare a tal fine. Ancor meno spazio riservato all’ambiente da parte del partito capitanato da Raffaele Fitto. In realtà sarebbe poco giusto nei confronti degli altri partiti della stessa destra definire programma ambientale quello presentato da Noi con l’Italia. Dieci righe che sembrano essere scopiazzate, senza nemmeno troppa voglia, dai programmi delle forze politiche sopra elencate. Dieci righe in cui si elencano slogan populisti senza la minima traccia di quel che dovrebbero essere le azioni pratiche e le strategie economiche utili alla salvaguardia dell’ambiente.

Ma, come si suol dire, al peggio non c’è mai fine. Forza Italia, capeggiato dall’intramontabile Silvio Berlusconi, ha presentato quel che sembra essere il più qualunquista programma ambientale fra tutti i programmi fino ad ora esaminati. In particolare il punto 3 di pagina 11, quella dedicata appunto alla tutela ambientale, potrebbe essere considerato addirittura un’opera d’arte minimalista.

Quel che sicuramente apprendiamo dagli ultimi tre programmi elettorali citati è che la lotta a favore dell’ambiente non rappresenta purtroppo una priorità per tutte le forze politiche. Citando il sociologo canadese Marshall McLuhan “non ci sono passeggeri sul “Battello Terra”. Siamo tutti membri dello stesso equipaggio“, così come non esistono elettori o schieramenti di sinistra o di destra di fronte a una tematica importante qual’è la difesa dell’ambiente. Certamente parlare di futuro equo e sostenibile sarà del tutto inutile finché la tutela ambientale sarà solo uno dei tanti argomenti da tirare in ballo esclusivamente nel periodo elettorale. Tutto questo rende ancora più evidente e preoccupante la superficialità con cui parte della politica istituzionale si appresta ad affrontare quello che secondo il Comitato scientifico La Scienza al Voto rappresenterà un “punto imprescindibile per il futuro del Paese“.

Marco Pisano

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