Era il lontano 5 luglio 1996 quando in Scozia venne al mondo la pecora Dolly, il primo embrione geneticamente modificato.

Nel corso degli anni grazie ai progressi fatti in campo scientifico è stato possibile per l’uomo progredire nel campo della genetica ed oggigiorno è possibile modificare il genoma di embrioni umani. Lo scienziato kazako Shoukrat Mitalipov, dopo essere riuscito a clonare delle scimmie nel 2007, nel 2013 ha creato i primi embrioni umani clonati con il fine di produrre delle cellule staminali.

Lo studio di Metalipov è stato pubblicato dalla Mit Technology Review. Egli ha prelevato il seme da uomini adulti affetti da malattie ereditare allo scopo di evitare la loro trasmissione ai figli. L’esperimento è andato a buon fine e le modifiche al DNA da lui apportate sono permanenti.

Il kazako è il primo ad aver avuto risultati positivi, ma non l’unico che ha tentato l’impresa. Di recente alcuni ricercatori cinesi avevano cercato di creare embrioni da impiantare nell’utero delle donne in modo che esse partorissero figli con le caratteristiche da loro desiderate. La ricerca cinese non è andata a buon fine perchè le cellule di alcuni embrioni non avevano subito i cambiamenti voluti.

Il mondo della scienza teme che la scoperta, nonostante le intenzioni di Metalipov siano ben altre, possa essere utilizzata per creare dei bambini su misura secondo le specifiche esigenze dei propri genitori. Lo scienziato ha garantito che il suo intento era ben altro e che gli embrioni in questione saranno utilizzati solo a scopo medico. Chi pensava il contrario può, quindi, dormire sonni tranquilli!

Eugenio Fiorentino

Greenpeace

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