Il mese di Gennaio è terminato in bellezza per il Sud Italia: è infatti giunta pochi giorni fa la notizia che Palermo sarà la capitale italiana della Cultura del prossimo anno, in successione alle nomine di Pistoia e Mantova e superando ben altre 10 finaliste.

A comunicare la lieta notizia per la città isolana è stato il presidente della commissione Stefano Baia Curioni, che lo ha riferito  al Ministro dei beni delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ricevuto nella Sala Spadolini del Mibact. Il voto a favore del comune di Palermo è stato unanime, avendo la città presentato un progetto fortemente credibile e di altissimo livello.

L’aspetto avvincente del programma palermitano è che esso è orientato all’inclusione, alla formazione e alla creazione nei cittadini di sentimenti come la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee. Quindi, da un lato si mira asalvaguardare la città, dall’altro, si spinge i cittadini a poter manifestare la propria creatività, in senso artistico.

Il sindaco di Palermo Orlando, in presenza dei sindaci delle nove città sconfitte, ha dichiarato: “Abbiamo vinto tutti, perchè ognuno di noi è stato capace, per il proprio impegno, a narrare le bellezze dei nostri territori — per poi continuare, cercando un pò di rivalsa contro chi descrimina il Sud — Questo è un messaggio anche per i livelli istituzionali regionali e nazionali, dobbiamo attrezzarci per narrare le bellezze delle nostre regioni. La cifra più importante di questo riconoscimento è, tra l’altro, l’accoglienza, in un periodo in cui emerge il fastidio dell’altro

Raggiante si è mostrato anche il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta: “Sono felice che una città con la storia come quella di Palermo sia stata scelta come capitale della Cultura. Questa scelta ci ha reso giustizia. È un’occasione importante per incrementare il turismo”. Ovviamente tante le aspettative, tra cui quella di voler distruggere i luoghi comuni.

Eugenio Fiorentino

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