Una finale di Australian Open non bellissima, ma molto combattuta per ben tre ore dai due sfidanti, ha visto prevalere Roger Federer con il punteggio di 6-2, 6-7, 6-3, 3-6, 6-1 contro il croato Cilic. Il campione rosso crociato si era presentato a questo match senza aver perso un solo set durante il cammino verso la finale. In questa sfida non semplicissima ne ha persi ben due, ma il match point è stato suo ed è giunto sul suo turno di battuta. Dopo tre ore di sfida, sfoggia una battuta potentissima, immaginabile solo ad inizio match, ma non per lui. Cilic si piega e per Roger Federer, con braccia al cielo, è il tripudio.

Ormai trentaseienne, lo svizzero ha vinto una battaglia infinita con grinta e agilità rimaste quasi immutate dalla sua prima vittoria nello Slam di circa quattordici anni fa.

Ad oggi è alla sesta vittoria dell’Australian Open ed alla ventesima vittoria in uno Slam. Forse la vittoria più spettacolare dell’Australian Open di Roger Federer è stata quella dell’anno scorso dove nessuno lo dava per favorito, anzi, veniva dato ormai in passeggiata sul viale del tramonto. Si apprestava, infatti, a quella partecipazione dopo un lungo stop dovuto ad un brutto infortunio. In quell’edizione prevalse la forza della sua grandissima voglia di giocare a tennis che gli permise di affrontare gli avversari che di volta in volta si trovava contro, con una naturalezza ed una leggerezza, oltre che con una serenità inimmaginabili, che lo condussero fino alla vittoria finale contro tutto e tutti.

Quest’anno è stata una prova di forza, quasi come se lo svizzero volesse sfidare se stesso per capire fin dove è ancora in grado di arrivare, ma in realtà non ha più nulla da scalare, nulla più da dimostrare. La sua splendida carriera è stata ricchissima di vittorie, sia sul campo che contro se stesso. Nella sua carriera Roger Federer ha dovuto, infatti, combattere sul campo contro innumerevoli avversari, ma spesso il suo avversario più temibile era proprio se stesso, soprattutto nei primi anni della sua carriera. Il carattere irruente e impulsivo, poteva bruciargli una carriera che, invece, per sua e nostra fortuna non ha preso il sopravvento.

Gli appassionati del tennis, gli estimatori di Roger Federer, conoscono bene tutte le diverse varianti tattiche ideate, portate avanti e mostratesi determinanti e vincenti e che, spesso, si sono mostrate non simulabili da nessuno degli altri campioni, Djokovic incluso, perché lo svizzero ha sempre avuto doti tecniche particolari che hanno permesso e permettono solo a lui di poter effettuare con successo certi colpi.

Oltre alla tecnica ed alla passione, Federer deve senza dubbio il suo successo anche alla sua vittoria contro se stesso, alla sua capacità di trasformarsi da atleta completamente in balìa del suo istinto impulsivo ad atleta completamente capace di governare i propri istinti più deleteri. La perfezione dei suoi colpi la si deve soprattutto alla sua immensa capacità di controllo della sua condizione psicofisica, soprattutto durante le sfide in campo, inimmaginabile nei primi anni della sua carriera ed acquisita grazie alla sua grande determinazione nel voler ottenere risultati vincenti, sempre.

Quest’anno, alla sua ennesima vittoria, è tornato fuori il suo lato più combattuto, cedendo ad una commozione dovuta certo alla gioia della vittoria, ma forse soprattutto alla sua meraviglia nel vedersi ancora sul podio. La dedica alla sua famiglia e poi l’abbandono ad una profonda commozione che ha reso palpabile tutta la sua passione per il tennis e la sua meraviglia nello scoprirsi infinita leggenda.

Salvatore Annona

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