Nella giornata di venerdì 27 Febbraio, l’Unione Sindacale di Base ha svolto l’aggiornamento dell’audizione riguardante la vicenda dell’amianto nell’ITIS Volta di Napoli, presso la sede del Consiglio della Regione Campania, per sfidare le istituzioni interessate a prendere imminenti provvedimenti al riguardo.
Nell’anno 2011, attraverso alcune inchieste, è emerso che nell’ITIS Alessandro Volta di Napoli le lezioni si svolgevano su pavimenti costruiti in amianto dopo il terremoto, mettendo in serissimi rischi di salute gli studenti, nonché tutto il personale lavorativo formato da docenti e collaboratori, considerando l’alto tasso cancerogeno dell’amianto.
Nello scorso autunno, l’USB ha dichiarato di voler perseguire iniziative per salvaguardare l’istituto opponendosi alle misure di speculazione finanziaria, e cercando di ripristinare il diritto alla sicurezza nelle scuole. Nel solo ultimo anno, al Volta di Napoli il numero di iscrizioni è calato da più di 1000 studenti a circa 700.
Questo a dimostrazione del fatto che sono emerse delle vere e proprie insorgenze che hanno sfatato alcuni pregiudizi considerati cliché quando si parla di istruzione pubblica: il primo è che nelle scuole italiane, come pensano molti genitori, la sicurezza sia un’offerta scontata ed ovvia; il secondo, è il pensare che nelle scuole non ci siano dei conflitti di interesse.

L’USB nel frattempo continua questa battaglia rassicurando sul fatto che “siamo tutti soliti pensare che le cose si possano cambiare soltanto una volta accaduta la catastrofe, ma noi non la pensiamo così.” L’USB continua il percorso di informazione e denuncia contro le vertenze che colpiscono la sicurezza nelle scuole pubbliche. L’intento di questo percorso è sicuramente volto al riconoscimento di una problematica che non vede protagonista la sola Campania – forse la più colpita, perché cresciuta nel fenomeno della Terra dei fuochi e dei tumori, ma l’Italia intera.

Continua dicendo che secondo le recentissime statistiche condotte dalla comunità scientifica, nei soli mesi di Gennaio e Febbraio 2015 si sono registrati dei picchi di insorgenza per patologie da esposizione all’amianto, con delle impennate che sono doppie rispetto alle stime precedenti. E all’ITIS Volta il problema delle pavimentazioni in amianto sussisterà fino all’anno 2020.
Il Segretario Regionale USB dichiara infine a Libero Pensiero la sua contentezza nel percorso di lotta intrapreso: “Il problema dell’inquinamento con l’amianto, che rientra nel complesso quadro della sicurezza nelle scuole, è un problema che non può essere sminuito. Ci hanno definito degli allarmisti, ma noi non abbiamo l’intento né l’intenzione di intimorire studenti, genitori e lavoratori, bensì di informali ed avvicinarli in un’unica forza che sappia fare coalizione contro le morti e per il bene della scuola. Il problema in Campania è sicuramente più catastrofico perché parliamo della già martoriata terra dei fuochi, ma credo sia positivo il fatto che ad oggi riusciamo a far emergere questi problemi, cosa che avrebbero dovuto fare la magistratura, le AA.SS.LL, la Provincia, la Regione, e che invece hanno voluto sminuire dietro la giustificazione di mancati fondi.”
Le foto rappresentano la situazione nell’ITIS Volta e risalgono al 2011
Alessandra Mincone















































