Sono cominciati in questi giorni ad Acerra gli screening tumorali gratuiti.

Ad Acerra, a nord di Napoli, uno dei comuni inserito nella lista della “Terra dei Fuochi”, stamattina rappresentanti dell’Asl e delle strutture sanitarie del territorio hanno presentato il protocollo d’intesa che prevede esami specifici al colon retto, alla mammella ed alla cervice dell’utero. L’accordo prevede che saranno distribuiti kit specifici a tutti i medici per eseguire tali test, alla Clinica dei Fiori la strumentazione per effettuare la colonscopia, mentre al centro Medicina Futura si effettuerà la mammografia; presso il distretto dell’Asl, invece, continueranno gli screening dei tumori dell’utero, già assicurati dall’azienda sanitaria.

Potranno effettuare gli screen circa 40mila persone:  11mila i residenti tra i 50 ed i 79 anni che saranno invitati agli esami del colon retto, 9mila le donne tra i 45 ed i 74 anni per l’esame mammografico,  18mila  tra i 25 ed i 64anni, per gli esami alla cervice dell’utero. Da quanto si evince saranno esclusi purtroppo i giovanissimi.

La procedura è stata illustrata alle autorità competenti dallo stesso sindaco di Acerra Raffaele Lettieri alla presenza del vescovo Antonio Di Donna e dal commissario straordinario dell’Asl Na 2, Agnese Iovino e il presidente dell’associazione Medici Acerrani, Andrea Bianco, e rappresentanti legali delle due strutture private coinvolte.

Ha commentato Lettieri:  «La partenza degli screening tumorali proprio da Acerra dimostra un lavoro impegnativo per tutelare una città un tempo simbolo di un territorio emarginato, mentre oggi, non lo è più grazie alla collaborazione di tutti, medici di base e medici dell’Ama, Asl, distretto sanitario, la Diocesi che ci segue sempre con attenzione, Comune e strutture private».

La Chiesa «farà la sua parte» ha anche assicurato il vescovo di Acerra. Di Donna continua: «Sappiamo tutti che questo è l’inizio di un percorso che chiede anche altro. Ben venga la richiesta dell’amministrazione comunale di istituire anche un tavolo tecnico sanitario, una struttura che studi e valuti. E non basta che il Comune di Acerra abbia chiesto la moratoria delle industrie inquinanti sul territorio, c’è bisogno della Regione e dell’intervento del Governo nazionale. Ci vuole attenzione anche per la problematica della ricaduta delle polveri sottili».

Simona Pisano

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