Diete sportivi
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Sono ormai lontani i tempi in cui si pensava che la performance sportiva fosse esclusivamente legata all’allenamento e che non avesse nulla a che vedere con le scelte alimentari e di vita degli atleti. Ricordate le fotografie dei calciatori degli anni ’50 immortalati negli spogliatoi con la sigaretta in bocca? Ecco, è solo uno dei tanti possibili esempi. Col passare del tempo, grazie al progredire della scienza, si è invece appreso quanto l’alimentazione abbia un impatto fondamentale sulle prestazioni di un atleta, spingendo così gli addetti ai lavori a sperimentare diete finalizzate a potenziare determinati componenti dello sforzo atletico a seconda dello sport praticato. 

Sono così apparse negli anni diete volte al miglioramento della resistenza, della tonicità muscolare, della circolazione cardiaca e, perché no, anche di tutte le funzioni cognitive legate alla performance come memoria e concentrazione.

Per tantissimi anni però, tutte queste diete avevano un unico comune denominatore: la presenza di proteine animali. Oggi le cose stanno un po’ cambiando. Un numero sempre maggiore di atleti di primissimo livello ha recentemente ammesso di aver scelto una dieta fortemente influenzata dalle pietanze vegetali e, in totale antitesi con le credenze del passato, priva di proteine animali.

Un cambiamento di tendenza sancito ufficialmente dal documentario del 2019 “Game Changers” (tutt’ora disponibile su Netflix). Il film si occupa proprio di rovesciare la secolare credenza secondo cui la prestazione sportiva di livello sia necessariamente collegata al consumo di proteine animali. Grazie alla partecipazione di alcuni sportivi illustri (tra cui Lewis Hamilton, Arnold Schwarzenegger e il campione di MMA James Wilks, solo per citarne alcuni) e a una serie di studi scientifici firmati da alcune delle più prestigiose università americane, il film arriva alla conclusione di come la carne “lavorata” sia quasi controproducente per la prestazione sportiva.

Un messaggio su cui l’opinione pubblica continua a dividersi, ma che sembra essere ormai consolidato tra i nutrizionisti di alcuni degli atleti più famosi del mondo, con un sempre maggior numero di sportivi che hanno abbandonato le proteine animali a favore di una totale o parziale alimentazione plant-based. Ma quali sono questi atleti? Ecco alcuni dei principali ambasciatori della svolta “green” nel mondo dello sport.

Lewis Hamilton

Il sette volte campione del mondo di F1 è un convinto sostenitore della dieta vegana dal 2017. In diverse occasioni si è servito delle proprie piattaforme social per invitare i suoi fan a scegliere la dieta vegana, a boicottare i prodotti in pelle e in generale lo sfruttamento degli animali.

Tom Brady

Sì, anche il più grande quarterback di tutti i tempi sembra aver abbracciato una dieta quasi totalmente plant-based. Nonostante non sia un vegano integralista, si dice che l’80% della sua dieta si basi su fonti di energia vegetali. Da ultimo, ha anche lanciato la propria linea vegana di shake proteici chiamata TB12.

Chris Paul 

CP3 è uno dei più grandi playmaker della storia del gioco e un convinto sostenitore della dieta vegana dal 2019. Nell’ultimo anno il giocatore dei Phoenix Suns ha anche avviato una partnership con l’azienda di delivery americana “Gopuff” per rendere i prodotti plant-based ancora più accessibili.

Serena Williams e Venus Williams

Non molti sanno che anche le sorelle Williams hanno da tempo scelto di evitare il consumo di proteine animali quasi totalmente. Perché quasi? Vengono chiamate “Cheagans” (da cheat, in inglese “barare” e vegans) e non negano di gradire l’occasionale piatto a base di pollo o di pesce.

Leo Messi e Sergio Agüero

Cosa hanno in comune i due campioni di Barcellona e Manchester City? Sono entrambi convinti sostenitori della dieta vegana durante la stagione sportiva. I due numeri dieci sono i due nomi più illustri di un numero sempre maggiore di calciatori che si sta progressivamente spostando verso una dieta a base vegetale, probabilmente attratti dalla possibilità di recuperare più velocemente tra un match e l’altro.

Novak Djokovic

Forse uno dei primi a dimostrare con il proprio esempio come fosse possibile performare ad altissimo livello con una dieta “alternativa”. Oltre alle proteine animali, l’atleta serbo ha più volte ammesso di aver rimosso dalla propria alimentazione anche qualsiasi forma di glutine, latticino e zucchero. Stando alle sue parole, questo cambio di dieta lo avrebbe aiutato a raggiungere una maggiore “serenità mentale” e avrebbe incrementato esponenzialmente la sua resistenza agli sforzi.

Greenpeace

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