Il patto M5S - Lega per ambiente e l'utopia dell'economia circolare

«Uomo e ambiente sono facce della stessa medaglia. Chi non rispetta l’ambiente non rispetta sé stesso». Il principio del capitolo ambientale, contenuto nel contratto per il governo del cambiamento stilato da M5S e Lega, è quanto mai chiaro. Le forze politiche di maggioranza riassumono in poco più di tre pagine quella che è la questione ecologica, tra i temi centrali della prossima legislatura.

Green Economy, l’economia che aiuta l’ambiente

Il primo punto affrontato dai partiti guidati da Luigi Di Maio e Matteo Salvini è quello relativo alla green economy, un’economia che generi un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale riducendo in modo significativo i rischi ambientali e l’uso delle risorse naturaliLe forze politiche in questione puntano a decarbonizzare e defossilizzare i comparti industriali e finanziari promuovendo altresì il concetto di economia circolare.

La Ellen MacArthur Foundation, tra le prime dieci più grandi fondazioni private negli Stati Uniti, definisce questo tipo di sistema economico come «un’economia pensata per potersi rigenerare da sola». Nello specifico, un sistema economico circolare è basato su due flussi di materiali: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati a essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

economia circolare
Il modello dell’economia circolare nasce per salvaguardare l’ambiente dallo sfruttamento intensivo delle risorse produttive attraverso il riutilizzo. (da asarva.org)

Se il riutilizzo dei materiali in successivi cicli produttivi e la conseguente riduzione degli sprechi rappresenterà un passo fondamentale per l’economia italiana, lo dirà solo il tempo. Quel che è certo è che per la prima volta si parla di un nuovo modo di concepire l’attività economica. Un nuovo modo che andrebbe a rimpiazzare l’ormai ecologicamente insostenibile economia lineare, basata sull’estrazione di materie prime, sulla produzione e il consumo di massa e sullo smaltimento degli scarti una volta raggiunta la fine della vita del prodotto.

Obiettivo rifiuti zero

L’adozione di tale economia dovrà vedere coinvolte tutte le pubbliche amministrazioni. Esse diverranno in seguito un solido riferimento per l’adozione di buone pratiche, migliori tecniche e standard. Saranno quindi rafforzate le autonomie e i presidi territoriali più efficienti e i modelli più avanzati e rispettosi dell’ambiente, valorizzandone le professionalità e le risorse migliori.

La corretta applicazione dell’economia circolare porterà a una forte riduzione della produzione di rifiuti e conseguentemente a una radicale diminuzione dello smaltimento in discarica e dell’incenerimento degli stessi.

Il capitolo rifiuti si conclude con misure che portino a un reale recupero della materia. Quest’ultimo verrà incentivato attraverso misure premianti rivolte a chi produrrà beni riciclabili e riutilizzabili, misure accompagnate da azioni contro lo spreco alimentare e dalla realizzazione di centri di riparazione e riuso dei beni utilizzati.

Bonifiche, stop al consumo di suolo e cambiamenti climatici

Per quel che concerne le bonifiche dei siti inquinati, M5S e Lega propongono uno snellimento delle procedure «[…] definendo accuratamente responsabilità e metodologie, salvaguardando i controlli per individuare i responsabili delle contaminazioni e la tutela delle matrici ambientali, garantendo la trasparenza dei dati e la partecipazione dei cittadini»

Indispensabile in tal senso è lo stop al consumo di suolo che potrà essere attuato grazie a quella che viene definita rigenerazione urbana, ovvero azioni volte a recuperare il patrimonio edilizio esistente, favorendo la riqualificazione energetica dello stesso. Il contrasto al cambiamento climatico dovrà concretizzarsi tramite azioni atte all’aumento dell’efficienza energetica in tutti i settori e tornando a incentivare la produzione d’energia attraverso fonti rinnovabili, riducendo al contempo i consumi attuali.

Ilva, primo ostacolo per il nuovo Governo

Il capitolo ambientale targato M5S-Lega si conclude con la spinosa questione riguardante l’ILVA. Le forze politiche di maggioranza si impegnano a mettere in atto i criteri di salvaguardia ambientale, proteggendo contemporaneamente i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud «…attraverso un programma di riconversione economica basato sulla progressiva chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere alla bonifica, sullo sviluppo della Green Economy e delle energie rinnovabili e sull’economia circolare».

In realtà, quella che rappresenta una delle questioni più importanti che Di Maio, nuovo ministro dello Sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, dovrà affrontare, sembrerebbe essere anche il primo banco di prova per il nuovo Governo. Le posizioni e le intenzioni dei due partiti di maggioranza non sono poi così chiare. Soprattutto la Lega parrebbe non essere ancora convinta della chiusura dell’impianto. A conferma di ciò la frase di Rossano Sasso rilasciata durante un’intervista rilasciata a Bari lo scorso 11 maggio. Per il parlamentare leghista infatti « …nessun posto di lavoro deve andare perso, così come non si può perdere o far scappare l’acquirente. Sostenere che l’Ilva va chiusa è inaccettabile, come lo è sostenere che le cose debbano restare così. Occorre mettersi subito al lavoro».

Chi invece non si oppone alla chiusura dell’Ilva è Michele Emiliano. «…Per l’Ilva mi rimetto al nuovo Governo. Se deciderà di chiudere la fabbrica noi, come Regione Puglia, sosterremo questo sforzo impegnandoci per salvaguardare occupazione e reddito. Se viceversa deciderà per la sua continuità produttiva, noi insisteremo sulla nostra posizione perché è evidente che l’acciaieria non può certo continuare come ora» le parole del governatore della Puglia.

Il governo M5S-Lega e la questione ambientale

Marco Pisano