Una delle attività hobbistiche più diffuse e apprezzate a livello mondiale è il giardinaggio, ed è anche una delle più remunerative nel settore del fai-da-te. A riprova di ciò ogni anno, durante il mese di maggio, si tiene in Inghilterra la più grande fiera al mondo dedicata al giardinaggio, il Chelsea Flower Show, organizzato dalla Royal Horticultural Society.

In Italia non siamo da meno ovviamente, infatti le numerose fiere e sagre tematiche che si tengono ogni anno nelle diverse Regioni sono la chiara dimostrazione che il mercato collegato a questo specifico settore rimane florido a dispetto dell’emergenza Covid. La possibilità di accedere a un bonus che comporta uno sgravio fiscale, poi, rappresenta un ulteriore stimolo per tutti gli appassionati del giardinaggio.

In cosa consiste il bonus verde

Tra i diversi bonus messi a disposizione dei contribuenti dall’Agenzia delle Entrate, infatti, ce n’è uno specifico dedicato apposta ai possessori di giardini, che è comunemente noto come bonus verde. Tutti coloro che fino a questo momento hanno accarezzato l’idea di rinnovare il proprio giardino, ma per ragioni economiche non lo hanno ancora fatto, saranno quindi contenti di sapere che la Legge di Bilancio 2021 ha prorogato il bonus verde anche per l’anno in corso; ma di cosa si tratta nello specifico e quali vantaggi offre?

Il bonus verde consiste in un’agevolazione fiscale che permette di recuperare il 36% della spesa sostenuta per la sistemazione a verde di giardini, terrazzi o aree comuni; esistono però delle limitazioni ben precise per quanto riguarda l’importo massimo della spesa e la tipologia di interventi: vediamo insieme quali sono i parametri specifici entro i quali è possibile muoversi per ottenere l’agevolazione.

La “sistemazione a verde”

Innanzitutto bisogna ricordare che il tetto massimo di spesa previsto dal bonus verde è di 5.000 euro; dal momento che l’aliquota applicata è del 36%, quindi, questo significa che la cifra massima detraibile dalle tasse è di 1.800 euro. Nel caso in cui la domanda sia presentata per più unità immobiliari, il tetto massimo di 5.000 euro viene inteso per ogni singola unità immobiliare.

Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate i 5.000 euro di spesa devono essere destinati alla sistemazione a verde delle aree scoperte degli immobili privati già esistenti, di case, recinzioni o altre pertinenze, alla realizzazione di giardini pensili oppure di coperture a verde e realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi.

Per sistemazione a verde si intendono tutti quegli interventi straordinari che sono a carattere permanente, ovvero la realizzazione ex novo di aiuole e manti erbosi, nonché la piantumazione di alberi, siepi o altre piante ornamentali. Le voci di spesa che possono essere soggette alla detrazione fiscale sono sia quelle relative all’acquisto delle piante, dei semi, di vasi e terreno, sia quelle per la progettazione, l’esecuzione e la manutenzione connesse agli interventi soggetti alla detrazione.

Gli interventi e le spese non detraibili

I lavori di manutenzione ordinaria periodica, e in generale gli interventi che non sono connessi a lavori che modificano in modo sostanziale e permanente i giardini già esistenti in cui vengono effettuati, come per esempio la potatura di alberi o la cura di piante in giardini già esistenti, non possono accedere in alcun modo alle agevolazioni fiscali.

Lo stesso discorso vale per i lavori in economia, cioè per quelli eseguiti direttamente da colui che presenta la richiesta per le agevolazioni; quindi anche nel caso degli interventi ammessi dal bonus verde, per poter usufruire delle detrazioni fiscali l’esecuzione dei lavori dovrà essere affidata per forza a una ditta autorizzata che rilasci regolare fattura, anche se si tratta della sistemazione di piante in vaso sui balconi o su una terrazza.

Il bonus verde e il robot tagliaerba

Non è possibile sfruttare il bonus verde nemmeno per acquistare attrezzature per il giardinaggio, che si tratti di utensili manuali, attrezzi a motore, tosaerba o trattorini. Esiste però un’eccezione alla regola: il robot tagliaerba.

Mettiamo per esempio che, dopo aver consultato il sito https://giardinofanatico.com alla ricerca di un nuovo sistema di irrigazione, abbiate deciso di cogliere l’occasione al volo per eseguire un intervento radicale e rinnovare completamente il tappeto erboso del giardino, magari creare delle aiuole e piantare qualche albero.

Contestualmente a questi interventi è possibile far rientrare nelle voci di spesa ammesse dal bonus anche quella per l’acquisto di un robot tagliaerba; quest’ultimo, però, deve essere dotato di una stazione di ricarica fissa e del filo perimetrale da installare permanentemente al di sotto del manto erboso. Se queste condizioni vengono rispettate, allora il robot può essere incluso tra le spese agevolabili.

Greenpeace

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