Sonori cambiamenti in Formula Uno. Torna Renault, fa l’esordio Haas e il calendario si allunga. Il prossimo sarà un anno di transizione, dal momento che dovrà preparare il terreno al grande salto di qualità che si prevede per il 2017. Ma occhio, perché se di novità tecniche ce ne sono ancora poche, è importante sottolineare diversi retroscena che potrebbero cambiare le carte in tavola del prossimo Campionato Mondiale.
Innanzitutto c’è da digerire la decisione, da poco presa, di anticipare al 20 marzo la gara inaugurale di Melbourne, che comporterà il conseguente spostamento della quattro giorni catalana di test, oltre che la necessità di velocizzare al massimo le operazioni di aggiornamento, modifica e ultimazione della monoposto.
Il restringimento in tempi del calendario, in realtà, è solo figlio dell’ingresso del nuovo circuito dell’Azerbaigian nel conto dei gran premi stagionali. Nonostante possa sembrare addirittura fin troppo ricalcata, la notizia non va tenuta in disparte. Anzi, sarà fondamentale guardare anche sotto questo punto di vista i cambi di fronte di cui parleremo, tra il divorzio Red Bull-Renault e il sempre più vicino momento d’oro della Ferrari insieme con Haas.
A poche gare dalla fine del campionato anche i sassi possono tranquillamente affermare che il 2015 della R
«Abbiamo il piacere di annunciare la sottoscrizione di una lettera d’intenti relativa alla potenziale acquisizione da parte di Renault del pacchetto azionario di maggioranza di Lotus F1 Team Ltd».
La Losanga, quindi, torna in Formula Uno. A gamba tesa, perché riappropriarsi di un team sottintende delle certezze; a gamba tesa, perché a Milton Keynes potrebbero restare con le mani vuote e, anzi, farsi amici quelli del Cavallino. Un’idea, una specie di utopia per chi ha visto questo sport anche solo negli ultimi 6 anni, ma la cosa potrebbe diventare presto realtà.

Poca chiarezza, e soprattutto poca lucidità. Da un lato Renault ha l’opportunità di usare gettoni e di mettere in pista e provare soluzioni future; dall’altro lato, invece, corre il rischio di esporsi fin troppo alla concorrenza e, quindi, tendenzialmente cerca di limitare il margine di miglioramento. Così potremmo spiegarci il motivo per cui da mezzo secondo il guadagno stimato sia passato a soli 150 millesimi. Stima orientativa, fra l’altro, dal momento che ogni circuito è a sé con le sue caratteristiche e sarebbe più sano e doveroso parlare di guadagno in termini di potenza e cavalli.
Si gioca al tira e molla dunque tra Renault e Red Bull, chiaramente in un contesto in cui nessuna delle due sembra voler più avere qualcosa in comune con l’altra. Si tira sulla stessa direzioni, ma in due versi opposti. Ma se in casa Renault dovesse esserci tutta questa riservatezza, un paio di domande vengono fuori: ad Enstone sono in grado attualmente di fare un telaio migliore del Red Bull? Maldonado è un Top Driver e non uno sfascia macchine? Evidentemente il motore Renault deve essere una “bomba” , in grado di far impallidire il Mercedes e il Ferrari, ma ne siamo sicuri? Ma un marchio così prestigioso può permettersi un 2016 da incubo?
Fonte immagine in evidenza: formulapassion.it
Nicola Puca















































