Vi chiederete cosa abbia in comune un filosofo psicoanalista come Sigmund Freud con la storia moderna. E’ la stessa domanda che si è posto Aurelio Musi, docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di Salerno.

Il desiderio di parlarne a tutti era tanto forte che egli ha ben deciso di scrivere un libro che parlasse proprio della stretta connessione che intercorre tra il suddetto filosofo e la storia. L’obiettivo principale era quello di dimostrare la storicità che si ritrova in Freud e nelle sue famose teorie, dall’interpretazione dei sogni alla sessualità.

Da qui nasceva anche l’esigenza di instaurare un dibattito tra l’autore e gli studenti, perché potessero prendere piena coscienza dell’oggetto del libro e porre qualche domanda all’autore. La presentazione, infatti, si terrà martedì 5 aprile alle ore 10.30 presso l’aula sp/4 dell’Università degli Studi di Salerno e ad essa prenderanno parte, oltre al professore Musi, il suo collega di Storia dell’Europa, il professor Giuseppe Foscari e due studenti della facoltà di Scienze politicheVincenzo Marotta, membro del Collettivo Strike Lab (collettivo studentesco formato dagli studenti di Scienze Politiche, in collaborazione con Link – Coordinamento Universitario), e Sara C. Santoriello, Rappresentante CD Spricop

Il padre della psicoanalisi ha ancora molto da dire alla nostra epoca: soprattutto perchè supera radicalmente la dicotomia tra le due culture, quella umanistica e quella tecnico-scientifica e si proietta verso la prospettiva unitaria delle scienze della vita. Egli può essere così visto in una luce nuova e suggerire un programma di straordinaria attualità: fare entrare la vita nella storia e la storia nella vita. Queste le parole dell’autore stesso.

La partecipazione è consigliata in modo particolare agli studenti del I anno di Scienze Politiche

 Maria Iemmino Pellegrino

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