Grande Torino

“Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”. A 69 anni dalla tragica scomparsa del Grande Torino, il club granata si affida alle parole di Indro Montanelli (nota “penna” del Corriere della Sera e fondatore de Il Giornale) per rendere omaggio agli Invincibili di Valentino Mazzola e compagni. Sul proprio sito internet, attraverso un comunicato ufficiale, il Torino ha voluto ricordare tutte le vittime del tragico schianto avvenuto alle 17.04 del 4 maggio 1949 contro la Basilica di Superga.

GLI INVINCIBILI DEL GRANDE TORINO

Grande TorinoL’aereo, un I-ELCE FIAT G.212 era partito dall’aeroporto di Lisbona dove il Torino aveva partecipato ad un’amichevole contro il Benfica. L’incasso di quella sfida fu devoluto al capitano dei lusitani Francisco Ferreira, in difficoltà economiche. Al ritorno, precisamente alle ore 17.04, il velivolo si schiantò contro la Basilica di Superga avvolta da una folta foschia causata dalle pessime condizioni climatiche. Inizialmente l’aereo, dopo lo scalo a Barcellona, sarebbe dovuto atterrare a Milano e non si seppe perché il pilota puntò verso l’aeroporto di Torino. Nessun superstite quel pomeriggio: nell’incidente ci furono 31 vittime. Il compito di identificare le salme fu affidato all’ex commissario tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo, accorso subito sul posto: “Su un lato, spazzando i rottami, qualcuno aveva già disposto quattro o cinque cadaveri. Erano i corpi di Loik, Ballarin, Castigliano. Li riconobbi e li nominai. Li conoscevo, oltre che dal viso, dagli effetti personali. Fu allora che mi accorsi che un carabiniere mi seguiva e prendeva nota di quanto dicevo. “Nessuno meglio di lei…” sussurrò. Scoppiai in lacrime”.

In un battito di ciglia il Grande Torino non c’era più, spazzato via dal fatal destino. Il Torino fu proclamato vincitore del campionato a tavolino e fu il quinto scudetto di fila. Il giorno dei funerali quasi un milione di persone scesero in piazza a Torino per dare l’ultimo saluto agli Invincibili. Lo shock fu tale che l’anno seguente la nazionale decise di viaggiare verso il Brasile in nave, e non in aereo. La traversata durò 15 giorni e partì dal porto di Napoli. Era una grande nave da 16 mila tonnellate, grande abbastanza da poter far allenare la squadra. In una successiva intervista, Boniperti raccontò che tutti i palloni andarono quasi subito persi nell’Oceano.

Nei cinque anni conditi dal Tricolore, il Grande Torino aveva fatto registrare grandi numeri e diversi record come le vittorie in casa (19 su 20) e di conseguenza i 39 punti su 40 disponibili (all’epoca si assegnavano 2 punti per ogni vittoria) nella stagione 1947-1948. Nella stessa annata il Torino mise a segno ben 125 reti e ancora oggi detiene il record di giocatori presenti in campo con la maglia della Nazionale: era l’11 maggio del ’47 e contro l’Ungheria scesero in campo ben 10 giocatori del Torino su 11. Inoltre, detiene il record per la vittoria con massimo scarto nella storia della massima serie del campionato italiano: 10-0 contro l’Alessandria. Il simbolo di questa squadra, nonché capitano, era Valentino Mazzola, padre di Sandro Mazzola, che nei cinque anni di magia color granata realizzò 97 gol. Tantissimi per un’ala pura, ma che si divertiva a giocare anche alle spalle della punta. Non un vero attaccante, insomma. Di certo un grande leader, dentro e fuori dal campo.

Anche quest’anno, in migliaia hanno assistito alla Messa in suffragio dei caduti. Al termine si sono spostati sul retro della basilica, davanti alla lapide dove sono incisi i nomi dei 31 caduti e come da tradizione sono stati letti dal capitano granata, Andrea Belotti.

Valerio Bacigalupo,
Aldo Ballarin,
Dino Ballarin,
Emile Bongiorni,
Eusebio Castigliano,
Rubens Fadini,
Guglielmo Gabetto,
Ruggero Grava,
Giuseppe Grezar,
Ezio Loik,
Virgilio Maroso,
Danilo Martelli,
Valentino Mazzola,
Romeo Menti,
Piero Operto,
Franco Ossola,
Mario Rigamonti,
Giulio Schubert,
Egri Erbstein,
Leslie Lievesley,
Ottavio Cortina,
Arnaldo Agnisetta,
Andrea Bonaiuti,
Ippolito Civalleri,
Renato Casalbore,
Renato Tosatti,
Luigi Cavallero,
Pierluigi Meroni,
Celeste D’Inca,
Celeste Biancardi,
Antonio Pangrazi.

Nessuno vi dimentica. Tutte le squadre hanno una storia, ma solo il Grande Torino è Leggenda…

Michele Ranieri

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui