barriere architettoniche

Ecco arrivata l’estate! Ma le barriere architettoniche e le difficoltà in contesti di vacanza proprio non ne vogliono sapere, così diventa necessario aggirarle o scavalcarle.

Essendo un discorso difficile da affrontare sarebbe quasi lapalissiano pensare “È facile da dire, se non provi”, ma noi di Libero Pensiero News ci basiamo su testimonianze reali e a volte quasi dirette. Infatti chi vi scrive di barriere architettoniche è un ragazzo che riguardo a certe, invalidanti, difficoltà ha maggiore esperienza dato che le ha provate, potendo dunque dare consigli ben testati e riusciti.

Partiamo dalle difficoltà motorie e dalla più sicura riguardo all’estate, ovvero l’andare a mare, situazione in cui, se non si può sfruttare una Spiaggia Libera Attrezzata, è utile adottare altri accorgimenti.

1) È assolutamente necessario circondarsi di persone abbastanza forzute che possano fungere da sostegno per qualsiasi spostamento, o richiedere l’aiuto di un addetto alla sicurezza dei bagnanti nei momenti di non operosità.

2) Ovviamente si va a mare e si vuole fare almeno un tuffo nello specchio d’acqua dinanzi, e lì magari si può azzardare anche l’idea di tuffarsi e stare in acqua in tranquillità da soli, poiché l’acqua, annullando il peso dell’individuo, annulla ogni deficit fisico. Ma essendo un azzardo bisogna ben munirsi prima di immergersi, così consigliamo l’acquisto di utili ausili marini, non i semplici salvagenti o braccioli da bimbi, ma qualcosa di più efficiente e resistente come  appunto un giubbotto di salvataggio che permetta il galleggiamento anche con deficit neurologici, i quali misti alla corrente marina non sembrano annullarsi, anzi quasi acuirsi. A questo punto, il movimento libero appare difficile se non si cerca un altro aiuto, pluri-utilizzabile, come un collare che dotato di laccio con fibbia, che permette la regolazione del diametro e può essere indossato in qualsivoglia parte del corpo. Questi sono gli ausili indossabili e anche i più sicuri, ma forse introvabili in molti negozi, così qualche ausilio ginnico ci viene incontro: per il galleggiamento possiamo imbracare il corpo con i tubi di polietilene, i quali avvolti nelle parti del corpo con deficit permettono una più facile nuotata.

3) Ma estate non è solo mare e vuol dire anche divertirsi con gli amici, se rimasti. Tale divertimento, in certe condizioni, può essere attuato con giochi da tavolo: tuttavia in soggetti aventi deficit motori sparsi per il corpo — coinvolgenti non solo gli arti inferiori ma anche quelli superiori — anche giocare a carte diventa difficile a causa della giusta manualità ormai scomparsa. Se il mischiare le carte può essere sorvolato chiedendo all’avversario di svolgerlo, sicuramente bisogna mantenere le proprie carte, e lo si può fare cercando un soccorso materiale: se le carte sono troppe da mantenere si potrebbe sfruttare qualsiasi oggetto stante lì sul tavolo, come un posacenere o il portalettere dello Scarabeo, che sorregga le carte cosicché si possa usare solo la mano senza deficit motori.

Le barriere architettoniche e la questione degli spostamenti

4) Utile sarebbe scegliere sempre luoghi pianeggianti e non troppo affollati data la deambulazione quantomeno caracollante, o in luoghi leggermente affollati essere accompagnati sia come supporto fisico che morale, affinché si eviti la demoralizzazione nello scorgere evidenti i propri handicap.

5) Se si è amanti dello sport e lo si vuole in parte ancora praticare, con i giusti ortopedici ausili si può! Infatti almeno un calcio a un pallone, da seduto o con supporto di stampelle, si può sempre dare, in maniera amichevole e non agonistica. Ma se, per propria tenacia, la parte agonistica è desiderata, può essere assecondata con il calciobalilla o con il ping-pong, se scelta la posizione più adeguata e utile allo scopo al campo di gioco.

6) Altra giusta opzione, ma solitaria pensando alla compagnia di persone, sarebbe l’acquisto di un qualsiasi animale domestico per dare e ricevere amore e svago — ciò che gli animali richiedono non è un’attività fisica eccellente, ma una sentimentale.

7) Un consiglio da non sottovalutare è invitare chiunque a rendere produttiva la propria condizione, affinché in se stessi si trovi la forza per autorealizzarsi.

Extra sulle barriere architettoniche.

8) Il consiglio finale è per tutti, normodotati e non. Un disabile è una persona normale come le altre e non va escluso solo perché qualche arto non funziona in maniera giusta, e non deve neanche autoescludersi poiché avverte qualche differenza con gli altri: anzi, deve essere parte di una catena umana affinché impari da altri e viceversa.

Eugenio Fiorentino

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