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Due crisi, una soluzione: al via la campagna Fridays for Future

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Due crisi, una soluzione - Fridays for Future
Fonte immagine: www.terranuova.it

Due crisi, una soluzione. Questo lo slogan della campagna #RitornoAlFuturo, lanciata dal movimento ambientalista Fridays for Future in occasione dello Sciopero globale digitale per il Clima. Il richiamo alla celebre saga cinematografica degli anni ’80 è immediato. Tuttavia, nella circostanza attuale, se avessimo a disposizione il flusso canalizzatore inventato da Doc – che, nella trilogia, rende possibile viaggiare nel tempo – non lo dovremmo impiegare per tornare al passato. No di certo. Anzi, quel passato nocivo, in cui sono state normalizzate e diffuse una serie di pratiche sconsiderate che hanno oltraggiato e umiliato la natura, rappresenta l’unica cosa da cui è necessario prendere le distanze. E prendere le distanze dal passato significa prenderle da fenomeni come deforestazione e agricoltura intensiva, che hanno finito per avvicinarci a quella fauna selvatica che trasmette i tre quarti delle nuove malattie. Prendere le distanze dal passato significa allontanarsi da scriteriati processi di urbanizzazione, che riguardano tanto la popolazione umana quanto quella animale e che favoriscono condizioni di affollamento suscettibili di provocare malattie e epidemie di nuova formazione. Prendere le distanze dal passato significa, ancora, cercare di invertire quella rovinosa tendenza all’aumento delle temperature, che a lungo andare può contribuire alla diffusione di malattie infettive tipiche dei climi più caldi o ancora sconosciute. E si potrebbe proseguire.

Ma per le attiviste e gli attivisti di Fridays For Future già questo è sufficiente per affermare che non ci si può più permettere di tornare al passato. Ed è proprio questa la ragion d’essere della nuova campagna, chiamata non a caso #RitornoAlFuturo. Il futuro da realizzare insieme prende le mosse da una transizione ecologica, soluzione unica a una duplice crisi: quella pandemica e quella climatica. Sarebbe oltremodo pericoloso, nonché ingenuo, ritenere che la crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 sia un fenomeno isolato, privo di connessioni con la crisi climatica. Sarebbe oltremodo pericoloso, ma sicuramente conveniente per qualcuno, prodigarsi nella ricerca dell’untore (che si tratti di un pipistrello o di un ricercatore del laboratorio di Wuhan), evitando così di puntare il dito contro il solo responsabile di questa duplice emergenza: il nostro irrinunciabile stile di vita. Uno stile insostenibile, se non addirittura inconciliabile con la vita stessa come, per quanto paradossale possa sembrare, lo stesso coronavirus ci sta dolorosamente insegnando. Come scrive Ángel Luis Lara su un illuminante articolo pubblicato su El Diario: «ad ogni corpo che tocca e fa ammalare, il virus reclama che tracciamo la linea di continuità tra la sua origine e la qualità di un modo di vita incompatibile con la vita stessa».

Da qui la necessità, di cui si fa portavoce il movimento Fridays for Future, di dare il via a un colossale e storico piano di investimenti pubblici sostenibili che possano fungere da gigantesco stimolo per l’economia. «Economia intesa» – come spiega Lorenzo Tecleme di FFF Italia – «non solo come crescita del PIL ma come occupazione, benessere, come redistribuzione della ricchezza, come democratizzazione della società». Due crisi, una soluzione. È molto più di uno slogan. È la formula da cui ripartire per realizzare la rinascita post-coronavirus. Una rinascita che, oltre a rilanciare l’economia investendo nella riconversione ecologica, punta a tutelare i lavoratori e le lavoratrici, i territori e le fasce della popolazione più esposte alle conseguenze della crisi economica e climatica. A ripensare – come si legge sulla pagina web di #RitornoAlFuturo –  il sistema agroalimentare, promuovendo la transizione verso un’agricoltura che salvaguardi i suoli e gli ecosistemi e che sia più sostenibile a livello climatico. A tutelare tanto la sanità pubblica, arrivata al collasso a causa di politiche devastatrici che ne hanno ridotto fondi e personale, quanto il sistema scolastico, che necessita di essere ripensato per assicurare il diritto allo studio, combattere le disuguaglianze sociali e diffondere princìpi di ecologia e di corretto uso delle risorse. Non da ultimo, la rinascita che si intende realizzare punta ad aumentare la portata del Green Deal europeo, al fine di alzarne i target climatici e impedire la firma di trattati commerciali che inaspriscano gli effetti della crisi climatica e le disuguaglianze economiche e sociali.

Due crisi, una soluzione: al via la campagna Fridays for Future per costruire un futuro in cui, si spera, nulla sarà più come prima.

Virgilia De Cicco

Virgilia De Cicco
Ecofemminista. Autocritica, tanto. Autoironica, di più. Mi piace leggere, ma non ho un genere preferito. Spazio dall'etichetta dello Svelto a Murakami, passando per S.J. Gould. Mi sto appassionando all'ecologia politica e, a quanto pare, alla scrittura. Non ho un buon senso dell'orientamento, ma mi piace pensare che "se impari la strada a memoria di certo non trovi granché. Se invece smarrisci la rotta il mondo è lì tutto per te".

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