ResQ
I relatori alla presentazione della nuova nave ResQ People. Credit: comunicato stampa

Durante l’evento di presentazione del progetto indetto dalla Onlus ResQ – People Saving People presso la Sala Giunta del Palazzo San Giacomo di Napoli, è stato annunciato che la nave di ricerca e soccorso che prima si chiamava Alan Kurdi ed ora ha cambiato il suo nome in ResQ People, è pronta a salpare per la sua prima missione e salvare vite umane nel Mediterraneo. All’incontro, organizzato in collaborazione con il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, hanno partecipato la delegazione ResQ composta dal presidente Luciano Scalettari, il vicepresidente Corrado Mandreoli, la socia Michela Sfondrini, e gli Assessori del Comune di Napoli Giovanni Pagano e Donatella Chiodo.

La ResQ People è un’imbarcazione di 39 metri che ha già solcato il Mediterraneo centrale per soccorrere i migranti, insieme all’organizzazione tedesca Sea-Eye. ResQ – People Saving People entra così a far parte della flotta civile raccogliendo la storia e il testimone di una nave che ha già salvato 900 vite nel nostro mare. Ricorda infatti il Presidente Onorario Gherardo Colombo che «ResQ è nata per un motivo molto semplice: chiunque di noi, se stesse rischiando la vita in mezzo al mare vorrebbe una mano tesa in soccorso. Nasce per salvare bambini, donne e uomini, per praticare diritti e tutelare la dignità umana. Siamo felici di poter salpare presto e fare la nostra parte nel Mediterraneo centrale: soccorrere è un obbligo, essere soccorsi un diritto».

Il costo della nave ammonta a 400 mila euro, raccolti grazie all’impegno e alla generosità di oltre 3 mila donatori. La ResQ People attualmente batte bandiera tedesca e, data l’urgenza di essere in mare il prima possibile, salperà con questa bandiera comunitaria. L’equipaggio della prima missione è già formato: a bordo, oltre al capomissione e alle figure dei marittimi indispensabili alla navigazione – comandante, primo e secondo ufficiale, direttore di macchina e macchinisti, marinai – ci saranno un medico e un’infermiera, sei soccorritori (tra i quali due mediatori culturali), una logista per coordinare l’assistenza dei naufraghi a bordo della nave, un cuoco. L’equipaggio proviene da sette nazioni diverse e comprende sia figure di marittimi professionisti assunti per le missioni, sia volontari specializzati.

In un momento in cui il governo italiano ha rinnovato gli accordi con la guardia costiera libica, questo rende ancora più significativo il segnale di apertura e tolleranza della città di Napoli, che conferma così la sua centralità nel Mediterraneo in tema di diritti, facendo da ponte tra i continenti. «Napoli, Salerno, Palmi, Reggio Calabria sono tra le città del Sud che ci hanno fortissimamente sostenuto, fin da subito, con le loro istituzioni locali e con la grande rete solidale della società civile», dichiara Scalettari. «Un bellissimo ponte dal ‘profondo Nord’ di Milano, dove ResQ è nata, a queste e altre città e comunità, che danno riprova della loro lunga tradizione di generosità e accoglienza».

D’altronde, la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, firmata a Montego Bay nel 1982, impone al comandante di una nave di prestare assistenza a chiunque si trovi in pericolo in mare, e di recarsi il prima possibile in soccorso delle persone in difficoltà qualora venga informato che tali persone abbiano bisogno di assistenza (art. 98). Stesso dovere impone la Convenzione Solas firmata a Londra nel 1974. Infine va considerata la Convenzione Sar adottata ad Amburgo nel 1979. Atti che sono stati firmati e ratificati anche dall’Italia. Secondo il diritto internazionale, quindi, il comandante di una di queste imbarcazioni che compongono la flotta civile insieme alla ResQ, ha l’obbligo non solo di salvare i naufraghi, ma anche quello di portarli nel primo porto più sicuro.

Per di più, l’art. 51 del nostro Codice penale esime dalla pena colui che abbia commesso il fatto per adempiere a un dovere impostogli da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità. Dunque, il salvataggio dei migranti va avanti anche grazie all’entrata nella flotta civile della nuova imbarcazione ResQ, nonostante le spinte contrarie delle formazioni sovraniste nazionali ed europee.

Gabriele Caruso

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