FLOWERED (acronimo di de-FLuoridation technologies for improving quality of water and agro-animal products along the East African Rift Valley in the context of adaptation to climate change) è un progetto nell’ambito dell’idrogeologia, del trattamento delle acque sotterranee a fini idropotabili e la loro gestione oculata in Africa approvato finanziato dalla Commissione Europa nell’ambito di Horizon 2020 per 3 milioni di euro.

Di questa importante iniziativa è partner il Centro di Geotecnologie di San Giovanni Valdarno, braccio dell’università di Siena insieme a 14 unità di ricerca istituzionali e società private italiane,spagnole, inglesi, tunisine, etiopi, keniote e tanzaniane.

L’obiettivo generale di FLOWERED è quello di contribuire allo sviluppo di un sistema di gestione sostenibile delle acque sotterranee caratterizzate da alti valori di fluoruri, naturalmente contaminanti di suolo e cibo nei paesi africani della Rift Valley al fine di migliorare il tenore di vita ambientale, la salute e la sicurezza alimentare della sua popolazione”  si legge nel comunicato del CGT.

Attraverso l’utilizzo di particolari tecnologie di de-fluorizzazione dell’acqua sotterranea da destinare al consumo umano e irriguo sarà possibile sviluppare un sistema di gestione delle risorse idriche in alcuni villaggi rurali di Etiopia, Kenya e Tanzania. Saranno valutate politiche agricole sostenibili in modo da evitare la contaminazione da fluoruri delle reti fognarie locali e di conseguenza delle acque presenti nel sottosuolo.  Inoltre, lo sviluppo di un sistema di geo-dati innovativo e condiviso supporterà il sistema di gestione integrato, sostenibile e partecipativo.

”Il progetto – a detta dell’Università di Siena – attraverso il coinvolgimento delle PMI rafforzerà i processi di cooperazione allo sviluppo innovativi dimostrativi, nonché nuove opportunità di mercato.Una bella iniziativa made in Italy che faciliterà di molto la vita alle popolazioni dei villaggi etiopi, kenioti e tanzaniani consentendo loro di avere a disposizione una maggiore quantità di acqua potabile che in quelle zone scarseggia. Un gran traguardo!

Vincenzo Nicoletti

Greenpeace

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