Israel Varela

Israel Varela è un polistrumentista riconosciuto in tutto il mondo per il suo talento. A fine aprile ha pubblicato il suo ultimo album “As above so below” che anticipa l’inizio della di una tournée che lo porterà in giro per il mondo. Tra le novità del nuovo album c’è la compartecipazione di suo figlio e di suo padre, nella continua ricerca di una connessione tra la mente e lo spirito.

Israel VarelaNato nel 1979, Israel Varela è cresciuto in una famiglia composta da musicisti: pianisti, chitarristi, cantanti e maestri d’orchestra. Il suo amore per la musica corrisponde alle sue radici ma il suo talento è stato presto riconosciuto in tutto il mondo, soprattutto per la sua capacità di rendere personale il rapporto con lo strumento e con la composizione artistica. Nel 2003 ha anche intrapreso un percorso di scoperta e approfondimento del Flamenco, per i suoi ritmi e le sue armonie. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il suo nuovo album “As above so below”.

IL nuovo album corona un percorso di sperimentazione. Il singolo “As above so below” regala il titolo all’intero progetto. Lei esprimeva questo concetto con “essere in connessione con se stessi”. Cosa vuol dire?
«Vuol dire trovare un bilancio, un principio ermetico. Collegare la parte intellettuale, la mente, allo spirito e trovare un collegamento per arrivare alla vera connessione con se stessi. Oggi abbiamo tempo per tutto tranne che per fermaci a pensare a noi stessi. Attraverso questo disco ho voluto utilizzare alcuni testi che raccontassero questo tentativo dell’animo umano. Alcuni brani trattano il tema del rinnovamento della propria mente, altri parlano di sensazioni. Basta cambiare il proprio punto di vista e cambia drasticamente tutto. La vera magia ce l’abbiamo dentro; sta a noi trovarla e creare connessioni con la musica e con gli strumenti

Lei è un polistrumentista riconosciuto a livello internazionale. Se dovesse associare una sensazione ad ogni strumento?
«Non mi hanno mai fatto questa domanda. Batteria sicuramente fuoco, pianoforte acqua. Poi, il basso elettrico terra e la voce aria. La fusione tra questi quattro elementi dà vita alla mia composizione, collegandoci con noi stessi. Può essere un’altra entità può profonda, che è sempre dentro di noi. Quando si parla dell’io, ne abbiamo tanti e dobbiamo sfruttarli tutti.»

Israel VarelaCosa troveranno gli spettatori nel suo album?
«La novità principale è che gli strumenti sono stati registrati insieme. È stata una sfida molto impegnativa ma ne è valsa la pena. Il disco nasce come trio, ma ci sono anche alcuni brani con altri ospiti. La perla di questo album, a parte la musica ed il messaggio, è il fatto che anche mio figlio e mio padre hanno suonato, tre generazioni si sovrappongono

Che ricordo ha dell’esperienza di “Frida in silencio”?
«Una bellissima esperienza all’interno della quale abbiamo suonato due brani e ci siamo ispirati ai testi delle sue poesie. Un’esperienza molto particolare dal vivo, anche per la pittura. Una pittrice di Barcellona ha partecipato sulla base delle sue sensazione. Era come se stessimo dipingendo in musica.»

Prossimi appuntamenti

Israel Varela è appena tornato dall’Egitto e tra poco partirà per una tournée negli Usa, per poi passare in Messico tutta l’estate. Arriverà in Canada a fine agosto, per poi proseguire con le date italiane a Milano, Roma, Napoli ed in Calabria.

Sara C. Santoriello

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Dottoressa in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Attualmente studio Mass Media e Politica all'Unibo. Consigliera Provinciale & Resp. Comm. Comunicazione del Coordinamento Provinciale dei Forum Dei Giovani della Provincia di Salerno. Membro di Link - Coordinamento Universitario (2014-). Per Polis SA Magazine gestisco la rubrica "Around The Corner".