salvini

Che il Ministro dell’Interno Matteo Salvini stesse vivendo un momento di esaltazione personale che tendesse a sentirsi onnipotente, ormai era risaputo. Non pensavamo, però, che arrivasse ad immaginarsi come Padre di 60 milioni di italiani per rispondere alla domanda sulla procedura di infrazione del debito. Salvini è affetto chiaramente da delirio di onnipotenza, pensa di poter risolvere i problemi degli italiani con qualche frase fuori controllo. Pensa di fare quello che vuole in barba alla Magistratura, al Governo, al Presidente della Repubblica.

Ma sappiamo bene che in realtà la sua è una strategia affinata nel tempo perché con una sola dichiarazione strampalata riesce a spostare i problemi del Governo verso qualcosa che non ha nulla a che vedere con lo stesso.

Salvini, che problema hai?

Il suo gioco è chiaro, spara sempre alto e lo fa spesso. Noi (i media) gli andiamo dietro, facendo cassa di risonanza alle parole che dice. Solo che è il momento di dire basta, perché al Ministro Salvini bisognerà anche iniziare a rispondere, fronteggiandolo direttamente.

A tal proposito, caro Salvini, noi italiani non ti reputiamo nostro padre. Non lo sei, non lo sarai mai, perché sei una minoranza nel Paese. Il tuo 34% è figlio di un’astensione di circa la metà degli elettori aventi diritto al voto, per cui la tua percentuale non abbaglia nessuno. Come spiegano bene gli amici di wuming in questo articolo, Salvini non è altro che una minoranza tra le minoranze, in un corpo elettorale di circa 51 milioni di persone.

Non sei nostro padre, Salvini

Se Salvini fosse nostro padre parleremmo di una persona che, sul piano personale, si è fatto più famiglie in giro per l’Italia. Staremmo parlando di uno che prima ha offeso e disprezzato, che so, lo zio del Sud e poi, quando ne ha avuto bisogno (magari per un favore), lo ha chiamato invitandolo a cena, dicendogli che era tutto uno scherzo e che ha anche un caro amico di Napoli.

Salvini è un po’ come quel padre seduto a tavola che ascolta una notizia al telegiornale ed urla contro il conduttore, prendendosela con tutti senza contestualizzare la notizia. È il tipo di persona che a Natale, dopo qualche bicchiere di troppo, si mette a fare battute sugli extracomunitari (affermando che non è razzista, per carità).

Il nostro padre, quello vero.

Perché nostro padre, il padre ideale, è una persona che aiuta i più deboli.

Nostro padre è quello che al supermercato compra qualcosa in più e lo dà alle persone che fanno elemosina all’esterno, per dare loro la possibilità di sfamarsi. Nostro padre, Salvini, è quello che aiuta i più sfortunati, è quello che scende in piazza contro di te, che urla con tutta la sua forza contro le politiche ambientali del Governo.

Nostro padre è l’operaio dell’Ilva, nostro padre, forse, non sarà nemmeno laureato, non avrà tutte queste grandi competenze, ma è una persona buona, pronta a mettersi a disposizione per aiutare i colleghi, pronto a scioperare perché qualcuno si sta approfittando di loro.

Nostro padre è quello che rispetta sua moglie, che disprezza il maschilismo e che quindi disprezza i tuoi amici, quelli che vogliono che le donne stiano in cucina ad accudire i figli.

Nostro padre è rappresentato dalla figura dei pescatori siciliani che salvano le vite nel Mediterraneo, perché la legge del mare è più forte della tua arroganza.

Nostro padre è l’operaio della Whirpool, preso in giro dal tuo Governo, schiacciato dalla mancanza di un piano di sviluppo per il Sud Italia.

Nostro padre odia le ingiustizie, odia lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Odia le mafie e la corruzione, odia chi parla di antimafia, ma non rimuove le cause sociali ed economiche che generano l’illegalità. Perché nostro padre odia l’ipocrisia ed il benaltrismo.

Ecco perché tu, caro Salvini, non potrai mai essere nostro padre.

Tu non sei come lui.

Luca Mullanu

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