Piotta, il cantore in salsa rap delle bellezze della Città Eterna
Fonte: Nextpress Ufficio Stampa

Pioniere del rap nostrano nell’epoca in cui il linguaggio colloquiale e le ritmiche tipiche del genere venivano comprese e apprezzate da una ristretta nicchia di amatori e rappresentante di quel crossover musicale che attraversa più generazioni, per i sostenitori più accaniti dell’hip hop made in Italy Piotta è un nome che di certo non necessita particolari presentazioni. Salito alla ribalta nell’ormai lontano 1998 con il fortunoso singolo “Supercafone”, il talentuoso rapper e produttore discografico romano da oltre vent’anni scrive e canta vere e proprie pietre miliari apprezzate sia dal pubblico della prima ora che dagli ascoltatori più giovani.

Le collaborazioni con storiche formazioni fra le quali possiamo citare Colle der Fomento e Ice One, la notorietà a livello nazionale raggiunta con il disco d’esordio “Comunque vada sarà un successo“, il titolo di migliore MC italiano conferitogli dalla rivista AL Magazine e la partecipazione nel 2004 alla cinquantaquattresima edizione del Festival di Sanremo sono soltanto alcuni dei momenti più alti raggiunti da Piotta agli albori di quella che da qualche anno a questa parte si sarebbe rivelata una straordinaria carriera.

Nonostante la rapida crescita personale, canora e compositiva, il talentuoso cantante e rapper ha mantenuto l’integrità e la coerenza che dal principio lo contraddistingue. Pur restando fedele ai classici stilemi dell’hip hop, tra gli artisti della cosiddetta “vecchia guardia“ Piotta è stato uno dei primi a rompere i recinti dimostrando apertura e disponibilità alle sperimentazioni e contaminazioni con differenti generi musicali tra cui rock e reggae.

Reduce dalla pubblicazione di ben nove album, a distanza di circa due anni dal suo ultimo lavoro in studio “Interno 7Tommaso Zanello – questo il nome di battesimo dell’MC originario dell’antico quartiere di Roma Monte Sacro – ha pubblicato l’instant song “Vengo dal Colosseo (20.20 edition)”, scritta di getto in una notte di quarantena. In questa sua rivisitazione in chiave moderna del classico della tradizione orale capitolina “Vengo da Primavalle”, Piotta propone un rap più melodico rispetto ai canoni tradizionali e si fa ancora una volta promotore delle meraviglie dell’immortale Città Eterna.

L’estate è ormai alle porte, il clima si fa sempre più caldo e dopo mesi di quarantena la voglia di passare del tempo all’aria aperta impazza. Nonostante gran parte degli eventi estivi prefissati siano purtroppo saltati a causa dell’emergenza legata al coronavirus, Piotta non perde l’ottimismo che da sempre lo contraddistingue e guarda fiducioso al futuro: l’attesissimo ritorno alla quotidianità è alle porte malgrado permangano i divieti di assembramenti e numerose restrizioni. Quale miglior modo di celebrare il desiderio di godersi appieno quanto ha da offrire la propria città se non attraverso la proprie rime?

Nel videoclip del brano disponibile da venerdì 22 maggio su tutte le piattaforme digitali, Piotta a bordo di una classica Vespa color rosso acceso ci fa da Cicerone mostrandoci alcune delle bellezze della sua Roma focalizzando l’attenzione su celebri statue della capitale tra cui la Bocca della Verità murata nella parete del pronao della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, l’Augusto di Prima Porta, Giordano Bruno di Campo dei Fiori, San Paolo Apostolo di Piazza San Pietro e Giulio Cesare di via dei Fori Imperiali. Grazie a una tecnica di animazione digitale 3D pensata dal visual artist Angelo di Nicola i sopra citati monumenti prendono vita e cantano a ritmo di musica rap lasciando gli spettatori a bocca aperta.

Se da un lato la pandemia ci ha portato ad un depauperamento economico e ad una conseguente crisi esistenziale, dall’altro è servita da monito per tutti: “Vengo dal Colosseo (20.20 edition)” di Piotta rappresenta un’esortazione a vivere la fase post-quarantena con serenità e ad ammirare le meraviglie del nostro territorio in un periodo storico in ci stiamo interfacciando con la privazione forzata della piena libertà di spostamento.

Nonostante l’Italia abbia una storia artistica, architettonica e culturale di prestigio e la nostra capitale non abbia nulla da invidiare alle tanto ambite metropoli europee, gran parte dei nostri connazionali sembrerebbe apprezzare maggiormente le mete estere che, stando ai dati Istat pubblicati lo scorso anno, hanno raggiunto un incremento del 6,9%. Viste le ingenti misure messe in atto per contenere il Covid-19, la probabilità che questo trend continui il suo corso è piuttosto bassa: perché allora non seguire l’invito di Piotta e godersi un concentrato di bellezza a chilometro zero invidiato in tutto il mondo?

Vincenzo Nicoletti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui