Il Bassai Dai Festival infiamma Napoli
Fonte: www.facebook.com

Come ogni anno, agli inizi di giugno il centro storico di Napoli si accende della fiamma del Bassai Dai Festival, cinque giorni di eventi culturali e artistici dedicati alla memoria di Lorenzo Tarantino.

Non dire una parola che non sia d’amore” è la frase che campeggia nei locali della Mensa Occupata, il centro sociale nato nel 2012 a seguito di un percorso politico di rivendicazione dei diritti studenteschi che ogni anno ospita il Bassai Dai Festival. Il collettivo politico di cui Lorenzo Tarantino faceva parte ne costituisce il cuore pulsante che prova a battere per chi, tutti i giorni, subisce la violenza della società e dei suoi sistemi oppressivi, quella stessa violenza che ha portato con sé anche Lorenzo, troppo presto.

Dalla passione di Lorenzo per il karate viene il nome del Festival: Bassai Dai è un Kata che vuol dire, alla lettera, assalto alla fortezza. OgnunƏ porta con sé le tracce di un trauma, di una ferita o di un dolore, ognunƏ porta su di sé il peso dell’ingiustizia e dell’oppressione. Se il trauma e l’ingiustizia si costituiscono in fortezza, l’unico rimedio, l’unica cura, è l’assalto.

Capitalismo, patriarcato, abilismo, razzismo e ogni forma di fascismo sono prigioni, gabbie da cui ogni giorno si tentano fughe quasi rocambolesche: da qui il tema che è stato scelto per l’edizione 2022 del Bassai Dai, l’evasione. Dopo due anni di pandemia, a gettare ombra sul futuro dell’umanità è la devastazione della guerra, la sofferenza deƏ civilƏ ucrainƏ che subiscono i soprusi di chi, senza scrupoli, agisce mosso da interessi personali ed economici. In questo scenario di miseria e lutto, è il mio cuore il paese più straziato.

“è il mio cuore il paese più straziato”

Per esercitare il diritto alla resistenza quest’anno si terranno, dunque, diverse iniziative. Un’anticipazione del Festival si terrà il 3 giugno, alla Mensa Occupata, data di un incontro organizzato in collaborazione con la rete nazionale Non Una di Meno con Valentina Perniciaro, in occasione dell’uscita del suo libro, Ognuno ride a modo suo. Fondatrice dell’associazione Sirio e i Tetrabondi, Valentina Perniciaro è attivista politica e madre di un ragazzino, Sirio, affetto da una paralisi cerebrale infantile e costretto per questo a subire un intervento di tracheostomia. Il libro racconta la storia di un bambino che non vuole essere chiamato speciale, perché l’unica cosa speciale che ha sono i suoi bisogni e le sue esigenze, diversi da quelli del resto del mondo, e della sua famiglia che ogni giorno lotta per fargli avere libertà, autonomia e dignità.

A dare inizio al Festival è il pranzo popolare dell’8 giugno, un appuntamento che, assieme all’allenamento popolare a Piazza Garibaldi organizzato dalla Palestra Popolare Vincenzo Leone, ricorre settimanalmente. A seguire, la musica dei FeZion Sound System il 9 giugno dopo un dibattito con i comitati verità e giustizia per Wissem Ben Abdel Latif, Ugo Russo e Davide Bifolco, un’occasione per raccontare tre storie di abusi, violenze e depistaggi da parte dello Stato. Inoltre, il calendario prevede per l’11 giugno una sessione di letture e live painting dedicati alla figura di Marielle Franco e l’attesissimo concerto della rapper argentina Sara Hebe il 12 giugno, in una delle date del suo tour europeo.

“Antes que histerica, historica

Giulia Imbimbo

Nata a Napoli a ridosso del nuovo millennio, sono una studentessa di Lettere Moderne, divoratrice di album e libri. Credo nella capacità della cultura umanistica e dell'espressione artistica di rifondare i valori della società contemporanea.

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