Clippers

“Non sono mai stato più orgoglioso di un gruppo di giocatori in vent’anni di carriera da allenatore”. Basterebbero queste parole di Doc Rivers, uno che ha allenato una delle squadre più iconiche del basket di questo inizio secolo come i Boston Celtics dei Big Three Garnett-Pierce-Allen, per descrivere alla perfezione la stagione dei Los Angeles Clippers. Dopo aver smantellato la Lob City, che per anni aveva fatto sognare la squadra angelina, le aspettative sembravano essere tornate quelle dell’Era pre-Paul, in cui si sgomitava per avere un posto tra le televisioni nazionali. E, invece, pur senza un singolo All-Star, pur scambiando il proprio miglior giocatore nel corso dell’inverno [Tobias Harris, ndr], i Clippers non solo sono riusciti incredibilmente a centrare i playoff, ma hanno dato filo da torcere ai due volte campioni in carica Golden State Warriors.

Non una stagione da underdog, ma una vita intera. I Clippers sono sempre stati considerati come i cugini sfigati dei Lakers, i quali hanno sempre avuto tutto: i campioni, i titoli, il dominio territoriale a livello di fan base e persino Hollywood. Se pensi ad una squadra sportiva di Los Angeles, pensi alla squadra in cui hanno giocato i vari Jerry West, Wilt Chamberlain, Magic Johnson, Kareem-Abdul Jabbar, Shaquille O’Neal, Kobe Bryant e, adesso, LeBron James. Difficile competere, soprattutto quando condividi la stessa casa, lo Staples Center, e l’unico modo che hai per oscurare i banner dei trionfi dei cugini è coprirli con le immaginidei propri giocatori odierni. Insomma, non un granché. Ecco perché questo gruppo di giocatori è stato così amato dalla propria fanbase, perché ha rappresentato tutto quello che sono i Clippers da una vita intera e che solo negli ultimi anni avevano dimenticato, in parte.


E adesso viene il bello.

In estate avranno uno spazio salariale importante per firmare due free-agent al massimo salariale, e la prima offerta sarà sicuramente recapitata a quel Kawhi Leonard che stanno corteggiando da tutta la stagione. Una moltitudine di uomini dei Clippers ha presenziato a molte partite dei Raptors nel corso della rs, sia in casa che in trasferta, a partire dagli scout fino al proprietario multimiliardario Steve Ballmer, passando per l’assistente general manager Mark Hughes. Tutti indizi che fanno pensare ad una strategia estremamente aggressiva che la franchigia angelina ha in mente di perseguire nella prossima free-agency. Come detto, l’MVP delle Finals 2014 ad oggi è un giocatore di Toronto, i quali sperano che una grande post-season possa convincerlo a restare. I Clippers – così come i Lakers – possono offrirgli qualcosa che la squadra del grande bianco nord non può: un clima più caldo e l’opportunità di tornare a giocare più vicino casa – Leonard è nativo di Riverside, città distante pochi chilometri da Los Angeles. E secondo Kevin O’Connor,analista NBA, l’ex stella dei San Antonio Spurs preferirebbe i Clippers ai Lakers, nel caso in cui dovesse scegliere di proseguire la propria carriera in California.

Leonard sta disputando dei playoff straordinari e sta letteralmente trascinando i Raptors nella serie contro Philadelphia, di cui stanotte si giocherà gara-5 [la serie è sul 2-2, ndr]. Sta mettendo a segno 32.3 punti di media con il 70.4 TS%, numeri mai registrati nella storia della NBA per un giocatore sopra ai 30+ ppg.

Un altro che sta disputando una post-season favolosa è Kevin Durant, che potrebbe essere l’altro obiettivo dei velieri. Ma è molto probabile che provino a firmare tutte le stelle che si affacceranno sul mercato, anche Kyrie Irving, Kemba Walker ed Anthony Davis, per quanto le possibilità siano inferiori rispetto a quelle per Leonard. E se per Durant e Irving la tentazione New York potrebbe essere irresistibile, per quanto ai Clippers troverebbero una situazione sicuramente migliore, Walker forse potrebbe seriamente pensare di lasciare Charlotte, dove predica nel deserto da anni. 
Per Davis le cose potrebbero essere più complicate, perché si dovrebbe impostare una trade, ma la dirigenza angelina sa di avere l’apprezzamento della stella dei Pelicans. Secondo Bobby Marks di ESPN, il pacchetto potrebbe contenere: 

  • uno (o entrambi) tra Lou Williams e Montrezl Harrell;
  • la scelta protetta al draft 2020 di Philadelphia e quella non protetta di Miami del 2021;
  • il contratto in scadenza di Danilo Gallinari
  • dei giovani talenti come Shamet o Robinson.

Una trade che vorrebbe dire rinunciare a molto, considerando che il contratto di Davis scadrà l’anno prossimo, però darebbe la possibilità ai Clippers di acquisire un giocatore straordinario che potrebbe fungere da magnete per attrarne degli altri. 

Le possibilità per Gary Sacks di riportare una stella nell’altra Los Angeles, quella storicamente meno attraente, sono molte e variegate. Questo testimonia quanto la percezione della franchigia sia cambiata agli occhi della lega nel corso degli ultimi anni, che il lavoro svolto da Doc Rivers e dalla Lob City è stato importante nonostante tutto e che, forse, si può provare a restare la prima squadra di Los Angeles – almeno per risultati recenti – ancora per un po’.

Fonte immagine in evidenza: persources.com

Michele Di Mauro