futuro
Particolare de "La torre di Babele" di Bruegel il Vecchio, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Il processo storico in atto sta inevitabilmente portando i paesi e i popoli verso una sempre maggiore integrazione. Il mondo futuro finirà per unificarsi, ma quale segno avrà questa unificazione? Due sono le strade possibili: continuare a perseguire quella della globalizzazione o imboccare quella della mondializzazione. La prima, di carattere neoliberista, dirige i suoi interessi verso il mercato e tende all’omologazione, all’appiattimento delle differenze culturali. La seconda invece coltiva l’universalizzazione del diritto alla vita, la consapevolezza della dignità e dell’uguaglianza degli esseri umani, al di là di ogni particolarismo. La mondializzazione inquadra le culture come diversità aventi alla base uno spirito umano comune che tende principalmente al superamento di comuni sofferenze. I caratteri della mondializzazione si ritrovano soprattutto in correnti di pensiero quali il socialismo, l’ambientalismo, l’umanesimo.

L’attuale sistema “disumano” si regge su tre pilastri fondamentali: la concentrazione del potere militare, del potere politico e del potere economico. I diritti umani non saranno rispettati finché le popolazioni saranno sottomesse alla volontà dei pochi che concentrano questi poteri nelle loro mani. È necessario, dunque, un processo di trasformazione radicale che tenda a progettare un futuro con una più equa ripartizione della ricchezza, un decentramento del potere politico ed uno smantellamento del potere militare-poliziesco.

In questo contesto mondiale multipolare sempre più interdipendente, il progetto Unione Europea si trova in una situazione estremamente critica. Un progetto che avrebbe dovuto trovare fondamento nella condivisione di valori quali la dignità umana, la libertà di movimento, le libertà individuali, la democrazia e un’uguaglianza sostanziale dei cittadini, appare ora come un’opera incompiuta. L’attuale sistema Europeo è completamente inadatto a dare risposte adeguate alle tendenze globali quali:

  • la globalizzazione di stampo neoliberista, che ha prodotto gravi crisi economiche, il ritorno del protezionismo e delle migrazioni;
  • il crescente disordine internazionale caratterizzato dalla ripresa della corsa agli armamenti, dal dilagare delle guerre, dal terrorismo internazionale, dall’affermarsi di un multipolarismo conflittuale;
  • la minaccia ecologica e in particolare del riscaldamento climatico che, in mancanza di scelte veloci e radicali, apre prospettive catastrofiche per l’umanità.

Ma la storia umana, seppur paradossale, può essere bellissima. Nel contesto descritto, mentre molti di noi erano occupati a rincorrere il sogno nefasto e sclerotico che ci offre questa società, fatto di quell’individualismo che rende accettabile solo quanto già previsto dal sistema, persi in un progetto piccolo nel quale sé stessi e il mondo non vengono messi in discussione, il diffondersi della Covid-19 e il lockdown hanno imposto una decelerazione improvvisa. È stato come vedere le nostre vite al rallentatore e siamo stati obbligati ad osservarci dall’esterno. 

Forse, durante questo periodo, ci siamo resi conto che le cose sono andate avanti perché ci siamo aiutati l’un altro, si sono sviluppate diverse forme di solidarietà e collaborazione e in alcuni, sporadici momenti ci siamo sentiti un’unica umanità. Forse abbiamo preso maggiore consapevolezza che questo sistema e tutto il suo sogno nefasto sono fallaci e inconsistenti, un groviglio di illusioni che possono portare solo violenza, sofferenza e distruzione.

Sembra abbiano riacquisito centralità concetti quali gentilezza, resilienza e il prendersi cura degli altri. In questo movimento verso l’altro, nelle forme di solidarietà e auto-organizzazione non c’è nulla di istintivo, così come nel caso della violenza, poiché ciò che ci rende umani è proprio la libertà di scelta nell’agire. L’essere umano sceglie sempre, anche quando decide di non scegliere. La sua lunga storia parla della capacità di evolvere nonostante la violenza, di un essere che ha in sé il seme della rivoluzione. Oggi pertanto più che mai c’è da riflettere su quali siano i valori su cui fondare le proprie azioni. Non basta solo immaginare una società diversa, sarà necessario spingersi poco oltre e immaginare i cittadini che in futuro ne faranno parte. Non sarà possibile una società diversa se contestualmente non si faranno strada un nuovo essere umano e un nuovo paradigma di credenze e valori. Sentiamo la necessità di un’etica della libertà che orienti l’azione umana, verso il superamento del dolore e della sofferenza nei confronti di sé stessi e degli altri. Sentiamo necessario dare il nostro apporto, attraverso una costante riflessione e modifica di noi stessi, accompagnata da un’azione nonviolenta e solidale. Questo è il tempo che ci è dato vivere; come lo useremo, ciò che costruiremo nel futuro, dipenderà da noi.

Noi umanisti immaginiamo e promuoviamo la creazione di una nazione umana universale. Ma che cos’è? Come la immaginiamo? Quale sarà il futuro essere umano che la abiterà? Proviamo a immaginarla insieme. Nella nazione umana universale l’uomo avrà un valore centrale e non sarà sacrificabile per nessun Dio, religione, Stato. Si ragionerà come un’unica collettività: ci sarà completa libertà di movimento su tutto il pianeta che col tempo contribuirà sempre più allo sviluppo di un mondo omogeneo e multiculturale.

Le strutture politiche, economiche e finanziarie saranno pensate in futuro per aiutare lo sviluppo della popolazione. Sarà una nazione retta da un sistema politico democratico, decentrato e rappresentativo ma con un solido controllo popolare basato su strumenti di democrazia diretta (referendum, proposte popolari di legge, etc.). L’economia sarà regolarizzata con una normativa mondiale, così come tutti gli aspetti della vita delle persone saranno tutelati da una Costituzione mondiale, che garantirà la tutela dei diritti umani fondamentali a tutti gli esseri umani. La crisi ambientale sarà superata tramite una sensibilità comune e una normativa mondiale attenta alla salute e all’ambiente.

Il progresso tecnologico e comunicativo renderanno sempre più interconnesse le persone, oltre che nella realtà anche nel mondo virtuale. Il suo sviluppo sostenibile affrancherà sempre più l’uomo dal lavoro, e quest’ultimo sarà vissuto come un contributo al benessere collettivo, scevro da ogni ricatto economico. L’immagine della Nazione umana universale è il faro che dà direzione alle nostre azioni, ma come possiamo dirigerci verso questa aspirazione comune? Quali sono i passi che dovremo realizzare? Quali sono gli aspetti importanti sui quali lavorare a partire da oggi?

Non ci sarà alcun cambiamento senza la partecipazione della gente, che lotterà per il benessere collettivo ispirata da una nuova mistica sociale basata sulla Regola Aurea: tratta l’altro come vuoi essere trattato. L’uomo è immerso nella storia e nella società e mentre modifica l’ambiente nel quale vive cambia anche se stesso in un perenne interscambio tra il suo mondo interno e quello esterno. È chiaro quindi che trasformazione personale e sociale dovranno andare di pari passo: con la prima si dovrà adottare un metodo di liberazione e di cambiamento di sé stessi, in funzione della seconda. Se si denunciano la violenza e la discriminazione, è necessario orientare la propria vita personale in un senso nonviolento e antidiscriminatorio. Se si parla di solidarietà, di uguaglianza, di libertà è necessario mettere in pratica questi valori nella propria vita personale. Se si criticano la sottomissione, il condizionamento e l’abbandono degli ideali, è necessario trovare e alimentare in sé stessi la forza per lottare e produrre dei cambiamenti significativi a partire dall’ambiente in cui si vive. La trasformazione sociale implica la comprensione che il mondo è qualcosa che “mi” riguarda profondamente e quindi che ciò che faccio non è indifferente. Ogni giorno è necessario adoperarsi in prima persona per la costruzione di una società del futuro veramente umana, partendo dai propri ambiti immediati (famiglia, relazioni, lavoro/studio etc.) e arrivando fin dove si può, adattando l’azione all’ambiente che ci circonda, mettendo in pratica un agire locale ma con uno sguardo globale.

È necessario comprendere in profondità una cosa semplice: o ci sarà benessere e felicità per tutti o per nessuno. 

Redazione Guerrilla Espiritual

Guerrilla Espiritual è un’organizzazione umanista che ha come obiettivo principale la diffusione della nonviolenza sia come pratica interna, di trasformazione personale, che come metodologia di azione sociale. I membri di questa organizzazione aspirano a un mondo nonviolento, in cui niente è al di sopra dell’essere umano e nessun essere umano è al di sotto di un altro.

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