Ennio Morricone
Fonte mmagine: Il Messaggero

“Non c’è una musica importante senza un grande film che lo ispiri” diceva Ennio Morricone durante il discorso di ringraziamento per l’Oscar alla miglior colonna sonora nel 2016 (per il film di Tarantino “The Hateful Eight”), seconda statuetta dopo l’Onorario nel 2007. In quelle parole si coglie il più alto contributo che Morricone dà alla cultura: l’identità fusa del cinema nella musica e della musica nel cinema. “Dà” e non “ha dato” poiché, nonostante la triste scomparsa, quelle immagini musicate in movimento restano fisse nel tempo e nella memoria di chi il cinema fruisce. Perché Morricone è il Cinema.

LUNGA VITA AL RE

Roma, alba del 6 Luglio 2020. «Il re è morto, lunga vita al re», come lo ha commemorato il regista Quentin Tarantino, in seguito a una caduta che ha portato alla rottura del femore. È sorto il Sole ma si è spento un altro, all’età di 91 anni. Era il sole che illuminava il cielo armonico della settima arte; di una luce unica e forse irripetibile che ha brillato nel cinema per una carriera di 60 anni. Diplomatosi al Conservatorio di Santa Cecilia, a Roma, si ritrovò nel 1961 ad arrangiare le musiche del film “Il federale”di Luciano Salce, forse contro le sue ambizioni di voler far altro al di fuori del compositore di colonne sonore, come si evince da alcune sue recenti interviste. Dagli anni Quaranta, infatti, compose molti brani noti nella storia musicale italiana. Tuttavia gli anni Sessanta furono un punto di non ritorno nell’ambito cinematografico: dalla Commedia all’italiana allo storico sodalizio, non solo artistico, con l’amico d’infanzia Sergio Leone. È da quell’intesa che sono nati i più grandi capolavori della storia del cinema mondiale (pensiamo alle monumentali Trilogia del dollaro e Trilogia del tempo). È da quell’intesa che si è formata l’identità musicale di Morricone assolutamente innovativa, versatile, wagnerianamente inclusiva, la quale ha portato il nostro cinema e la sua musica oltreoceano: una forza dionisiaca, carica di pathos, che si sposa con la forza razionale e separativa delle immagini sullo schermo. A oggi, sono più di 500 i film e le serie tv per cui Ennio Morricone ha scritto le musiche, rendendolo uno dei compositori più prolifici e influenti della storia e perentoriaménte il più grande nella storia del cinema.

ENNIO MORRICONE NELL’ETERNO

Energico, patetico, solenne, eterno: Ennio Morricone ha lasciato un vuoto incolmabile nell’animo di chiunque si sia trovato a godere della sua arte all’interno di film indelebili. Indimenticabile l’Oboe di Gabriel in Mission, l’atmosfera epica di C’era una volta il West, l’amore nostalgico per il cinema in Nuovo Cinema Paradiso, la suspense orrorifica de La Cosa e si potrebbe continuare all’infinito.

Il suo stile, assolutamente originale, ha influenzato generazione di musicisti, arrangiatori, artisti di ogni genere e non potrebbe non essere così. Forse mai nessuno riuscirà a eguagliare il suo genio, ma qui non si parla di personalità, ma dell’arte e della fiducia e passione dell’arte nella sua massima potenza. Ennio Morricone credeva “[..] che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno”.

Ora che il cinema piange la tua scomparsa, esso conserva per sempre la tua arte. La tua musica osava toccare il cielo, ora è lì scolpita su uno spartito eterno.

Grazie, Ennio.

Luca Longo

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