Voucher di rimborso, è davvero la migliore tra le strade percorribili?
Fonte: Rockit

La pandemia di Covid-19 ha portato enormi sconvolgimenti nel mondo degli eventi live. Non avendo ancora un quadro certo delle prescrizioni medico-sanitarie, risulta difficile stabilire con assoluta certezza la data esatta di un possibile avvio delle attività che comportino l’assembramento. È per questo motivo che gli organizzatori in questo dato momento non possono far altro che rimandare, cancellare o riprogrammare per il prossimo anno i concerti. Le agenzie di promozione provvederanno all’emissione di voucher di rimborso in caso di spettacoli annullati o procederanno come di consuetudine nel caso fossero stati rinviati.

Il crollo del mercato della musica dal vivo

Il settore della musica dal vivo è quello che per primo ha chiuso i battenti: oltre cento tour e tutti i festival attesi quest’estate sono stati posticipati, quattromiladuecento gli eventi saltati in totale. Stando alle stime di Assomusica, le perdite economiche del settore oscillano ad oggi intorno ai trecentocinquanta milioni di euro per quanto riguarda i live estivi. Uno dei settori più vitali dell’economia italiana è palesemente in ginocchio e difficilmente si rialzerà in tempi brevi come auspicato.

Le misure introdotte per scongiurare la crisi

Per far fronte alla grave crisi del settore, il presidente della sopra citata associazione Vincenzo Spera, ha lanciato un appello alle istituzioni al fine di tutelare il lavoro di una filiera che vede operativi centinaia di migliaia di lavoratori. La risposta del Governo italiano non è tardata ad arrivare: sulla base delle considerazioni dell’Associazione degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo, i componenti dell’esecutivo, ed in particolar modo il ministro Dario Franceschini, si sono attivati a sostegno del settore culturale, di spettacolo e musicale.

Tra le misure previste per arginare le perdite dell’industria musicale spicca l’introduzione dei voucher di rimborso in sostituzione dei biglietti acquistati. Stando ai vari decreti emergenziali approvati, il possessore di un tagliando per un concerto annullato a causa del coronavirus non otterrà il rimborso, ma bensì un buono dello stesso valore spendibile entro diciotto mesi per eventi organizzati dalla stessa agenzia.

Le proteste contro l’introduzione dei voucher

Il mancato ottenimento da parte dei consumatori dell’esatto corrispettivo in denaro loro spettante è stata la miccia delle diatribe recentemente scaturite nei confronti delle misure approvate nel Decreto Cura Italia. Ad aizzare le polemiche Paul McCartney che in vista del suo tour estivo avrebbe fatto tappa il 10 giugno a Napoli e il 13 giugno a Lucca in occasione del Summer Festival. In un post sul proprio profilo Facebook l’ex beatle si è scagliato a difesa dei sui fan giudicando scandaloso l’operato del Governo italiano e di Assomusica, rei di non aver tutelato i diritti degli acquirenti dei ticket delle sue tappe italiane promuovendo l’emissione dei voucher di rimborso.

La dichiarazione di Paul McCartney relativa alle date italiane del suo tour

Le parole del noto bassista britannico, famoso per aver militato nei Fab Four, non sono passate inosservate. Numerose associazioni di categoria tra le quali spicca il Codacons e la class action annunciata dalle avvocatesse Francesca Menconi e Cristina Adducci si sono mosse a difesa degli oltre quarantamila possessori dei biglietti dei concerti di Paul McCartney portando avanti un’azione legale contro i voucher di rimborso.

Abbiamo approfondito la questione con la dottoressa Cristina Adducci, una delle due avvocate alla quale è stata affidata la lite che si terrà innanzi il Tribunale Civile di Lucca nei confronti degli organizzatori, la D’Alessandro e Galli. Di seguito l’intervista completa:

In attesa di nuove disposizioni in merito, numerosi concerti sono stati cancellati o rinviati. Uno fra questi è stato quello di Paul McCartney, diventato simbolo della battaglia legale contro i voucher di rimborso. Potrebbe gentilmente illustrarci quali sono le motivazioni che hanno spinto sul piede di guerra varie associazioni di consumatori e class action?

«Le associazioni di consumatori e i legali che come me, da anni, si dedicano alla tutela dei diritti dei consumatori, non possono restare inerti di fronte ad una normativa come quella prevista dal Decreto 18/2020 come convertito nella Legge 27/2020 che nel suo Titolo V, recante “Ulteriori disposizioni”, al suo articolo 88 “Rimborso di titoli di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura”, testualmente prevede:

1. A seguito dell’adozione delle misure di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b) e d), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura.

2. I soggetti acquirenti presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero dalla diversa data di cui al secondo periodo del comma 3, apposita istanza di rimborso al soggetto organizzatore dell’evento, anche per il tramite dei canali di vendita da quest’ultimo utilizzati, allegando il relativo titolo di acquisto. L’organizzatore dell’evento, verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione e, conseguentemente, l’inutilizzabilità del titolo di acquisto oggetto dell’istanza di rimborso, provvede alla emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall’emissione.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano fino alla data di efficacia delle misure previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e da eventuali ulteriori decreti attuativi emanati ai sensi dell’articolo 2, commi 1 e 2, del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19. In tali ultimi casi, il termine utile alla presentazione dell’istanza di cui al primo periodo del comma 2 decorre dalla data di entrata in vigore dei provvedimenti successivamente adottati.

Non può passare il concetto secondo il quale, a fronte della sopravvenuta impossibilità della prestazione (come accaduto nel caso dei concerti annullati a causa del Covid-19), nei contratti a prestazioni corrispettive colui che abbia ricevuto la prestazione anziché restituire quanto ricevuto come previsto dall’art 1463 c.c. possa restituire cosa diversa. La sopracitata normativa dovrà riferirsi ed applicarsi ai soli spettacoli che prevedono la possibilità di ripetizione. Nella fattispecie gli organizzatori dei concerti, che avrebbero dovuto restituire i costi dei biglietti dei concerti annullati, si ritengono legittimati a rimborsare a mezzo voucher trattenendo i soldi degli acquirenti interpretando probabilmente la norma in forma distorta. Ebbene, seppur la precettistica contempli restituzioni tramite buoni di rimborso per spettacoli annullati a causa coronavirus tale possibilità non può assolutamente valere in generale per gli spettacoli musicali. Nello specifico, per quanto riguarda il concerto di Paul McCartney, l’artista non ha neanche previsto alcuna data alternativa per l’esibizione annullata nelle date del 10 giugno a Napoli e del 13 giugno a Lucca.»

L’articolo 183 dell’ultimo Decreto Rilancio n.34 del 19 maggio 2020 e la conseguente emissione dei voucher di rimborso è la soluzione che le istituzioni, in concerto con le associazioni di categoria, hanno individuato a tutela delle agenzie di promozione non tenendo però conto degli interessi dei loro clienti. A suo parere quali misure l’esecutivo avrebbe potuto mettere in atto al fine di evitare danni ai consumatori e le conseguenti polemiche che ne sono scaturite?

«La vigente normativa non può costituire la soluzione per il problema degli eventi musicali annullati a causa coronavirus in quanto, soprattutto laddove interpretata in forma restrittiva ed anche per spettacoli come concerti non ripetibili, appare contraria ad altra normativa generale. Non si ritiene invero affatto congruo concedere agli organizzatori di trattenere il denaro dei consumatori, tra l’altro maggiormente bisognosi di liquidità nel contesto storico attuale. Sarebbe stato opportuno, invece, consentire, a seguito della risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta della prestazione, permettere la restituzione degli importi agli acquirenti dei biglietti rimasti inutilizzati per gli annullamenti degli spettacoli-concerti. Le imprese-agenzie di promozione avrebbero semplicemente dovuto prendersi degli sgravi fiscali o agevolazioni varie in tal senso, ma mai acconsentire all’imposizione dei voucher di rimborso.»

A sostegno della sua tesi, ha citato l’articolo 1463 del codice civile. Cosa prevede la normativa codicistica per i contratti con prestazioni corrispettive e perchè risulta in netto contrasto con le disposizioni previste dal Decreto Cura Italia?

«La normativa sopra riportata, l’art. 1463 del c.c. recita:

Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito.

L’epidemia è la causa unica e inevitabile dell’impossibilità nell’esecuzione degli eventi. In una siffatta ottica, costituisce, pertanto, una causa di forza maggiore che rende impossibile onorare il contratto posto in essere tra le parti e conseguentemente obbliga la parte che abbia ricevuta la prestazione a restituirla. I possessori di biglietti di eventi annullati rientrano tra i destinatari della direttiva dettata durante l’emergenza sanitaria, ma non per questo dovranno essere usurpati dei loro diritti. Relativamente alle tappe italiane del tour di Paul McCartney, si tratta di eventi irripetibili ed unici nel proprio genere per gli amanti della musica: la strada dei buoni di rimborso non risulta percorribile anche per una questione prettamente morale

Ritenendo i voucher uno strumento non valido, la Commissione Europea ha chiesto esplicitamente allo Stato italiano di adeguarsi alla normativa europea. Crede che a seguito di tale ammonimento verrà sollevata procedura d’infrazione?

«La Commissione Europea ha richiesto all’Italia di rivedere la normativa in tema viaggi annullati; il settore degli spettacoli risulta affine. Stante il riconosciuto primato della norma comunitaria, non si chiederà al Giudice di armonizzare il sistema normativo dello stato membro con quello dell’Unione Europea a mezzo di un’interpretazione adeguatrice delle disposizioni interne.»

Vincenzo Nicoletti

1 commento

  1. cosi ho scritto a Ticketone ma mi hanno risposto picche!!!

    Gentile Ticketone,
    con la presente RECLAMO avverso la Vs decisione di rimborsare i fans con il VOUCHER!
    Vi diffido dal rimborsarmi il biglietto con la modalità del voucher, acquistato presso di voi relativamente al concerto di P. McCartney da tenersi il 13.06.2020 ed annullato, non per volere dell’artista, poiché non ho intenzione di vedere altri concerti se non quello.
    Avete due pesi e due misure perché nel resto d’Europa con lo stesso concerto il biglietto è stato rimborsato normalmente senza voucher. Inoltre è disonesto costringere ad utilizzarlo entro un anno e sempre ai vostri termini. E’ una politica di truffa con il governo italiano vostro complice.
    Se la Vs politica di reso e quella del nostro governo è quella appunto del voucher adirò un’azione legale per vedere i miei diritti del consumatore difesi laddove è giusto che sia così, e visto che il biglietto è stato pagato con la carta del docente mi aspetto da voi che restituiate la somma versata con annessi e connessi (prevendita compresa) di nuovo nel mio portafoglio docente. RIDATECI I NOSTRI SOLDI!! NON E’ SULLA NOSTRA PELLE CHE VI DOVETE RIFARE PER IL COVID19!! NESSUNO DI NOI LO HA CERCATO NE’ VOLUTO!
    Mi spiace ma non si può accettare una cosa del genere. Anche il grande Paul è d’accordo con tutti noi truffati da Ticketone.
    In attesa di un vostro cortese riscontro
    P.S. Sono disgustato dal Decreto Cura Italia e dal reso come voucher che mi avete costretto a richiedere. Ma lotterò insieme a tutti i fans delusi affinché i nostri diritti siano soddisfatti come è giusto e come è stato richiesto dallo stesso artista. Non comprerò più biglietti su TICKETONE!!

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