pedana, autobus, barriere

La libertà nel muoversi, nel poter camminare, correre e saltare è una delle priorità di ogni essere umano: in un mondo ideale, significherebbe vivere senza barriere ostacolanti la vita quotidiana. Per chi soffre di disabilità o di qualche invalidità, anche prendere un autobus è un problema: solitamente, si preferisce girare per il centro urbano della città con i pullman o con le metropolitane, per evitare di creare e imbottigliarsi nel traffico. I disabili non possono usufruire facilmente dei mezzi pubblici: l’ideale sarebbe posizionare una pedana per le carrozzelle.

I mezzi pubblici, rispetto alle canoniche utilitarie, sono più alti e richiedono uno sforzo maggiore al disabile di turno che si trova ad affrontare le barriere architettoniche di questi mezzi di locomozione. Ovviamente, il disabile è costretto a porsi ulteriori barriere psicologiche: ben consapevole delle difficoltà che dovrà affrontare per salire e scendere da un autobus, deciderà di relegarsi in casa perché consapevole di non essere capito e soprattutto di essere giudicato dagli sguardi degli altri.

L’insicurezza delle barriere genera nuove insicurezze: il disabile si sentirà ancora più isolato e privo di libertà che avrà timore e vergogna di chiedere aiuto al passante o al solidale di turno per salire su un autobus. Ogni passeggero, con o senza disabilità, dovrebbe essere messo in condizioni tali da poter salire e scendere da un mezzo pubblico di locomozione: ogni autobus deve essere munito di una pedana collocata nelle porte di entrata e di uscita. In questo modo sarà adibito ad ogni tipo di passeggero e quest’ultimo si sentirà meno solo e più libero di potersi spostare da un lato all’altro della città, evitando delle barriere.

Non devono esserci discriminazioni o barriere nei confronti di chi si trova in difficoltà quando si decide di usare un autobus: non solo devono essere abbattute le barriere fisiche del salire a bordo, ma sarà necessaria la massima comprensione da parte dell’autista, degli altri passeggeri e dei guidatori del traffico urbano.

Spesso anche il poter essere passeggero con altri individui, condividere con loro una chiacchierata e magari qualche risata fa sentire tutti parte attiva della società.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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