Covid-19
Fonte dell'imagine: https://www.diariofemenino.com/articulos/salud/dolor-de-cabeza/dolor-de-cabeza-tengo-pinchazos-en-la-sien-derecha/

In questa società di per sé già fatta di barriere fisiche e non, il Covid-19 mette a dura prova la nostra quotidianità costringendoci a cambiare le nostre abitudini a causa di dure restrizioni ad esso dovute, scardinando le libertà di vita, scandendo ritmi e tempi giornalieri in modo preciso e spesso anche avvilente. Normalmente non è facile dover rinunciare alle proprie libertà e per chi è disabile la difficoltà aumenta ancor di più. Pare che si sia quasi distrutta la nostra idea del trascorrere del tempo ed ora ancor di più dato che ci si ritrova tutti spiazzati e circondati ancor di più da barriere che limitano la giusta autonomia e soprattutto la propria libertà di vita. Un clima che alimenta in molti casi preoccupazione e depressione.

Adesso, per quanto è accaduto, bisogna necessariamente ricreare o adattare i nostri comportamenti quotidiani ad un nuovo svolgimento di vita, ma non solo in questo preciso momento. Questo significa che per quanto in una condizione di normalità ciò possa essere difficile, per chi soffre di difficoltà motorie o psicofisiche è maggiormente gravoso.

L’Ufficio per le politiche in favore di persone con disabilità ha diramato giuste direttive elencando le possibilità di spostamenti in questo periodo in cui l’intero mondo è stato colpito dal Covid-19: come e quando poter rientrare nei suddetti centri per ricevere le terapie, il comportamento da seguire per chi ancora lavora, quali servizi sono garantiti o meno. Il tutto per venir incontro a chi è affetto da disabilità poiché si è consapevoli del fatto che non è facile adattarsi ad uno stile di vita così rigido e vincolante. Fortunatamente le nuove norme sono state divise e differenziate a seconda delle disabilità per aiutare chiunque in qualsiasi aspetto e non renderle omogenee.

Infatti è possibile non incorrere in sanzioni se, per necessità, si sente l’esigenza di dover uscire fuori di casa a causa delle proprie disabilità cognitive, purché si sia sempre muniti della giusta ed aggiornata autocertificazione che dichiara il bisogno evidente e la responsabilità del proprio gesto.

Altro aspetto grave da non sottovalutare è l’obbligatoria sospensione di determinate attività riabilitative da svolgere necessariamente anche in tempi di Covid-19, sia perché rischia di consumarsi quel rapporto fondamentale tra terapista e paziente e sia perché il trascorrere del tempo senza potersi allenare o farsi curare nella giusta modalità può danneggiare il paziente che soffre di determinate problematiche legate al movimento o alla psicoattività quotidiana.

Purtroppo bisogna ragionare anche in prospettiva: dato che l’uomo è un “animale” abitudinario, dovergli scombussolare il suo leitmotiv vitale, per poi doverlo nuovamente riadattare al prossimo, quando tutto passerà, non è per niente facile e si rischia in futuro di creare barriere mnemoniche e di esperienza. Bisogna essere consci del fatto che questa esperienza di quarantena dovuta al Covid-19 riporterà strascichi importanti nella vita quotidiana di chiunque, soprattutto a causa di quello che giornalmente la TV trasmette.

Il Governo è stato costretto, data la situazione, a dover imporre certe dure direttive ed è bene che queste limitazioni siano rispettate da tutti noi in quanto individui ligi, perché il Covid-19 è un duro avversario e la salute umana vale più di tutto. Per fortuna queste direttive sono riuscite a venire incontro ad ogni necessità per ogni disabilità.

Anche se ci sembra di essere tutti prigionieri in casa propria, purtroppo, non si poteva fare altrimenti. Bisogna tutelare se stessi e gli altri. Il rischio era ed è ancora troppo grande.

Eugenio Fiorentino

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