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Quella volta che Ellie Goulding cantò contro Trump: una profezia del coronavirus

"Danneggiare i nostri bambini può danneggiare il mondo intero"

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Profezia del coronavirus
E. Goulding in "Mama" parodia di Donald Trump e profezia del coronavirus: "Danneggiare i nostri bambini può danneggiare il mondo intero"

Il 22 Febbraio 2019 il gruppo musicale britannico Clean Bandit, in collaborazione con la cantante Ellie Goulding, esordisce con il singolo Mamaestratto dall’album: What is love?” in cui si può leggere, in chiave allegorica, una parodia del Presidente degli Usa Donald Trump ed una profezia del suo comportamento durante la pandemia da coronavirus verificatasi l’anno seguente.

Elena “Ellie” Jane Goulding nasce a Hereford e sin da subito comincia a coltivare quella che poi sarà la sua più gran passione: la musica, infatti, già all’età di 9 anni iniziò a suonare il clarinetto e all’età di 14 la chitarra classica. La sua carriera ebbe inizio nel 2009, quando debuttò con l’EP: An Introduction to Ellie Golding sotto l’etichetta Polydor Records. Il suo primo album è stato pubblicato nel 2010 col titolo Lights che le ha garantito un successo immediato. Il 29 Aprile del 2011 la cantautrice britannica si cimenta nella sua cover Your song“, canzone di Elton John, al matrimonio del Principe William e Catherine Middelton a Buckingham Palace. Nell’ottobre del 2012 pubblica il suo secondo album Halcyon grazie al quale il suo successo arrivò anche in Italia. Ellie Goulding ha ricevuto il premio come miglior cantante donna britannica durante la cerimonia dei BRIT Awards.

La band elettro-pop dei Clean Bandit e Ellie Goulding l’anno scorso ha dato vita ad un intrigante video musicale, in cui l’evidente parodia a Donald Trump sembra lanciare una profezia su quello che poi sarà il suo atteggiamento durante la pandemia da coronavirus che ha visto affliggere il mondo attuale, anche se mai è stato pubblicato ufficialmente il riferimento al presidente degli USA e più volte i cantautori hanno affermato di aver sceneggiato semplicemente su un ragazzo a cui il potere è stato tolto da bambino e che è cresciuto determinato nel riprenderselo.

“Mama”: oltre la simbologia, una profezia avverata del coronavirus?

Durante la clip si analizza la vita di un personaggio simile a quello di Donald Trump a partire dall’infanzia fino all’età adulta, mettendo in luce come una relazione distruttiva padre-figlio possa avere un impatto negativo su tutto il pianeta. I momenti su cui ci si sofferma sono tre: l’infanzia vissuta nel mondo della scuola, l’adolescenza nel periodo militare ed infine l’età matura segnata dalla politica. Partendo dalle origini, la band evidenzia come questa fase dell’infanzia debba essere così degna di attenzioni perché proprio in essa ci sono degli episodi chiave (ad esempio quando il bambino viene deriso alle elementari o quando il padre lo butta in piscina) che spiegano la profezia, avveratasi poi in seguito, dell’atteggiamento assunto durante il coronavirus e la scia di tossicità che ha accompagnato la vita futura del personaggio. Nell’adolescenza non ci sono segni di miglioramenti, infatti, il ragazzo durante il periodo militare sorride mentre vede un soldato picchiarne un altro e intanto il suo gioco preferito resta sempre quello di costruire muri con blocchi di legno; ciò sembra chiara l’allusione all’iniziativa di frontiera proposta da Trump. Infine, da adulto, una vittoria presidenziale lo coglie di sorpresa mentre mangia fast-food nella sua camera da letto e fa una telefonata al suo consulente in preda al panico. Con l’epilogo si chiude il cerchio: il politico balla con la moglie su un piano da cui si legge lo slogan “Danneggiare i nostri figli può danneggiare il nostro pianeta“.

Le chiavi di lettura sono molteplici, da un lato c’è il tema dell’educazione dei figli e della responsabilità di essere genitori nel creare un mondo migliore con e per loro; dall’altro la ripetizione e l’ecolalia del protagonista che più volte vive in un clima di incertezza e angoscia nel non sapere cosa fare e come agire, al punto da chiamare la “mama” ossia il caregiver, il punto di riferimento, forse perché nella sua infanzia gli è mancato proprio quello.

Clean Bandit ed Ellie Goulding hanno creato un personaggio incerto, che non riesce a gestire le emozioni, ha un corpo che trasuda e brucia ma non ne conosce il motivo, perciò decide di lasciarle andare liberamente, senza controllo. L’incertezza del protagonista non ci è poi così lontana, è stata profetizzata dalla band elettro-pop un anno fa, ma oggi nel 2020 nel pieno di una pandemia di coronavirus ne abbiamo avuto la concretezza. Abbiamo visto con i nostri occhi un Trump tentennare nelle sue decisioni e cambiarle vertiginosamente, e tutto ciò paradossalmente ha aumentato la sua popolarità, insieme a quella di Boris Johnson.

Una profezia lungimirante che ha trovato le radici dello scetticismo del protagonista nella primissima infanzia, proprio come gli psicologi e i protagonisti del nostro tempo sostengono. Daniel Goleman primo fra tutti, a riguardo, nella sua “Intelligenza emotiva” ci insegna esattamente questo: «Lo stato di flusso, ossia il raggiungimento dell’eccellenza in una qualunque capacità o campo di conoscenze dovrebbe, in linea generale, avvenire in modo naturale attraverso l’apprendimento, per mettere le emozioni al servizio dell’educazione». Lo sguardo della band è stato analitico e per niente superficiale, e ci esorta ad andare oltre le azioni umane, a vedere cosa si cela dietro di esse e soprattutto ad intervenire oggi per evitare danni per il domani.

Filomena Corvino

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