Nato a Kampala in Uganda da madre indiana e padre ugandese, il giovane Zohran Mamdani ha conquistato New York, diventando il primo sindaco musulmano della grande mela. Partito dal basso, considerando il suo instancabile lavoro prima come consulente e poi successivamente nell’Assemblea dello Stato di New York fino al 2025, i punti programmatici chiave che hanno convinto i newyorkesi ad affidarsi a lui sono stati principalmente quelli della lotta al carovita in una delle città più costose e diseguali degli Stati Uniti.
Mamdani si definisce socialista democratico. Cosa significa assumere questa posizione politica come ideologia guisa e quali risvolti pratici sta avendo per la città di New York?
Cos’è il socialismo e cosa significa essere “socialista democratico”?
Per poter comprendere il pandemonio scatenatosi attorno alla figura di Mamdani occorre analizzare il significato della parola socialismo e soprattutto il suo impatto nell’immaginario comune. Il socialismo alla sua più base più semplicistica è un’ideologia politica che mira a equalizzare la società attraverso una socializzazione dei mezzi di produzione con lo scopo di ridurre ed ipoteticamente eliminare le disuguaglianze; in parole povere punta al graduale passaggio di proprietà dei mezzi di produzione (beni materiali, strumenti, macchinari, risorse, ecc.) dal privato al pubblico. Il socialismo non va confuso con il comunismo: infatti l’utopia comunista si concentra sulla condivisione totale dei mezzi di produzione in una società priva di classi. Identifica un contesto nel quale la proprietà privata sparisce insieme allo Stato, diventato ormai inutile una volta che i beni passano totalmente nelle mani dei lavoratori, i quali non percepiscono uno stipendio, ma più risorse per il loro sostentamento. Infatti, secondo i padri del comunismo Marx ed Engels il socialismo sarebbe la fase transitoria tra capitalismo e comunismo completo.
In questo senso va compresa l’ansia dei più facoltosi membri della società della grande mela per la manifesta inclinazione politica dell’allora candidato. Ma ben diverso è il significato di socialista democratico. L’idea di base è l’affiancamento dei valori politici democratici ad un sistema economico di tipo socialista. Mentre il socialismo “tradizionale” vede spesso al vertice della politica un regime autoritario in controllo totale dell’economia, il socialista democratico come Mamdani ritiene che le ricchezze vadano distribuite equamente e che lo Stato debba essere garante di tale equa distribuzione in un contesto politicamente democratico.
La rivoluzione Mamdani
Sindaco da ormai circa sette mesi, Mamdani ha fatto interpretato alla lettera il suo mandato di sindaco socialdemocratico e ha concentrato i suoi sforzi nell’aiuto alle fasce più vulnerabili della popolazione.
Una delle prime mosse compiute dalla nuova amministrazione è stata quella di tassare le seconde case dal valore superiore al milione di dollari e alle case da una a tre famiglie dal valore di cinque milioni di dollari o più. La tassa consiste in un onere annuale e punta a diventare una fonte di entrata per sanare il debito della città. Le controversie su tale misura sono state numerose e non solamente da chi effettivamente verrebbe colpito dal nuovo regime di tassazione, ovvero i super ricchi. Molti esperti, tra cui Jonathan Miller dichiarano che l’entrata aggiuntiva effettiva nelle casse della città sarà di circa 340/380 milioni di dollari in più l’anno in contrasto con i 500 milioni dichiarati da Mamdani stesso. Questo senza considerare poi eventuali esenzioni e senza mettere in conto il fatto che i multimiliardari della città potrebbero tranquillamente dichiarare come residenza la loro proprietà più costosa in modo da ridurre l’impatto, già irrisorio, della tassa sul loro patrimonio. In ultimo luogo, la nuova misura potrebbe spingere investimenti e risorse fuori dalla città.
Dal punto di vista dei servizi è stato portato a termine il progetto stradale di risanare centomila buche in cento giorni (”pothole politics”). Inoltre è stato iniziato il programma pilota di rendere gratuita la scuola nella fascia d’età fino ai due anni con l’obiettivo dichiarato di estenderla successivamente per garantire una città più a misura di famiglia.
Un altro tema molto caldo ai cittadini sicuramente è il tema della casa: infatti, grazie ad un provvedimento approvato dalla Rent Guidelines Board, sono stati bloccati i canoni di locazione di uno e due anni per un milione di appartamenti a canone calmierato. Il provvedimento entrerà ufficialmente in vigore ad ottobre, nonostante ciò anche in questo caso le critiche non si sono fatte attendere. Il settore immobiliare teme che con questa misura possano essere messe a rischio le possibilità di manutenzione degli edifici e la riparazione degli immobili, sostenendo che l’aumento degli affitti è tarato sull’aumento dell’inflazione e del costo della vita nella città stessa. Un altro punto sollevato fa riferimento al fatto che la forzatura di affitti congelati possa far schizzare alle stelle tutti gli appartamenti non soggetti a limitazioni.
Sotto molti punti Mamdani ha dovuto ritrattare molte promesse fatte in campagna elettorale, in quanto difficilmente realizzabili nel breve termine. Tra queste la gratuità degli autobus dichiarata come non realizzabile nel 2026 e la promessa di interrompere gli sgomberi degli accampamenti dei senza tetto. Quest’ultimo progetto è stato corretto a causa della tempesta di mal tempo sperimentata dalla città durante l’inverno, che ha portato gli sgomberi ad essere assegnati ai servizi sociali piuttosto che alla polizia in modo da garantire modalità più accomodanti nei confronti dei cittadini senza fissa dimora. Un’altra eclatante promessa che per ora rimane abbastanza incompiuta è l’apertura di 5 supermercati di proprietà della città per la vendita di generi alimentari a prezzi calmierati. Per ora la proposta è scomparsa dai tavoli delle trattative e l’unico cambiamento è la presa d’incarico della New York Economic Development Corporation per localizzare dove costruire suddetti supermercati.
La norma o rivoluzione?
Zohran Mamdani si è insediato ufficialmente il 1 Gennaio 2026 come sindaco, di conseguenza aspettarsi il cambio di rotta totale con la trasformazione in baluardo socialista della città simbolo e cuore pulsante del capitalismo più sfrenato è a dir poco ottimistico. Chiaramente servirà ancora tempo, ma le riforme e le promesse della nuova amministrazione fanno ben sperare. Quantomeno vanno nella direzione di un’attenzione particolare alle persone maggiormente in difficoltà e ai lavoratori che fanno fronte ad un’economia sempre più diseguale.
Si arriva però quasi ai limiti del comico quando tale approccio viene idolatrato e salutato come rivoluzionario: in questo quadro socio-economico l’approccio di Mamdani dovrebbe semplicemente essere considerato buonsenso, e appartenere a un politico di qualsiasi rango. In ogni caso solamente il tempo potrà dire effettivamente il reale impatto della nuova amministrazione.
Anna Montalti















































