L'incredibile (a)normalità dei San Antonio Spurs

Ci sono cose a cui ormai abbiamo fatto ciclicamente l’abitudine. Che sia nel nostro piccolo, che riguardi la nostra comunità o anche, addirittura, la NBA. Vedere i San Antonio Spurs ai piani alti della Western Conference rappresenta al meglio una di quelle abitudini. Dal 1998 si qualificano ai playoff (20 stagioni di fila, record assoluto), migliore percentuale di vittorie in regular season in questo millennio (0.716). Insomma, passano gli anni, cambiano i giocatori, cambia il modo di intendere la pallacanestro, eppure sono ancora lì.

Anche in questo inizio di stagione, nonostante le assenze di Tony Parker [rientrato da cinque gare, ndr] e Kawhi Leonard, San Antonio ad oggi occupa la terza posizione nella sua conference (dietro a Houston e Golden State) ed ha la quinta migliore percentuale di vittorie dell’intera Lega (0.680). Sorpresi? No. Come nessuno del resto. La squadra di Popovich ci ha oramai abituato a questi standard, qualunque siano le problematiche da affrontare.

Spurs

San Antonio è maestra nel fare di necessità virtù. L’assenza di due giocatori offensivi cardine come Leonard e Parker ha costretto la squadra a focalizzarsi soprattutto sulla fase difensiva. Ad oggi gli Spurs hanno il terzo miglior difensive rating della Lega (100.5 punti) e concedono meno punti di tutti (97.3 punti). Questo perché la squadra ormai riconosce autonomamente quand’è il momento di dare quel qualcosa in più. Non c’è Leonard? Ecco che arriva un upgrade difensivo rispetto alla scorsa stagione.

Net Rating Difensivo rispetto alla stagione 2016/17

  • Dejounte Murray +5,7 punti
  • Danny Green +2,3 punti
  • LaMarcus Aldridge +1,4 punti
  • Pau Gasol +5,4 punti

La stessa cosa sta accadendo dall’altra parte del parquet. Non c’è Parker e mancano gli isolamenti del n.2 ed ecco che gli Spurs sono quarti per assist ratio e per canestri segnati assistiti. La vera buona notizia per Popovich, però, è il ritorno del vero Aldridge, quel lungo devastante tanto ammirato in Oregon e che per adesso si era visto poche volte in Texas. Lo scorso 22 giugno, il 5x All-Star era stato praticamente messo sul mercato. SA lo avrebbe volentieri scambiato per una scelta top-ten al draft. La squadra era scontenta di lui e lui era infelice. La situazione tra il tecnico e Aldridge è stata poi chiarita nel corso dell’estate, dove entrambi hanno ammesso i propri errori e hanno deciso di ripartire. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, come confermano le parole di John Schuhmann, insider NBA:

«La cosa sorprendente è il miglioramento di LaMarcus Aldridge, che all’età di 32 anni sta registrando i massimi in carriera per effettiva percentuale di canestri segnati e vera percentuale di tiro con un usage rate più alto delle due precedenti stagioni con gli Spurs. È uno dei migliori finalizzatori a canestro. Gli Spurs sono 8-1 nelle partite in cui lui ha segnato 25+ punti, qualcosa che ha fatto solo otto volte in tutta la scorsa stagione.»

Un altro giocatore che in estate avrebbe potuto lasciare l’AT&T Center è Danny Green, a causa della ricerca disperata di creare spazio salariale per portare Chris Paul in Texas. Cosa che non è accaduta, come sappiamo tutti. Il giocatore è uno dei veterani della squadra ed in questo inizio di stagione si sta caricando molto dell’attacco sulle proprie spalle. Green si è presentato ufficialmente al mondo – prima lo conoscevano in pochi – nella gara-3 delle Finali 2013, quando fu protagonista con 27 punti della vittoria di San Antonio a Miami. Molti di questi in catch and shoot, da sempre la sua specialità. Negli ultimi mesi però è migliorato a 360°. Abbiamo visto i suoi dati difensivi, ma è offensivamente che sono arrivati i maggiori cambiamenti. Gioca molto più con la palla in mano – anche per necessità – più in penetrazione e prende molti più tiri in pull up. Per quanto i risultati non siano esaltanti come fuori dal perimetro, i miglioramenti di Green fanno ben sperare.

Venerdì notte gli Spurs ospiteranno i Celtics in una sfida ad alta quota tra grandi difese. Dopodiché partiranno per Phoenix per il back-to-back. E, secondo ESPN, Kawhi Leonard dovrebbe tornare sul parquet dopo l’infortunio causato da Pachulia negli scorsi playoff che lo ha tenuto fuori per 25 partite. Il giocatore lavorerà con la squadra sia oggi che domani, in attesa che lo staff decida se sia già pronto per tornare. “Mi sento abbastanza bene”, ha dichiarato lunedì. “Dovrei tornare presto”.

Michele Di Mauro

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