Dover apparire con una maschera crea barriere per una reale vita
Fonte dell'immagine : https://aforisticamente.com/2018/09/12/frasi-citazioni-e-aforismi-sui-falsi-amici/

Al giorno d’oggi, viviamo in una società che impone a tutti noi un ruolo da dover rispettare e soprattutto da interpretare. Non tutti siamo in grado di piacere al resto delle persone che ci circondano e per timore di sembrare diversi o insoliti decidiamo di indossare una maschera che ci fa prendere le sembianze di ciò che la società vorrebbe che fossimo con l’intento di voler abbattere le barriere.

Pur di apparire agli altri in un modo che piace a loro, decidiamo di indossare una maschera e di interpretare dei ruoli capaci di abbattere le barriere: dalla timidezza all’ironia, dalla semplicità alla complessità. Non sempre però riusciamo a farci calzare perfettamente la maschera: talvolta può capitare che dietro il nostro travestimento può trasparire qualcosa che mostra chiaramente la diversità rispetto all’uniformità della massa.

Certamente è indubbio: il mondo è bello perché è vario. Ma questa varietà non piace a tutti, bensì ci si accontenta spesso dell’essere identici e di seguire dei canoni che diventano delle vere e proprie icone. Tutto ruota attorno a una vita che diventa artefatta, quasi surreale; non tutti riusciamo a essere uguali tra noi e per paura di affrontare le barriere e pena l’esclusione dalla società si decide di uniformarsi, indossando una maschera che celi ogni tipo di imperfezione e ogni carattere difforme e non conforme.

In particolar modo, tutti coloro che sono affetti da un qualsiasi tipo di handicap, devono lottare ancor di più per non restare esclusi dalla società contemporanea: oltre che a combattere con i problemi causati dalla malattia, l’invalido deve assolutamente cercare di garantirsi un posto in società pur di non restarne escluso totalmente. Infatti l’invalido fa prevalere la paura di sentirsi sempre inadeguato e soprattutto incompreso quando manifesta agli altri i suoi problemi reali e nella concretezza assoluta. Tuttavia, c’è qualcuno che tende ad accettare l’invalido così com’è, con tutti i suoi difetti ma con gli enormi pregi che in quanto essere umano ha, ma ci sono contesti in cui è necessario che l’invalido subisca un’intensa trasformazione indossando una maschera che sia in grado di trasformarlo in ciò che vogliono gli altri.

Si tratta di una vera e propria fobia sociale: l’invalido decide di non mostrare le sue debolezze, ma di nasconderle per non essere giudicato e per non sentirsi inadeguato. La paura sociale però non si combatte indossando una maschera, ma mostrandosi integri nella propria nudità con tutti i problemi che attanagliano la vita. Solo in questo modo potrà risultare agli occhi degli altri una persona con un forte carattere e una personalità decisa e ben formata.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

3 Commenti

  1. […] Ormai, in questi giorni, passati solo a lamentarsi per vari motivi, riguardo l’economia che non gira, la vita sociale boccheggia, il sentirsi troppo rinchiusi o addirittura reclusi, quindi tristi, perchè a nostro parere sembra esserci scomparso il sorriso, ma non ci rendiamo conto che quel sorriso andato via non era ed è altro che un artefatto della scorsa società, in cui vigeva il dover apparire come tante maschere nella stessa e da lei comandate. […]

  2. […] Ormai, in questi giorni, passati solo a lamentarsi per vari motivi, come l’economia che non gira, la vita sociale che boccheggia, il sentirsi troppo rinchiusi o addirittura reclusi, quindi tristi, perchè a nostro parere sembra esserci scomparso il sorriso, ma non ci rendiamo conto che quel sorriso andato via non era ed è altro che un artefatto della scorsa società, in cui vigeva il dover apparire come tante maschere nella società. […]

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