murale di Totò Tono Cruz
Fonte immagine di copertina: La Repubblica Napoli

Il murale di Totò, apparso pochi giorni fa sulle mura del quartiere popolare Sanità di Napoli, è stato firmato dallo street artist spagnolo Tono Cruz. Proprio a pochi metri di distanza dalla casa natìa del principe della risata napoletana, Tono Cruz decide di raffigurare Antonio de Curtis in uno dei suoi film più noti dal titolo “La banda degli onesti“.

Chi è Tono Cruz

Tono Cruz, dalle Isole Canarie all’Italia, in particolare l’Alto Casertano, cerca di stupire con la sua arte, raccontando ciò che è per lui l’umana realtà del mondo e le sue mille sfaccettature. Dopo la laurea in Psicologia Sociale all’Università degli Studi di Barcellona, decide di diventare un autodidatta dell’arte, realizzando diversi progetti e lavori a differenti latitudini del globo: dall’Africa all’America del Sud, dall’Europa all’Asia, mantenendo sempre però una sua base fisica, che alterna tra Spagna e Italia.

Tono Cruz potremmo definirlo come un vero e proprio street artist. Un’artista che utilizza la strada, e ciò che essa offre, per dare forma a lavori di performance o site specific, mirati a valorizzare luoghi o denunciarne degli aspetti. Le opere di Tono Cruz sono riconoscibili fin da lontano: dominate da colori neutri, come il bianco e il nero, minimali nella forma. Le marcature neutrali di bianco e nero servono a creare un’allusione visiva, trasponendo sulla parete il vivere tormentato della società odierna. Un vivere trafitto da sofferenze, in continuo mutamento e pervaso da un senso di incertezza.

Le rade sfumature di colore presenti nelle opere di Tono Cruz detengono un significato completamente opposto: i colori sono simbolo di speranza e cambiamento, creano un contrasto visivo efficace all’interno dei murales. I suoi lavori, attraverso immagini d’epoca e attuali, creano un mondo di denuncia, il quale racconta storie e incuriosisce lo spettatore. Lo stesso che viene stimolato e invitato, nella massima libertà di veduta, a una continua doppia lettura della realtà.

Il murale di Totò al rione Sanità

Era il 2016 quando Tono Cruz illuminò il Rione Sanità di Napoli con il murales “Luce”, realizzato insieme ai bambini del quartiere. Un vero e proprio capolavoro, un murale tondo come un fascio di luce, collocato sulla parete dell’edificio antistante la Basilica di S.Maria della Sanità, di fronte la chiesa di Piazza Sanità.

“Luce”, al tempo, travolse di entusiasmo tutti i cittadini del quartiere. L’opera prese vita da un progetto promosso dal Comune e dall’Associazione il “Fazzoletto di Perle”, presieduta da Giuseppina Ottieri, nell’ambito delle iniziative culturali destinate alla riappropriazione di luoghi degradati della città. Essa raffigurava i volti dei ragazzi e delle ragazze della Sanità, delle strade e dei vicoli del Rione, concepiti come una luce, un faro di speranza e cambiamento per il futuro. I volti dipinti erano proprio quelli dei bambini aiutanti, coloro che divennero co-protagonisti di un’opera artistica partecipata.

A distanza di quattro anni, l’artista spagnolo Tono Cruz torna nella città di Napoli, nello stesso rione, a stupire e ridonare quella medesima luce. Dopo mesi di chiusure e lockdown, il murale di Totò sembra essere infatti un simbolo di rinascita.

Sulla facciata di un edificio situato in via Arena la Sanità 136, il murale di Totò, conosciuto come il simbolo della risata, appare raffigurato in una delle scene più note de “La banda degli onesti”. La scelta questa volta non è ricaduta su volti comuni o popolari, come i ragazzini aiutanti dello scorso murales, ma su un volto noto, uno forse dei più forti di Napoli, per sottolineare la particolarità del momento storico. Un momento che richiede forse più attenzione, più cure e più luce in generale.

Come spiega anche don Antonio Loffredo, promotore della Fondazione di comunità San Gennaro, in prima linea per la realizzazione di tale progetto artistico, «Tono Cruz e Mono Gonzales sono vecchi amici del rione, ci hanno chiamato a luglio e hanno detto che volevano contribuire con i loro murales alla sicura ripresa del quartiere. Hanno pensato di donarci altre forme e altro splendore». Da una parte Tono Cruz con il murale di Totò, dall’altra Mono Gonzales con i suoi soggetti astratti, caratterizzati da uno stile tipico e unico: il rione Sanità sta quindi vivendo un momento culturale di forte ripresa.

La riuscita del murale di Totò è stata possibile anche grazie all’appoggio di Round Table 18 Napoli, Round Table 77 Caserta e Club 41 Napoli. Un murale tutto napoletano potremmo dire, che vuole essere però un simbolo universale di rinascita. Una voce in grado di giungere nelle strade e nelle coscienze di esperti, curiosi e semplici spettatori.

Marta Barbera

Marta Barbera
Classe 1997, nata e cresciuta a Monza, ma milanese per necessità. Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, attualmente studentessa del corso magistrale in Editoria, Culture della Comunicazione e della Moda presso l'Università degli Studi di Milano. Amante delle lingue, dell'arte e della letteratura. Correre è la mia valvola di sfogo, scrivere il luogo dove trovo pace.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui