Gli ergonomi cognitivisti: come progettare senza barriere
Grafica a cura di Tony Baldini

Nella nostra epoca ultramoderna e tecnologica, la progettazione di ogni minima cosa è quasi fondamentale per avere successo nel commercio. Ecco che allora si prova a sbalordire gli acquirenti con innovazioni sempre più all’avanguardia rispetto ai propri concorrenti. La volontà di superare il diretto avversario nel progettare qualcosa di più innovativo è oggi il segreto del mercato moderno. Spesso questa angosciante ricerca di novità, quasi fa perdere di vista un obiettivo fondamentale: la facilità nell’utilizzo di ciò che si progetta. Non è raro infatti che, puntando a progettare l’inimmaginabile, ci si dimentichi di quanto sia fondamentale rendere il tutto alla portata di ognuno di noi. In questo campo di azione sono fondamentali gli aiuti degli ergonomi cognitivisti.

Gli ergonomi cognitivisti si dedicano a progettare e a creare soluzioni per ogni tipo di utente: il loro compito è quindi quello di rendere accessibile e privo di barriere una qualunque cosa. Gli ergonomi cognitivisti hanno un ruolo fondamentale nelle aziende all’avanguardia: i loro studi reconditi di psicologia dei processi cognitivi umani li rende quasi indispensabili. Gli ergonomi cognitivisti, nelle aziende di successo, si trovano a progettare in team insieme a ingegneri di vario tipo: il loro intento è quello di offrire sul mercato un prodotto di facile utilizzo e alla portata di tutti e soprattutto accessibile.

Nel progettare un prodotto finito, gli ergonomi cognitivisti partono dall’esperienza dell’utente che richiede un qualcosa che elimini ogni tipo di barriera. Gli ergonomi cognitivisti per prima cosa esaminano un problema osservando gli errori che i soggetti compiono interagendo in un determinato ambiente; segue poi l’analisi degli errori e di conseguenza si individuano i punti focali per poter progettare e intervenire risolvendo i problemi.

In primis bisogna avere almeno una conoscenza teorica delle difficoltà dell’utente: così sarà facile poi agire nel progettare e dopo, mettendo in pratica l’intuizione, immaginando e riproducendo tutto in laboratorio, giungere a una soluzione. Solo così si può testare se l’intuizione potrà essere attuata ed applicata alle novità della produzione e se soprattutto apporterà i benefici sperati.

Gli ambiti in cui gli ergonomi cognitivisti entrano nel vivo della progettazione sono immensi ed inimmaginabili, ultra tecnologici e all’avanguardia: collaborando con ingegneri e programmatori, tutti hanno come unico obiettivo lo sviluppo di un ambiente di navigazione accessibile a ogni tipologia di utente. Sulla base degli studi cognitivisti, gli ergonomi si ritrovano a progettare anche dei nudge, cioè delle spinte gentili, un qualcosa da adottare, senza mai obbligare, per ottenere un certo comportamento.

Inoltre, anche nell’ambiente casalingo è importante la qualità del prodotto offerto dagli ergonomi cognitivisti: molto spesso gli apparecchi elettronici non prendono in considerazione le disabilità. Gli ergonomi cognitivisti allora hanno gli strumenti più adatti e cercano di valutare la piena funzionalità e progettare un prodotto che sia più umano e più facile da utilizzare.

Eugenio Fiorentino

Condividi
Articolo precedenteVerso un nuovo ticket sanitario, un intervento di giustizia sociale
Articolo successivoFacebook e la start up che controlla il pensiero: siamo tutti iperconnessi
Avatar
Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here