«La routine frenetica ci costringe a vivere da spettatori passivi»

Francesco Setta è un poliedrico cantautore lombardo originario di Colverde (CO) che da poco ha deciso di intraprendere la sua carriera da solista.

Il giovane artista classe 1992 ha iniziato a comporre i suoi primi testi da adolescente: da ragazzino per Setta la musica è stata una sorta valvola di sfogo durante un periodo particolarmente difficile della sua vita.

All’età di vent’anni Francesco intraprende un progetto musicale con l’amico  Mirco “Smhate“ Mereu. I due ragazzi formano il duo rap Calibro VII e registrano insieme il disco “Vaso di Pandora“, album molto interessante che presenta una critica nei confronti della società moderna e in particolar modo del consumismo che la caratterizza.

Forti del successo ottenuto SettaMereu decidono di collaborare con il produttore e batterista Ivan Cristallo e di cambiare il loro nome in Micro De Rua. La scelta si è rivelata alquanto azzeccata: grazie a questa collaborazione i giovani artisti hanno avuto modo di crescere e di migliorare il proprio stile e la tecnica.

Nel 2017 Francesco intraprende la propria carriera da solista abbandonando le sonorità hip hop che finora avevano caratterizzato il suo percorso musicale per divenire “cantautore urbano“.

Attualmente Setta è impegnato in studio nella produzione del suo primo disco  “Uomo per metà“ che vede la collaborazione del produttore e musicista Max Zanotti (Deasonika, Casablanca, Rezophonica) anticipato da singolo “Musica buona“.

Hai iniziato a scrivere i tuoi primi testi da giovanissimo. Come e quando ti è nata la passione per la musica?

«La mia passione per la musica è nata quando ero solo un bambino. I miei genitori collezionavano cassette su cassette! In casa avevamo di tutto, dagli Eagles a Vasco, Battisti, De Gregori, Guns N’ Roses. Insomma ero costantemente bombardato da buona musica! Ciò mi ha portato col tempo ad appassionarmi a questo bellissimo modo e a voler scrivere i miei pensieri su carta. Ho iniziato a scrivere quando frequentavo la scuola media, durante un periodo turbolento della mia adolescenza.»

Il tuo esordio è avvenuto quando avevi circa vent’anni come membro del duo rap Calibro VII, progetto avviato con Mirko Mereu. Cosa ti ha spinto a interrompere questa collaborazione e intraprendere una carriera da solista?

«In realtà questa collaborazione non l’ho interrotta. Il rap è stato un punto cruciale della mia carriera artistica e spero vivamente che ci saranno delle occasioni in futuro per me di scrivere rime. Con Mirko c’è una splendida amicizia, un legame molto forte e concreto. Anche se in ambito musicale abbiamo attualmente preso strade diverse esse rimarranno sempre parallele.»

Di recente hai pubblicato il tuo singolo d’esordio “Musica buona“,  disponibile su youtube e in rotazione radiofonica a partire dal 28 settembre che anticipa l’uscita del tuo album “Uomo per metà“ attualmente in fase di produzione. In questo brano è presente una critica allo sfaldamento dei valori fondamentali nella società moderna. Il fenomeno in questione oggigiorno interessa una fetta di popolazione abbastanza ampia, ma ciononostante sono molte le persone che non avvertono alcunché o assegnano ai valori una dimensione soggettiva e mutabile non rendendosi conto che la mancanza di valori compromette fortemente la vita sociale. Quale è la tua opinione a riguardo? Quale messaggio vuoi trasmettere attraverso la tua canzone?

«Penso che la frenetica routine quotidiana (lavoro, famiglia, impegni di natura economica, ecc.) ci costringa a vivere le nostre vite da spettatori passivi. Anche chi è cosciente di questi gravi problemi che stanno alla radice del sistema spesso non ha né i mezzi né la possibilità di fare qualcosa di concreto. Tutto questo mi spaventa perché significa che non siamo padroni di noi stessi e passiamo vite intere a rincorrere ciò che non ha realmente valore. Uno dei sintomi visibili di questo declino è proprio la musica che, a parer mio, non è più “buona“ come quella che abbiamo ascoltato in passato. Se neanche la musica ci aiuta più come salvagente in questo mare di problemi “cosa ci tiene a galla ancora?“. Ecco questo è il messaggio che volevo lasciarvi!»

Hai in programma dei concerti per presentare l’uscita dell’album? Quali sono i tuoi progetti futuri?

«Sì, ci saranno dei concerti in programma (date ancora da definire). Nel frattempo mi sto esercitando molto per preparare uno show degno di questo nome!  Per quanto riguarda i progetti futuri sto già lavorando al prossimo album. In questo periodo sono molto prolifico con la scrittura e ne voglio approfittare!»

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti, nato l'11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania (SA) e residente a Brescia (BS). Ha da sempre nutrito una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature: ama viaggiare, lo stare all'aria aperta e divorare libri e dischi. Crede fortemente nella scrittura come veicolo di trasmissione delle proprie passioni, emozioni e sentimenti. Collabora con la redazione di Libero Pensiero dal 2015.