ex ministro Gaetano Manfredi candidato sindaco Napoli
Fonte: Blasting News

Se pochi mesi fa l’ex ministro dell’Università Gaetano Manfredi – scelto dall’ex premier Giuseppe Conte – aveva categoricamente escluso la propria candidatura come sindaco di Napoli, oggi sembra averci ripensato, ma pone dei paletti in virtù del fatto che la città merita persone competenti.

L’ex rettore della Federico II, Gaetano Manfredi, lo sa bene che i treni nella vita passano una sola volta: davanti a sé si prospetta la possibilità di diventare candidato sindaco della terza città d’Italia, e oggi le probabilità che Manfredi possa scendere in campo sono sempre più numerose, come dimostrato dal suo approcciarsi allo studio dei bilanci del Comune di Napoli oltre all’incontro con l’ex collega Francesco Boccia, attuale braccio destro di Enrico Letta designato a gestire i rapporti con gli enti locali. Boccia dunque scende in campo in prima persona seguendo le vicende campane: dovrà fare da tessitore e ricucire dei rapporti che ormai si sono sfilacciati, anche e soprattutto con il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Risaputo che tra Boccia e De Luca non scorre buon sangue rispetto alla gestione della pandemia, la vera sfida è quella di trovare un nome che possa far convergere i voti del Partito Democratico, dei “deluchiani” e del M5S. Si apre dunque una prospettiva ampia nel centrosinistra, e la candidatura di Gaetano Manfredi potrebbe mettere a tacere un certo malumore; dopotutto il nome di Manfredi non è escluso dal governatore.

Vincenzo De Luca un po’ ci scherza, si pone fuori da certi giochi politici ritenendo di essere esclusivamente concentrato sulla campagna vaccinale e su effetti e ricadute della pandemia. Ma il governatore smuove voti, animi, e il nome di Manfredi gli risulta ben più familiare di quello proposto dal segretario Marco Sarracino, ovvero il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Lo “sceriffo”, d’altro canto, non ha mai nascosto il suo entusiasmo per Gaetano Manfredi, poco meno di un mistero che ha voluto sciogliere in una singola battuta: «Il candidato sindaco di Napoli? Non so, chiedete a Manfredi, l’ex rettore della Federico II»; insomma, il governatore cerca di tenersi lontano dalla politica “politicante” ma non ci riesce. Il suo parere conta eccome, soprattutto in vista di un equilibrio tra i quattro pilastri dell’ipotetico centrosinistra: Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Articolo 1 e Sinistra Italiana. Tante le differenze tra gli stessi partiti, ma tutti sono accumunati dalla battaglia per una legge salva-Comuni che permetta di risanare i conti in bilancio e offrire più servizi ai napoletani (e non solo: nelle condizioni di Napoli ci sono tanti altri Comuni del Sud che rischiano un imminente default, al punto che la questione non si riversa esclusivamente sull’Anci ma è diventata oggetto di trattazione parlamentare).

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Se la candidatura a sindaco di Napoli dell’ex ministro Gaetano Manfredi risulta la più papabile, lo stesso candidato frena e pone delle condizioni. Uno dei principali paletti posti da Manfredi riguarda i possibili assessori: il vincolo prevede di scegliere gli stessi non in base al numero dei voti, ma alle competenze. Insomma, l’ex ministro vuole una squadra capace che sappia affrontare i problemi che una città come Napoli può generare. La strada da percorrere è ancora lunga, c’è tempo, ma secondo indiscrezioni il nodo verrà sciolto verso fine aprile, per cui dopo Pasqua bisognerà iniziare a mettere ordine e a capire come gestire i finanziamenti che arriveranno dall’Europa.

Il nome di Gaetano Manfredi parrebbe in definitiva il più quotato, ma altri nomi che non sono da escludere sono quelli di Roberto Fico, Sergio Costa, Enzo Amendola e Antonio Bassolino, che correrà con o senza il PD. Ma i competitor non finiscono qui; resta da capire chi trascinerà il bagaglio politico di demA. Il nome è quello di Alessandra Clemente, tuttavia Roberto Fico potrebbe causare una spaccatura all’interno del movimento del sindaco uscente (nonché candidato governatore alla regione Calabria). Ci si chiede se Luigi de Magistris blinderà la candidatura di Alessandra Clemente.

Bruna Di Dio

Greenpeace

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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