Dall’Inghilterra all’Italia, da Manchester a Roma. I fratelli Lukaku sono due dei punti di riferimento del Belgio della generazione d’oro. Romelu e Jordan, rispettivamente 25 e 24 anni, ricoprono ruoli diversi in campo, differentemente da tanti fratelli che si sono contesi il trono familiare dallo stesso ruolo.

Il primo è un attaccante massiccio, un vero e proprio carro armato al servizio di Josè Mourinho. 192 cm per 96 kg di peso, 27 gol in 51 gare tra campionato e coppe in maglia Red. Romelu è la tipica punta pesante, che è riuscita a coniugare alla perfezione fisico e agilità. Nei movimenti senza palla è tra i migliori in circolazione, e la sua capacità realizzativa lo rende un killer implacabile sotto porta. Punto di riferimento fisso della Nazionale belga, della quale è il miglior marcatore di sempre con 38 reti alla vigilia di un Mondiale che si appresterà a disputare da protagonista. La sua esperienza a Manchester è maturata dopo l’eccellente periodo all’Everton, che lo ha consacrato come uno dei migliori giocatori dell’intera Premier League. Il grande rimpianto ce l’ha il Chelsea, dove il numero 9 , dopo l’esperienza nella sua terra natia – all’Anderlecht -, è cresciuto. I Blues, dopo aver perso De Bruyne, non sono riusciti a gestire il talento di uno dei migliori attaccanti della scena contemporanea.

Jordan è leggermente più modesto, fisicamente parlando (177 cm per 83 kg), del fratello, ed ha fatto decisamente più fatica ad imporsi nel calcio professionistico. Le sue fortune sono maturate ultimamente alla Lazio, dove, dopo una stagione 2016-2017 non eccezionale, ha trovato maggiore continuità nell’anno appena concluso. Stantuffo instancabile sulla fascia sinistra, il numero 5 biancoceleste è stato eccellente protagonista della vittoria della Supercoppa italiana ai danni della Juventus, fornendo il decisivo assist del 3-2 a Murgia allo scadere del tempo regolamentare. In Nazionale ha ottenuto la sua prima convocazione ad ottobre 2015, a 21 anni, al netto dei quasi 17 che aveva il fratello al momento della sua prima chiamata in nazionale maggiore. Da lì ha ottenuto grande fiducia venendo chiamato per disputare l’Europeo 2016. Fiducia che, tuttavia, non è stata rinnovata in occasione delle convocazioni per la spedizione di Russia. Ad onor del vero, bisogna dire che la concorrenza sulla sua fascia di competenza è piuttosto ampia, diversamente da quanto accade al fratello, che sostanzialmente condivide il reparto con il solo Batshuayi. L’indiscutibile talento di Jordan, certamente non inferiore a quello di Romelu, verrà tenuto in considerazione in futuro. Probabilemente, ora, non è semplicemente il suo momento.

 

Vincenzo Marotta

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