Alcampeggio.it è il nuovo portale italiano per le vacanze in camping, partner di una società francese, chiamata ctoutvert, conosciuta nel settore turistico in Francia ed in tutta Europa che crede fortemente nel made in Italy. L’Italia negli ultimi anni è diventata un Paese strategico su cui puntare e i cugini d’oltralpe sembrano molto interessati.

In questo senso sono state fatte operazioni importanti come la vendita di alcuni marchi, tra i quali Gucci, Brioni, Pomellato, Bottega Veneta, finiti nelle mani dell’investitore francese Pinault. Il made in Italy sembra essere oggetto di grande interesse da parte dei francesi, tanto da aver portato a casa anche l’acquisizione di Bulgari, Fendi e Prada.

Nulla di grave, nel senso che chi accetta di giocare a certe condizioni ne deve accettare le conseguenze, a prescindere dal fatto che si pensi o meno che questo modo di agire sia positivo. Pensare di tutelare la storia di un prodotto stando in un campo economico globalizzato è complesso, poiché il contesto è molto vario e le condizioni sono variabili a seconda, spesso, degli umori degli operatori e degli investitori. È il mercato, bellezza.

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Dalle banche all’energia elettrica, alla grande distribuzione ed anche il turismo. Il discorso è legato alla valorizzazione del Paese, in questo senso nasce alcampeggio.it, nato da un partenariato di una società francese, internazionale perché al suo interno conta circa 70 dipendenti di quasi tutte le nazionalità europee. Abbiamo intervistato il Direttore dell’azienda, Manuel Mirabel, discutendo delle tendenze del mercato e delle differenze tra quello francese ed italiano.

alcampeggio.it

Perché i francesi sono interessati al mercato italiano? Gli investitori sono sempre più attratti dal nostro Paese, oltre al business c’è una questione culturale legata a questo fenomeno?

Io penso che (noi francesi, ndr) siamo legati ad un’immagine dell’italiano come persona che sa fare, di una persona che sa muoversi, dinamico e pratico. Ma soprattutto c’è una visione dell’Italia come un Paese che ha ancora un’industria, valorizzata da un marchio importante (il made in Italy, ndr) e che riesce ancora ad essere competitivo: si sanno fare le auto, gli italiani sono artigiani delle scarpe, del lusso, del cibo e del vino. Il made in Italy è ancora un savoir faire umano importante che gli italiani devono difendere.

Spesso però i giovani partono per lavorare all’estero…

Gli italiani conoscono il mondo del lavoro e il fatto che vadano all’estero per fare nuove esperienze garantirà nel futuro una maggiore conoscenza delle diversità culturali, cosa che apporterà certamente un miglioramento al proprio Paese, laddove queste persone dovessero tornare. Il made in France non è paragonabile al made in Italy, anche se abbiamo ancora qualcosa su cui puntare, qui da noi è rimasto davvero poco e voi riuscite a garantire ancora una certa qualità che vi contraddistingue. L’Italia ha chiaramente i suoi problemi di crescita economica, ma è un contesto particolare che tutta Europa vive ed in ogni caso l’Italia è un paese industriale e questa industria ha ancora la sua forza, soprattutto grazie alle esportazioni. Penso che l’Italia possa lavorare per potenziare questo aspetto della sua economia. Alcampeggio.it è un portale completamente gestito dalla nostra squadra di italiani di ctoutvert, non è certamente fatto dai francesi, così garantiamo un’esperienza reale ed una qualità del prodotto.

Nel contesto di economia globalizzata e all’interno dell’Unione Europea, qual è la forza di Ctoutvert?

La forza di Ctoutvert è proprio il fatto che nella nostra azienda, con sede in Francia, lavorino persone che vengono da circa 14 nazioni diverse e che i nostri clienti sono situati in 15 paesi differenti. La nostra forza è proprio questa, l’esperienza di respiro internazionale che riesce ad attrarre persone che hanno da offrire diverse culture e che però sono il cuore pulsante della nostra impresa. Non penso che tante aziende possano vantare il fatto di avere esperienze diverse all’interno dei propri uffici e che ogni giorno queste persone si confrontino per lavorare al meglio sul mercato turistico. Ad esempio, al progetto di alcampeggio.it, lavorano 6 italiani che conoscono il concetto di made in Italy. Quando si lavora nel turismo bisogna avere un’idea ben precisa della visione globale dell’Europa, per cui è un valore importante il fatto di condividere gli stessi valori e le stesse prospettive.

Raccontaci chi è Ctoutvert e per quale motivo è nato alcampeggio.it

Ctoutvert è un sistema di prenotazione online che esiste da quasi 20 anni e alcampeggio.it è suo partner, ma è un progetto che ha due assi: innanzitutto un sistema rivolto ai campeggi italiani sulla destinazione Italia, fatta per gli italiani. L’altro è un aspetto legato al fatto che i campeggi 20 anni fa erano pieni di olandesi, inglesi e tedeschi che insieme facevano l’80% dei clienti. Essi alloggiavano in Italia, Francia e Spagna, poi con il tempo si è aggiunta la Croazia. Dopo 15 anni il mercato francese domestico è cresciuto enormemente, oggi in Francia il mercato interno è il principale punto di riferimento. In Spagna, ad esempio, l’origine del mercato spagnolo sono proprio gli spagnoli che scoprono il campeggio per la prima volta. Tutto passa attraverso il fatto che il concetto di camping sta cambiando, le strutture stanno crescendo e diventando migliori cambiano l’immagine che si ha di questa vacanza. Certe destinazioni sono diventate eccessivamente di massa, crescono i prezzi dei resort e degli hotel, quindi i campeggi restano la soluzione perfetta per unire una vacanza a prezzi non impossibili con servizi che migliorano sempre più di anno in anno.

E gli italiani?

Gli italiani stanno facendo lo stesso percorso dei francesi e degli spagnoli, cominciano a comprendere che l’alternativa del campeggio nell’immaginario collettivo migliora sempre più perché migliorano i prodotti e le strutture. Questo processo di miglioramento però è più lento, è appena iniziato, per cui ci vogliono una decina d’anni circa per contestualizzare il mercato. Bisogna comunque dire che già attualmente gli italiani viaggiano in Italia, ma nei prossimi tempi questa tendenza crescerà ancora di più. Per questo nasce alcampeggio.it, perché parliamo agli italiani di campeggi italiani: noi a ctoutvert saremo pazienti, ma credo che i camping italiani debbano comprendere che il mercato domestico è un mercato strategico non solo per l’alta stagione, ma soprattutto per la bassa stagione.

Vero, la bassa stagione per gli italiani non è strategica

Il fatto è questo, tu gestisci un campeggio ad 1 ora di strada da Parigi, che cosa fai? Chiudi in attesa del bel tempo dell’estate o provi ad aprire durante i fine settimana, per incentivare dei week end di coppia e di famiglie che vogliono rilassarsi dopo una settimana di lavoro o semplicemente per scoprire un posto diverso in un altro momento dell’anno? In Francia accade questo, i campeggi francesi che si trovano nei dintorni delle città d’arte o zone di interesse turistico restano aperti durante l’anno e soprattutto per i fine settimana, sviluppando così il mercato della bassa stagione, destinato principalmente al mercato domestico. Penso che in prospettiva gli italiani debbano lavorare su questo perché il mercato interno è strategico, bisogna rendere moderni i campeggi, decidendo di investire anche nei prodotti.

Ma questo però passa anche attraverso migliori infrastrutture, non solo dei camping

Vero, ma credo che i migliori campeggi italiani siano largamente competitivi con i migliori campeggi francesi, spagnoli, danesi. Non conosco personalmente i campeggi non leader del settore, ma è vero quello che dici, c’è un lavoro da fare per tutti, ma è ovvio che bisogna guardare anche ai bilanci, su questo tema non ho chiaramente lezioni da dare a nessuno. Bisognerà lavorare su un marketing particolare, nel senso che bisogna lavorare sulle novità e queste novità possono essere reali, altre volte possono essere delle belle storie, ma il principale riferimento è il cliente finale. I campeggi devono pensare a migliorarsi: il sito internet, l’animazione, il ristorante, i fiori, il verde, tutto ma non tutto subito, un poco alla volta. Chi ha meno risorse economiche dovrà concentrarsi sui contenuti, sulla strategia web e sulle idee, perché alla fine, a prescindere da quante soldi investi, sono sempre le idee a muovere il mondo, per cui, ecco, se c’è un consiglio e non una lezione che posso dare, è il seguente: idee ragionate, che costano meno, ma che sappiano valorizzare il lavoro che tutti fanno.

Chiudiamo l’intervista con la più classica delle domande: ma i francesi in Italia ci vengono o no?

Bisogna dire una cosa: l’Italia non è una destinazione camping per i francesi, potenzialmente c’è un mercato, ma sarà difficile vendere delle destinazioni dato che abbiamo più o meno le stesse bellezze naturalistiche. Ad esempio le Alpi o la Corsica, la Costa Azzurra. Ecco, bisogna lavorare affinché i francesi sappiano che l’Italia non è soltanto Roma, oppure Milano, ma che esistono delle regioni spettacolari, come la Sardegna, la Puglia, la Campania, il Nord Italia. C’è ancora un mercato molto legato alla cultura e questo è assolutamente positivo, ma che non è legato alla vita da campeggio. I francesi vedono l’Italia come un Paese di riferimento per l’hotellerie, per cui c’è molto da fare sia per noi che lavoriamo nel settore da un punto di vista marketing, sia per i campeggi italiani che dovranno cominciare a posizionarsi su questo mercato offrendo destinazioni insolite e particolari che aiutino a diversificare il mercato.

Luca Mullanu

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Lavoratore nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online insieme ad Emanuele Tanzilli. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Ha sempre odiato le ingiustizie, non ama i dogmi. Per minacce o complimenti potete contattarlo all'indirizzo mail: lucamullanu@gmail.com

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