Lucrezio natura

La grandezza e l’eminenza della letteratura latina, culla della nostra civiltà e nucleo sociale, pone le sue basi a partire dalla tradizione greca, fonte inesauribile di esempi eroici, di valori, di humanitas e di ricerca della bellezza. I due pilastri della produzione greca, l’Iliade e l’Odissea, racchiudono tutti questi insegnamenti, ricamati insieme ad una avvincente narrazione, creando quindi dei testi che sono essi stessi la base di un forte patrimonio culturale. Anche Lucrezio, autore del De rurum natura, ha indubbiamente preso qualcosa dalla tradizione greca.

I romani, conosciuti per il loro spirito pragmatico, decisero di dedicarsi alle dolci pratiche dell’otium solo in un secondo momento e solo per dimostrare la loro grandezza anche su questo fronte (un popolo colto e di un forte spessore morale ha più diritto di sottomettere le popolazioni barbariche). Tutto ciò però comportò una nuova esigenza: l’introduzione di opere che dovessero trasmettere dei precetti e dei determinati insegnamenti, testi che, appunto, non sono mai serviti prima.

Da qui la nascita delle nuove opere didascaliche (dal greco didasko, insegnare) che hanno assunto come modello il poema epico “Opere e giorni” di Esiodo, che includeva una serie di informazioni vitali per la convivenza civile e sociale.

La prima grande opera didascalica che ci giunge intera è il De rerum natura di Lucrezio, una continua rappresentazione del mondo, dell’insicurezza umana, dei perché mai risolti e della delusione del mancato connubio con la natura.

Lucrezio scrive così in esametri un poema filosofico su ispirazione epicurea diviso in tre sezioni: la prima affronta l’argomento della fisica (libri I – II) la seconda il tema della morale (libri III – IV) e la terza tratta invece della cosmologia (libri V – VI).
Come risultato si ottiene un pesante tomo di 7000 esametri, che pone al centro di ogni cosa l’uomo, l’essere da cui a man mano viene diramato ogni tipo di ragionamento e di precetto, colui che arranca, cercando di sopravvivere, imprigionato in una natura a tratti ostile, che, alla fine, lo condurrà comunque alla morte.

Lucrezio sembra essere terrorizzato da questa crudele realtà, di cui l’unica sicurezza sembra essere quella di un eterno  avvicendarsi della vita e della morte e cerca di tranquillizzare i suoi lettori, probabilmente per calmare anche se stesso. Esorcizza la paura di morire con un dialogo con la natura che nasce come scientifico, ma che fa trapelare tutta la sua interiorità.

Proprio per la finalità di quest’opera, Lucrezio decise di utilizzare il mezzo della diatriba filosofica, su ispirazione platonica. In questo modo infatti ogni sua teoria sulla natura può essere diffusa in modo divulgativo, utilizzando quindi un linguaggio semplice per creare discorsi molto più pratici, dogmatici e dottrinari.

Con questi strumenti Lucrezio racconta di una natura fatta di atomi, avvicinandosi sorprendentemente ad una visione quasi moderna. Il nostro mondo non è altro che un insieme di particelle indivisibili che si muovono nel vuoto cadendo dall’alto verso il basso e che si incontrano per una deviazione perpendicolare detta clinamen, dando origine a tutto ciò che esiste. La morte altro non è che il dissolversi degli atomi che, dopo aver vagato nel vuoto, possono riunirsi per poi creare altri esseri. Questa teoria ipotizza che la natura sia gestita da leggi e regole fisse: nulla nasce dal nulla e nulla si riduce al nulla, ma tutto si trasforma. Queste leggi sarebbero gestite dagli dei che risiedono nell’intermundia, luoghi liberi tra i vari spazi abitati.

Lucrezio dà quindi un modello di una natura che si sviluppa in modo meccanico e materialista, nella quale gli uomini che credono di contare qualcosa per gli dei sono megalomani ed egocentrici e la paura della fine non ha senso perché dopo la morte l’anima e l’animus (rispettivamente sedi del principio vitale del corpo e sede dei sentimenti) smetteranno di esistere e quindi non potrà accaderci nulla di male.

La natura riesce a comunicare con l’uomo tramite i simulacra, immagini di corpi che ci vengono date grazie a degli atomi che si staccano da essi e che vengono catturati dai nostri organi di senso. Tali suggerimenti sono e saranno sempre esatti ma, come l’anima platonica (la perfetta e pura pariglia alata), quando essi entrano a contatto con l’imperfezione e l’incompiutezza umana, diventano soggetto all’errore.

C’è da dire che Lucrezio, con il suo poema, ha disobbedito al maestro Epicuro: Lucrezio è un poeta e usa la poesia come uno strumento per addolcire i difficili temi che vuole affrontare, mentre invece per Epicuro la poesia è fuorviante e non serve per raggiungere alcuna tranquillità.

Lo strumento del verso aiuta alla comunicazione dei propri sentimenti e delle proprie passioni, un’emotività che viene fuori man mano e che ci svela il forte pessimismo di Lucrezio, vittima di tormenti e di una probabile pazzia che, secondo la critica, l’avrebbe poi portato al suicidio. La partecipazione emotiva che si crea tra autore e lettore è la sympatheia: quel sentimento che ci rende umani e parte integrante del processo ciclico naturale, quella sensazione che Leopardi identificherà con la solidarietà di esseri che vivranno le stesse gioie e gli stessi dolori. La natura ci accoglie, l’uomo è alla continua ricerca della sua compenetrazione, ma l’idillio totale è impossibile da raggiungere. Ad essere universali sono dunque le passioni, che Lucrezio ci delinea con immagini grandiose e suggestive tramite la piena contemplazione delle leggi naturali.

Alessia Sicuro

Avatar
Laureata in lettere moderne, ha in seguito ha conseguito una laurea magistrale alla facoltà di filologia moderna dell'università Federico II. Ha sempre voluto avere una visione a 360 gradi di tutte le cose: accortasi che la gente preferisce bendarsi invece di scoprire e affrontare questa società, brama ancora di tappezzare il mondo coi propri sogni nel cassetto. Vorrebbe indossare scarpe di cemento per non volar sempre con la fantasia, rintagliarsi le sue ali di carta per dimostrare, un giorno, che questa gioventù vale!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui