
La guerra russo-ucraina scoppiata il 24 febbraio del 2022, aveva forse la possibilità di concludersi già a marzo dello stesso anno. Ci furono infatti diversi tentativi di negoziazione tra la Russia di Putin e l’Ucraina di Zelensky, prima in Bielorussia poi in Turchia. Potenziali accordi Russia Ucraina fallirono per le molteplici divergenze fra Mosca e Kyiv, ma anche per gli interessi strategici di Stati Uniti e NATO.
La posizione di Kyiv
Le trattative iniziarono il 28 febbraio del 2022 e l’Ucraina in tale occasione, si dichiarò disposta a diventare e rimanere uno stato neutrale che non avrebbe quindi mai fatto parte della NATO, l’alleanza militare in cui gli Stati Uniti esercitano un ruolo egemonico, rassicurando così la Russia sulla sua preoccupazione riguardante l’espansione della NATO ad est. Kyiv richiedeva il totale ritiro delle forze armate russe da tutti i territori occupati, inclusi la Crimea e il Donbass. L’integrità territoriale era uno dei tasselli fondamentali per l’Ucraina all’interno della negoziazione. Altro punto fondamentale per Kyiv era la totale riconoscenza, da parte della Russia, della sovranità e indipendenza del territorio ucraino, senza interferenze esterne.
La posizione di Mosca
Dall’altra parte Mosca richiedeva che l’Ucraina riconoscesse formalmente la Crimea come parte del territorio russo, dopo l’annessione di Mosca nel 2014. In più la Russia richiedeva l’indipendenza delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk nel Donbass. Inoltre, Putin ha sempre parlato di una fantomatica “denazificazione dell’Ucraina”, denunciando la preponderanza politica di nazionalisti estremisti ucraini. La Russia, in tali accordi, infine, richiedeva anche la diminuzione e il contenimento delle capacità militari dell’Ucraina.
Le divergenze negli accordi Russia Ucraina
Nelle trattative di marzo 2022 ci furono diverse divergenze fra Putin e Zelensky: anzitutto l’Ucraina non era disposta ad accettare qualsiasi limitazione territoriale, quindi limitazioni all’autodeterminazione del paese; in questo caso, il primo contrasto tra le due parti, sta nella volontà di avere un controllo territoriale sulla Crimea.
L’altra divergenza fra le due parti era la richiesta ucraina di coinvolgere le potenze occidentali come garanti della sicurezza di Kyiv, una garanzia che la Russia considerava una minaccia per i propri interessi strategici. La Russia voleva mantenere l’Ucraina sotto la sua sfera di influenza, mentre l’Ucraina cercava garanzie per proteggere la sua indipendenza e il suo allineamento verso l’Occidente.
Queste divergenze hanno portato al fallimento di tutti i tentativi di negoziazione del 2022. Ma non è tutto.
La posizione di NATO e Stati Uniti
Il professor Alessandro Orsini, in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, ha analizzato le altre ragioni per le quali gli accordi fra Russia e Ucraina saltarono nel 2022, ritenendo dirimenti anche gli interessi degli Stati Uniti e della NATO. Una delle prime ragioni fondamentali, secondo il professor Orsini, riguardava l’assorbimento di Finlandia e Svezia all’interno della NATO: un eventuale accordo, siglato fra Kyiv e Mosca nel marzo del 2022, avrebbe infatti potuto compromettere l’ingresso dei due nuovi membri all’interno della Nato.
L’interesse principale dell’Occidente, quindi, era l’espansione dell’area militare NATO e quindi il conseguente prolungamento dei confini con la Russia, più che la difesa dell’Ucraina. Ultimate l’avvenuta espansione, infatti, il direttore dell’ufficio privato del Segretario Stoltenberg, Stian Jenssen rilasciò una dichiarazione che apriva ad una strada mai considerata sin dall’inizio della guerra, ovvero la possibilità di cedere territori ucraini alla Russia per mettere fine alla guerra.
Soltanto dopo l’ingresso di Finlandia e Svezia Jenssen aprì a questa possibilità, come se l’Ucraina avesse esaurito la sua importanza strategica per Stati Uniti e NATO. Ciononostante, la NATO si affrettò a ribadire sin da subito il totale sostegno all’Ucraina, smentendo la possibilità di cedere territori a Mosca.
Un’altra preoccupazione di Washington era infatti quella che potesse nascere un’alleanza politica e strategica fra Germania e Russia, che avrebbe messo in pericolo il predominio degli Stati Uniti sull’Europa. La continuazione della guerra sarebbe quindi avvenuta anche per tenere Berlino e Mosca lontane, rendendo insanabile una composizione delle posizioni tra le principali potenze europee.
Nella costellazione di cause che hanno portato al fallimento dei tentativi di accordo fra Russia e Ucraina, non vi sono quindi solo le numerose divergenze fra le due parti in causa, ma anche gli interessi geopolitici particolaristici del blocco militare a guida statunitense, che hanno inevitabilmente influenzato l’esito di tali accordi. Oggi le possibilità di dialogo per una tregua riemergono saltuariamente, ma rimangono ancora lontane o comunque mai vicine come lo furono nei primi mesi di guerra.
Claudio Napolitano
Fonte immagine di copertina: depositphotos.com















































