Si può dire che Buffalo Bill sia il pioniere del native advertising. Infatti, già nel 1885, per promuovere il suo Buffalo Bill West Show, uno spettacolo circense in cui venivano rappresentate famose ambientazioni western, Buffalo Bill ebbe l’intuizione geniale di inserire nei poster pubblicitari dello show una figura tanto amata dal pubblico: Toro Seduto. Buffalo Bill sapeva che l’immagine di Toro Seduto rappresentata nei poster pubblicitari avrebbe attirato maggior affluenza, e così fu.

Ma che cos’è, per chi potrebbe non saperlo, il native advertising? Il termine è usato per indicare un supporto pubblicitario a pagamento, ideato e progettato per integrarsi in maniera ottimale con i contenuti di una fonte multimediale. Il native advertising si adatta al design visivo e alla funzione dei contenuti in cui si inserisce, in modo da apparire, agli occhi degli utenti, piacevole e accattivante. È meno invadente rispetto ai formati di annunci tradizionali come i banner pubblicitari, oltre al fatto che la pertinenza contestuale dell’annuncio aumenta le probabilità di clic e aumento delle conversioni. Infatti, proprio per la sua capacità di inserirsi in modo armonioso nel contesto, il native advertising, offerto da aziende di digital marketing come Ediscom e Nativo, consente di conquistare enormi porzioni di pubblico in linea con l’attività e i prodotti di ciascun cliente.

Optare per questo genere di campagne è una mossa vincente. Statisticamente, gli utenti sono attirati il 53% in più da questo formato rispetto agli annunci e ai banner pubblicitari tradizionali. Inoltre, aumentano del 18% l’intenzione di acquisto.

Il native adv non è invadente o noioso come lo possono essere i banner pubblicitari. A questi ultimi, infatti, molto spesso non si presta nemmeno più attenzione. Invece, il native sa coinvolgere l’utente, sa attirare la sua attenzione in maniera piacevole e curiosa.

Ma come fare campagne di pubblicità nativa? Vediamo insieme qualche esempio pratico.

Sponsorizzazioni sui social media

I post sponsorizzati sui social rappresentano uno dei modi più comuni di fare native advertising online.

I contenuti che vengono promossi compaiono nel feed di Instagram come post normali, con la sola differenza che, sotto il post, è possibile visualizzare la scritta “sponsorizzato”. Come dicevamo, un contenuto del genere, nonostante gli utenti siano consapevoli della sua natura pubblicitaria, non infastidisce, non è invadente, e molto spesso rispecchia anche il nostro gusto da consumatori.

Sponsorizzazioni mediante influencer

Un altro metodo efficace per fare native advertising è quello di affidarsi agli influencer per sponsorizzare i vostri prodotti. Come sappiamo, gli influencer hanno un seguito più o meno alto sui loro profili social. Instaurare delle partnership commerciali con loro è utile in quanto ciò che si intende promuovere sarà visto da tutto il seguito dell’influencer, e soprattutto per il fatto che potrete avvalervi di una forma di pubblicità coinvolgente, che attira l’attenzione degli utenti, e di successo.

Widget sponsorizzati

Un’altra forma di pubblicità nativa consiste nello sponsorizzare gli annunci tramite widget su riviste o giornali online. I widget rispettano il design visivo delle pagine, pertanto saranno identici ai post dedicati agli articoli della rivista o del giornale. L’unico elemento che li distinguerà dagli altri sarà la dicitura “post a pagamento” con accanto il logo di chi promuove il contenuto. Questo tipo di annuncio, essendo inserito perfettamente nel contesto della pagina interessata, sarà in grado di attirare l’attenzione in maniera naturale e non forzata, aumentando in maniera consistente le possibilità che gli utenti ci clicchino sopra e vengano rimandati a una pagina dedicata (landing page) che contiene il contenuto pubblicitario.

Conclusione

Come abbiamo visto, il native adv è uno strumento molto efficace per promuovere e sponsorizzare i propri annunci. Non annoia, non è invadente, e sa attirare e coinvolgere l’attenzione degli utenti. Occorre, però, sapere creare contenuti di qualità e saper inserire gli annunci nelle pagine e nei canali più pertinenti.

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