Azionariato popolare

Il mese di novembre è stato caratterizzato da un fenomeno alquanto inusuale nel mondo del calcio: il Real Murcia ha chiesto ai propri tifosi (e non) di contribuire all’aumento del capitale comprando azioni e diventando allo stesso tempo soci del club spagnolo. Una vera e propria campagna di “azionariato popolare”, conosciuto anche come “fan ownership”. Ma cos’è questo azionariato popolare?

L’azionariato popolare, nato e sviluppato nel Regno Unito (dove è chiamato “Popular Club”), si può definire come una diffusione della proprietà azionaria presso il pubblico dei tifosi, dove il club è costituito da un grande numero di membri capaci di apportare le risorse necessarie al sostentamento del club ed hanno diritto di voto per eleggere un presidente ed un comitato direttivo che si occupa direttamente della gestione societaria. Gli esempi più famosi vengono portati da Barcellona e Real Madrid, i quali possono contare su migliaia di soci/tifosi spinti dall’emotività e dall’affetto verso la propria squadra.

Tornando al Real Murcia, lo storico club spagnolo non sta vivendo uno dei suoi momenti migliori. E per questo ha deciso di aumentare il capitale per fare fronte al pagamento degli stipendi arretrati e per saldare i debiti con il Tesoro spagnolo. E così, nella terza fase dell’aumento di capitale, il consiglio di amministrazione del club ha lanciato un’interessante iniziativa che si è poi diffusa in tutto il mondo. Il Murcia ha messo in vendita 150 milioni di azioni societarie, a prezzi davvero bassi: 0,122 euro per una singola quota societaria. Acquistando 390 azioni è addirittura possibile presenziare all’assemblea dei soci. Nel giro di pochi giorni milioni di azioni sono state vendute. Tantissimi appassionati di calcio hanno dAzionatario popolareeciso di contribuire alla causa murciana. Ed i numeri sono pazzeschi: 20.976 nuovi azionisti, 5.819.430 azioni vendute per un totale di 709.970,46€.

(fonte: realmurcia.es)

Adesso si è creato un vero e proprio movimento intorno al Real Murcia. Sono nate nuove fan page dedicate al club spagnolo, sia su Facebook che su Instagram. Addirittura, nel gruppo Facebook “Real Murcia Italia”, si sta procedendo a stilare una lista di tutti gli azionisti italiani. Una sorta di cordata, insomma. Inoltre, stando ai numeri rilasciati da “OrgulloGrana”, sono circa 3.500 gli azionisti italiani, secondi soltanto agli spagnoli (12.000). Ma tutto questo è possibile in Italia?

Partiamo da una premessa: l’azionariato popolare è poco diffuso in Italia. Lo si conosce soltanto tra le serie minori del calcio nostrano. Principalmente ci si serve dell’azionariato solo con lo scopo di salvare le società calcistiche dal fallimento. Proprio per questo, piccole società si avvalgono di tale iniziativa. Esempio: l’Arezzo, primo club italiano con una quota azionaria di proprietà di un comitato creato dai tifosi, “Orgoglio Amaranto”, che possiede il 2% della società. Un altro esempio di associazione di tifosi che possiede una parte del capitale sociale del proprio club è quello fornito da MyRoma, associazione che secondo il proprio Statuto “ha lo scopo di creare una rappresentanza responsabile e democratica di appassionati della squadra della Roma calcio che intende collaborare con la AS Roma SpA”. Inoltre, MyRoma è affiancata da “Supporters Direct”, un’organizzazione no-profit che si occupa di promuovere la partecipazione dei tifosi al capitale delle società, collaborando con gruppi di tifosi e appassionati in tutto il Vecchio Continente.

Caratteristica principale dell’azionariato popolare è la nascita ”dal basso”. Sono i tifosi il vero motore di questa pratica sportiva. In Italia sono tante le associazioni sportive che hanno deciso di affidarsi a questi modelli. E la lista è davvero lunga (CLICCA QUI PER LEGGERLA): AC Rimini 1912, US Lecce, Vicenza Calcio, Lucchese Libertas 1905, Sanbenedettese e tante altre. Una delle più recenti iniziative legate all’azionariato è quella legata alla Reggina. Nel dicembre del 2014 la squadra calabrese ufficializzò l’azionariato popolare, durato 60 giorni con le stesse modalità del Real Murcia: qualsiasi tifoso o amante della Reggina Calcio poteva sottoscrivere un pacchetto azioni (15 euro ciascuna) e contribuire all’aumento del capitale sociale. Inoltre, il club amaranto, mise su una sorta di pacchetti regalo in vista del Natale: “Reggina 4 Christmas”, con 90 euro si potevano acquistare 6 azioni e ricevere in omaggio 2 biglietti per le successive tre partite casalinghe.

Insomma, in Italia ci sono belle favole da raccontare. A volte ci chiediamo come sarebbe il calcio se non ci fossero i tifosi e, forse, questa domanda non dovremmo neanche farcela, perché già tutti conosciamo la risposta. Il calcio è dei tifosi, gli stessi che macinano chilometri pur di seguire i propri istinti, ancor più che le proprie passioni. Ovviamente bisogna saper discernere, vederci chiaro: con l’intelletto, più che con la vista. E le società calcistiche, anche le più blasonate, dovrebbero tenerlo a mente: basta con lo sfruttamento di chi ogni anno, puntualmente, rinnova il proprio abbonamento. Diamo voce ai tifosi, non solo sugli spalti. Facciamo in modo che possano contribuire alla governance di ogni club. Perché sono loro il vero cuore pulsante della “macchina” calcio.

Michele Ranieri

CONDIVIDI
Corporate Communication & Media 📚 Laureato in Editoria e Comunicazione📰Cerco l'hamburger perfetto🍔 Amante delle Serie Tv, lunatico. Fanatico di Ibra, amo viaggiare e stare con gli amici. Toglietemi tutto ma non il calcio ⚽