Plastic Busters Mpas, il progetto internazionale per la tutela del Mediterraneo

Il progetto Plastic Busters Mpas nasce grazie ai fondi dell‘ Unione Europea per lo sviluppo regionale con l’obiettivo di studiare e proteggere le aree marine del Mediterraneo in pericolo a causa dell’inquinamento dovuto alla plastica.

La plastica è  un problema sempre più consistente per la vita degli uomini e degli ecosistemi. Essa è impiegata negli usi più disparati della nostra quotidianità e ha un impatto molto forte sia sulla salute degli umani che sull’ambiente dato che è completamente costituita da sostanze chimiche.

Durante i processi di smaltimento solo il 14% della plastica viene correttamente avviato agli impianti di recupero materia e, purtroppo, molti residui vengono dispersi finendo in mare o in discariche abusive disseminate in diverse aree dell’Europa. Per questo motivo gli ambientalisti sono allarmati dal fortissimo tasso di inquinamento che questo materiale apporta.

Finalmente gli appelli di associazioni no profit e del mondo della scienza sono stati accolti dal progetto: il fondo dell’Unione Europea per lo sviluppo regionale ha stanziato 5 milioni di euro per il progetto Plastic Busters Mpas dedicato alla tutela delle aree protette del Mediterraneo e alla valutazione dell’impatto delle plastiche e delle microplastiche sulla fauna marina con il fine di attuare politiche nazionali comuni per la lotta all’inquinamento del Mediterraneo considerato, secondo recenti studi, il mare con concentrazione di microplastiche più alte al mondo.

Plastic Busters MPAs coinvolge 15 paesi europei tra cui Italia, Spagna, Francia, Grecia, Albania, Croazia e Slovenia. Si tratta del primo progetto su scala mediterranea in cui i paesi dell’Unione Europea e alcuni paesi candidati all’adesione uniscono le forze per affrontare in maniera coordinata la problematicità dei rifiuti marini.

Esso nasce dall’iniziativa dei membri dell’associazione ISPRA e dei ricercatori di ecolologia marina ed ecotossicologia ambientale dell’Università di Siena coordinati dalla professoressa Maria Cristina Fossi che da anni dedica le proprie ricerche scientifiche a questi temi e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito

Lo scopo è principale è quello di definire misure di sorveglianza e prevenzione dell’inquinamento marino a causa dei rifiuti plastici, sviluppare un quadro comune di azioni, di politiche e di legislazione, definire un Piano di Governance congiunta ed estendere le buone pratiche individuate anche a tutte le aree marine protette del Mediterraneo.

Nicoletta Crescenzo

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