guidare, barriere, libertà
Grafica a cura di Tony Baldini

Chi al giorno d’oggi è affetto da disabilità, deve scontrarsi con ogni tipo di barriere architettoniche e psicologiche anche nello svolgimento delle attività che per tutti sono naturali e normali. Il cervello si impone dei limiti a causa di paure e della regressione della propria libertà: normalmente, mettersi alla guida della propria auto e viaggiare ininterrottamente per alcune decine di chilometri può aiutare a smaltire la tensione. Guidare non è facile per tutti, soprattutto per chi è affetto da handicap fisici.

Normalmente si potrebbe decidere di entrare in auto, scegliere un bel posto in cui trovare pace e serenità per allentare qualche rabbia o lo stress che si accumula nel tempo. Purtroppo esistono numerose barriere che un disabile deve abbattere prima di mettersi alla guida. Innanzitutto c’è la concretezza di avere limiti fisici che causano altre sofferenze.

Guidare un’automobile è un’impresa difficile per i disabili: innanzitutto, sorge il problema di dover muovere i piedi sui pedali di freno, frizione e acceleratore. Gli ingegneri meccanici hanno lavorato nel corso degli anni per rendere accessibile la guida ai disabili e ai canonici pedali hanno sostituito delle manopole molto dettagliate e sofisticate che hanno posizionato vicino al volante.

Inoltre, gli ingegneri, pur di poter garantire al disabile una propria autonomia nella guida e pur di poter abbattere le barriere, solitamente rilasciano un certificato in cui è scritto a chiare lettere che ogni casa automobilistica deve impegnarsi a creare un’automobile che possa agevolare i disabili. Anche se le auto sono già in commercio, le case automobilistiche devono modificare pedali, volante e carrozzeria per poter consentire l’impiego funzionale a chi combatte contro ogni tipo di barriera dovuta agli handicap.

Dal punto di vista psicologico, il disabile può finalmente avere un’idea di libertà e di uguaglianza con gli altri: può sentirsi padrone di qualcosa che gli consente di essere alla pari con i compagni e soprattutto può assaporare la facilità di poter guidare un’automobile. Tutto risulterà adeguato e soprattutto sarà possibile avere controllo di ogni singolo pezzo della macchina: pedali, pulsanti e ausili elettronici.

Per i disabili che hanno subito dei traumi cranici, è stato inventato un modo per abbattere le barriere: l’automobile sarà dotata di un satellitare con navigatore interno per poter permettere all’individuo di muoversi in città e ritrovarla una volta parcheggiata.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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