Ivan Cottini, Sclerosi multipla, barriere
Grafica a cura di Tony Baldini

Le più grandi barriere non sono quelle costruite dagli architetti frenetici, ma quelle che la vita impone all’improvviso. Un esempio è Ivan Cottini: ex fotomodello marchigiano e  ballerino professionista, da circa sei anni combatte con una grave forma di sclerosi multipla che gli ha imposto barriere fisiche e psicologiche molto difficili da superare.

Ivan Cottini dimostra sempre una grande forza: il suo motto “Non esiste oceano che non possa essere superato” è l’emblema di come sia riuscito ad abbattere ogni tipo di pregiudizio. Ha continuato a sognare, a vivere con tenacia e con un forte attaccamento alla vita senza farsi condizionare dalla sclerosi multipla.

Abbiamo intervistato Ivan Cottini per cercare di capire in che modo è cambiata la sua vita e come ha reagito alla malattia e alle barriere che questa gli ha imposto.

Con la sclerosi multipla la vita ti ha cambiato? Chi era Ivan qualche anno fa? E chi è Ivan oggi?

«Sicuramente la sclerosi multipla mi ha cambiato e fatto sviluppare una sensibilità tutta nuova verso le persone e ciò che mi circonda, oltre ad offrirmi una nuova opportunità di vita: è sicuramente una vita più complicata e difficile rispetto a quella che conducevo prima, ma è ugualmente interessante. Prima conducevo una vita frenetica perché facevo il modello, andavo su e giù per l’Italia, avevo orari fuori dal comune, con tantissimi eccessi e tante tantissime cose belle che ora ritengo quasi superflue. La definirei una vita col paraocchi; ma ora vivere una vita più rallentata e da seduti mi ha fatto scoprire cose che prima non sapevo nemmeno che esistevano.»

A causa della malattia hai dovuto abbandonare i tuoi sogni?

«Ho abbandonato tutto solo per un anno circa, nel periodo post diagnosi quando ancora non avevo capito bene come controllare il mio corpo che stava cambiando, e come avere io il controllo sulla malattia per cercare di non farle prendere il sopravvento. Appena ho avuto modo di rimettermi in sesto, sono tornato a fare ciò che mi piaceva e a sognare addirittura avvicinandomi alla danza e oggi sono diventato il primo al mondo malato di sclerosi multipla che balla. È questa è la prova che si può essere protagonisti e registi della propria vita anche se malati e circondati da barriere e che nessuno può fermare il volere o sogno di un uomo.»

Quali sono le difficoltà e le barriere che ti sono state poste?

«Purtroppo devo rispettare molto gli orari e non nego che faccio una fatica immensa: vivo di orari scanditi dal tempo delle medicine e dai terapisti. Inoltre, sono costretto a rispettare una serie di regole per preservarmi da rischi, ma io non ci riesco: sono uno spirito libero e ribelle,e forse è proprio questa la mia forza.»

Quali sono i consigli che daresti a chi purtroppo è stato colpito da una malattia improvvisa e ha visto la vita trasformarsi?

«Il mio consiglio più spassionato è quello di fare ogni giorno tutto quello che conduce alla strada della felicità e di non rimandare nulla al domani. Però, non bisogna dimenticare che bisogna ragionare con la propria testa. Soprattutto, è bene ricordare che ognuno di noi ha un grande potere nella propria quotidianità: scegliere se vivere da malati o da protagonisti. Io ho optato per la seconda scelta e non me ne pento affatto.»

Eugenio Fiorentino

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