Straid, la proiezione di luci e ombre nello specchio del sè
Fonte: Red&Blue Music Relations

Un’unione esplosiva di processi di percezione e produzione musicale traboccanti, nelle quali l’artista risulta decisamente abile nell’amalgamare riflessioni attuali e accattivanti a sonorità di grande carattere e unicità. Così potremmo sintetizzare la musica di Straid, artista che ha recentemente rilasciato il singolo Riflesso”, disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale.

Al di là della minuziosa attenzione estetica e melodica, estremamente curata in ogni dettaglio e scelta, ciò che colpisce del brano di Straid è la profondità della lirica incentrata sull’insieme di percezioni, sensazioni e cognizioni che un individuo ha di sé stesso e di tutte le sue dimensioni, processo vitale che, volenti o nolenti, modella, le nostre scelte, sentimenti e comportamenti.

La maniera in cui si percepisce la propria persona può indebolire o potenziare il controllo che si ha verso gli eventi. Accettare sé stessi radicalmente, nei propri limiti e nel proprio reale valore, esporsi gradualmente alle proprie sfaccettature, essere pronti a mettersi in discussione, comporta un calo progressivo dell’attivazione emotiva negativa, fino alla sua totale dissoluzione.

Per saperne di più su questo interessante progetto dalla chiara identità pop, abbiamo posto qualche domanda a Straid:

Oggi Libero Pensiero ospita Straid. In poche righe, per chi non ti conoscesse, potresti presentarti ai nostri lettori?

«Ciao, innanzitutto ci tengo a ringraziarvi per lo spazio concessomi. Per gli amici sono semplicemente Marcello, compongo canzoni da sempre: ho iniziato, dapprima, a scriverle per me stesso; poi, con il tempo, la voglia di mettersi in gioco mi ha portato a creare questo progetto. Non vivo di aspettative, cerco di godermi il presente. Anche se il percorso da emergente può essere complesso e tortuoso, ho sempre concentrato tutte le mie forze sulla mia professione di artista, su quanto sia soddisfacente, insieme ai ragazzi che lavorano con me, trasformare idee in realtà. Ciò che per ora ritengo più appagante, è il divertirsi reciprocamente. Ovviamente, ci prefiggiamo molti obbiettivi; tuttavia cerchiamo di affrontarli con la dovuta leggerezza. Sarà il futuro a dirci quel che ci aspetta!»

ll più recente singolo di Straid “Riflesso” è un brano al confine tra universi emotivi tra loro antitetici. Data la sua complessità, sorge spontaneo chiederti come sei riuscito a “cucire il vestito” intorno all’idea embrionale.

«Bellissima domanda. Personalmente mi è sempre piaciuto giocare con i contrasti, sopratutto legare testi più complessi dal punto di vista emotivo a delle strumentali che li rendono più scorrevoli e leggeri. “Riflesso” contiene al suo interno un duplice contenuto: è una rivendicazione fatta con tono giocoso. Bisogna possedere capacità di lettura e dissimulazione, mantenere una poker face. Ti dico che non mi piaci, ma mentre lo faccio, ballando in mezzo alla pista, mi bevo un drink; questo non significa che sto sminuendo l’essenza del messaggio, il mio intento è far capire che non sto soffermandomici troppo. Che senso ha dar peso a cose futili? Ti guardo, manifesto la mia opinione e proseguo imperterrito lungo il mio cammino. La base è nata partendo da questa idea, tutto in modo assolutamente spontaneo.»

Il concetto di sé svolge un triplice ruolo nella gestione complessiva della personalità: conserva l’armonia nelle raffigurazioni interiori delle differenti conoscenze e abilità, delimita l’insieme delle aspettative e, infine, orienta il modo di interpretare le varie esperienze che ci vengono proposte. Secondo l’opinione di Straid, quanto è importante riconoscersi nella propria integrità, nelle proprie autentiche attitudini e motivazioni?

«A mio parere, è fondamentale. Ritengo, che l’immagine che si ha della propria persona nella sua interezza sia un processo mentale che debba essere costruito nel tempo, dedicando le giuste attenzioni sia ai propri punti di forza che alle proprie fragilità. Per sapersi apprezzare, occorrerebbe imparare a conoscersi a fondo. Accettare i propri pregi e difetti, indubbiamente, non è facile. Non lo è stato per me in primis, ma ci sto lavorando: una volta compreso quale direzione intraprendere, risulta di gran lunga più semplice scoprirsi e riconoscersi. Cercare la propria unicità individuale è un’operazione da compiere, se si vuole intraprendere una vita che possa definirsi tale.»

Traendo spunto da quello che sinora è stato il tuo percorso, quali ritieni essere le caratteristiche che maggiormente contraddistinguono Straid?

«L’autenticità, la ricerca di una soddisfazione personale. Straid è un ragazzo in cerca di sé stesso e della propria strada nel mondo; per farlo decide di aprirsi alla gente, condividendo tutto quanto si porta dentro.»

Vincenzo Nicoletti

Vincenzo Nicoletti, classe '94. Cilentano d'origine, bresciano d'adozione. Oltre che per la scrittura, coltivo una smodata passione per i viaggi e per lo stare all'aria aperta. Divoratore onnivoro di libri e assiduo ascoltatore di musica sin dalla più tenera età.

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