Houston

È dall’arrivo di Chris Paul a Houston che non vi erano molti dubbi su quale fosse la serie più attesa ad ovest dai fan di pallacanestro. Bene, dopo due turni di playoff – come ampiamente previsto – non troppo complicati per entrambe, la sfida più attesa dell’anno è finalmente realtà. Non è una novità che Houston e Golden State si incontrino nella post-season, dal 2015 è accaduto già due volte ma mai si era ritenuta in pericolo la qualificazione per gli uomini della Baia. Nel 2015, i Rockets – che avevano rimontato nel turno precedente uno storico 1-3 ai Clippers di Chris Paul – furono spazzati via 4-1 proprio nelle Finali di Conference. Anno dopo, primo turno, stessa sorte e stesso punteggio. Questa volta sarà diverso, o almeno l’aspettativa è che possano andare diversamente le cose. Che non vuol dire che i Rockets batteranno sicuramente gli Warriors ma che almeno ci possa essere un maggiore equilibrio in campo. Non secondo gli esperti di ESPN, che hanno pronosticato per l’86% una vittoria da parte degli uomini di Kerr. Solo in tre si sono avventurati in una possibile vittoria di Harden e compagni. Per dare “manforte” ai tifosi di Houston, va detto che le stesse possibilità di vittoria erano state date a Boston nei confronti di Philadelphia, e alla fine abbiamo visto tutti com’è andata a finire. Perché alla fine (fortunatamente) conta solo l’esito del campo.

Di seguito il calendario:
gara-1 a Houston nella notte tra lunedì 14 e martedì 15 (ore 3.00)
gara-2 a Houston nella notte tra mercoledì 16 e giovedì 17 (ore 3.00)
gara-3 a Oakland nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 (ore 2.00)
gara-4 a Oakland nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 (ore 3.00)

L’asterisco per indicare se sia necessario che di solito si riporta vicino a gara-5, 6- e -7 speriamo questa volta lo sia, perché l’aspettativa come detta è alta.

La differenza rispetto alle serie 2015 e 2016, oltre alla presenza di Chris Paul, è che per la prima volta in quattro anni gli Warriors non avranno dalla propria il fattore campo. Non accadeva da 14 serie che gli uomini di Steve Kerr non giocassero con una squadra che avesse un record migliore del loro, era il 2014 e Golden State fu eliminata al primo turno dai Clippers di quel Chris Paul che ora siede di fianco a James Harden. Poche settimane dopo sarebbe arrivato Steve Kerr e il resto è cosa nota. E il n.3 resta l’ultimo ad essere riuscito in quella che oggi è considerata un’impresa: fermare l’avanzata gialloblu ad ovest.

Ma cosa può fare Houston per provare a battere Golden State, una squadra che in enormi frangenti delle partite può permettersi il lusso di tenere seduti gente come Stephen Curry e Draymond Green perché in campo restano Kevin Durant e Klay Thompson?

I Rockets sono stati costruiti per seguire il modello-Warriors pur non disponendo della stessa quantità di talento. E l’arrivo di D’Antoni sulla panchina è solo la ciliegina finale sulla torta che Daryl Morey ha preparato avendo una base unica e deliziosa: Il Barba. E se non hai la stessa quantità di ingredienti di alta qualità, per competere devi essere in grado di far esaltare il sapore dei pochi di cui sei a disposizione. Più esplicitamente: se vuoi competere con Golden State devi fare in modo di costruire un sistema che esalti maggiormente i tuoi migliori giocatori, che in questo caso sono Harden e Paul. Un ragionamento che è anche alla base della costruzione della squadra di Kerr ma che ha assunto un ruolo minore dopo l’arrivo di Kevin Durant.

In un contesto di grande disparità di talento sarà la qualità dei tiri di Houston che farà la differenza in negativo o in positivo. E avere a disposizione non più un solo grande passatore ma due, potrà permettere maggiore soluzioni offensive per contrastare la difesa degli Warriors, che è straordinaria come il suo attacco. La squadra di D’Antoni ha prodotto il miglior basket offensivo in questa stagione, sia in regular che ai playoff, e per adesso ha la migliore percentuale da dietro l’arco (p.o.) distanziando la seconda, Boston, di oltre 7 punti percentuale. E se nei momenti di poca fluidità potrà cavalcare il mismatch Harden-Curry, bisogna comunque tenere conto che quando una squadra è costruita per tirare da fuori ha bisogno di alte percentuali per sopravvivere, altrimenti fatica enormemente. E contro Golden State faticare vuol dire sdraiarsi sul binario di un treno.

Michele Di Mauro

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