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Le squadre B dei club di serie A potranno competere in Lega Pro. Dopo l’apertura di Costacurta nei giorni passati adesso è arrivata l’ufficialità.  Il commissario straordinario della FIGC Fabbricini ha, infatti, firmato la delibera che permetterà una vera propria rivoluzione del nostro calcio. La notizia ovviamente ha fatto discutere. I primi ad opporsi a tale provvedimento sono stati i dirigenti della LEGA DI SERIE B, che, oltre ad essere estremamente infastiditi per non essere stati interpellati, hanno annunciato l’intenzione di voler convocare un’assemblea straordinaria al fine di chiedere modifiche della delibera. In realtà i pro e i contro di questa scelta sono molteplici e sicuramente, non essendoci la “distrazione del mondiale”, infiammeranno i dibattiti sportivi di appassionati e addetti ai lavori questa estate. Di seguito analizzeremo  prima gli aspetti  positivi e poi quelli negativi di questa rivoluzionaria scelta della FIGC:

MAGGIORE ESPERIENZA PER I GIOVANI – Si tratta probabilmente di una delle più grandi innovazioni degli ultimi anni del nostro calcio.  Questa scelta permetterà a tanti giovani di poter acquisire esperienza, migliorando la propria qualità proprio perché a contatto con una realtà totalmente diversa rispetto ad esempio a quella di un campionato primavera. Ad agevolare questa rapida maturazione sicuramente consiste il fatto che non tutte le seconde squadre di serie A avranno questo onore, ma soltanto quelle o quella con i requisiti “adatti”, selezionate in base a graduatorie, i cui criteri verranno stabiliti prossimamente  dalla stessa FIGC. Questo particolare provvedimento oltre a rendere il calcio italiano più somigliante ad altri europei, come quello spagnolo, dove questo provvedimento è già in atto da decenni, permetterà un maggiore investimento sui settori giovanili. Alessandro Costacurta, vice-commissario della FIGC ha espresso grande soddisfazione in merito, rilasciando alcune dichiarazioni al sito della federazione: “È una riforma di cui il calcio italiano sentiva l’esigenza per allinearci e per provare a colmare il gap con gli altri movimenti calcistici europei, perché consentirà a tanti giovani calciatori di maturare e far crescere la qualità dei nostri campionati e delle Nazionali azzurre, a partire dall’Under 21”. La compresenza in squadra di alcuni giocatori fuori quota, inoltre, può essere di grande aiuto per la completa maturazione dei giovani calciatori.  Sulla composizione delle rose si legge nel comunicato FIGC infatti, che: “le Seconde squadre potranno inserire nella distinta di gara 23 calciatori, di cui 19 calciatori nati dal 1 gennaio 1996 e da non più di 4 calciatori, tra cui uno nel ruolo di portiere, nati prima del 1 gennaio 1996, a condizione che questi ultimi non siano inseriti nell’elenco dei 25 calciatori per il Campionato di Serie A e non abbiano disputato più di 50 gare nel Campionato di Serie A. Almeno 16 calciatori inseriti nella distinta di gara dovranno essere stati tesserati in una società di calcio affiliata alla FIGC per almeno sette stagioni sportive.”

LATI POSITIVI: MAGGIORE POSSIBILITÀ DI METTERSI IN MOSTRA PER TUTTI – Questa scelta favorisce sicuramente la possibilità di mettersi in mostra e potrebbe accendere l’attenzione sui campionati minori. Ad emergere con questo provvedimento non sarebbero solo i giocatori o l’allenatore della Seconda Squadra di A che milita in B o lega Pro, ma anche giocatori e tecnici di altre squadre. Questi, infatti, al cospetto di dirigenti e probabilmente di osservatori di società che militano in serie A, spinti da ambiziose motivazioni, farebbero di tutto pur di mettersi in mostra e di conseguenza, se dotati di eccezionale talento, potrebbero essere scoperti con maggiore facilità. Si pensi insomma a quei tecnici e giocatori arrivati in serie A forse tardi come ad esempio Maurizio Sarri.

MAGGIORI INVESTIMENTI – I club sarebbero spronati a fare maggiori investimenti sui settori giovanili, migliorando strutture e investendo finalmente i quei vivai che molto spesso in molti non considerano o considerano poco. Si pensi al Barcellona o al Real Madrid o all’ Ajax che su queste basi sono riuscite a costruire la storia dei loro numerosi successi a livello internazionale o nazionale. C’è poi da considerare il fattore spettacolo e inevitabilmente una squadra di serie A, specie se una big, comunque sia fa audience e di conseguenza potrebbe far lievitare i costi dei diritti TV.

I LATI NEGATIVI: RIPERCUSSIONI SUL MERCATO – Probabilmente con questa scelta verrebbero a diminuire un sistema di mercato che nelle serie inferiori è una vera e propria àncora di salvataggio per molti club, impossibilitati economicamente a fare grandi stravolgimenti o grandi investimenti.  Certo alcune volte i risultati sono stati mediocri e al di sotto delle attese, ma altre volte questi prestiti si sono rivelati dei veri e propri affari. Si pensi ai colpi Immobile e Insigne che nella stagione 2011-2012 sono stati i protagonisti della grande cavalcata in serie A o Puscas che nella passata stagione fu uno degli artefici della promozione del Benevento.  La riduzione di questo sistema nelle serie inferiori potrebbe abbassare il tasso tecnico di alcune squadre indipendenti, cosiddette “provinciali”.

 LA QUESTIONE PROMOZIONI E I CAMPIONATI NOIOSI – Sebbene ufficiale, questo provvedimento sembra ancora in via di definizione, soprattutto considerando la reazione che questa ha scatenato. Al centro delle innumerevoli polemiche ci sarebbe  la questione relativa alle promozioni e alle retrocessioni. Secondo quanto riportato dal comunicato FIGC: “in caso di retrocessione della Seconda squadra al Campionato di Serie D, la società di riferimento non potrà iscriversi al Campionato dilettantistico e potrà accedere con la Seconda squadra al Campionato di Serie C successivo, soltanto se residui ancora disponibilità dopo che siano state soddisfatte le richieste delle nuove Seconde squadre.” Questa condizione di “ non retrocessione” sembra essere forse il lato più discutibile del provvedimento, poiché qualcuno ritenuto come una mancanza di responsabilizzazione dei giovani. La paura è che alcuni giocatori consapevoli di non retrocedere potrebbero, utilizzando termini scolastici “sedersi sugli allori”, consapevoli della propria impunità e questo certamente non forgerebbe il loro carattere. Conseguentemente ne deriverebbe il timore di campionati noiosi con squadre leziose perché consci del fatto di non retrocedere. In tal senso, però, in molti chiedono quei chiarimenti che potrebbero avere probabilmente quando la Federazione pubblicherà criteri e graduatorie. Per le promozioni e in modo particolare per la serie B il discorso resta aperto. Ufficialmente esse potranno partecipare al campionato cadetto  senza possibilità di essere promosse nella massima serie , purché la prima squadra non retroced, .La preoccupazioni di questa scelta sono state espresse tutte nel comunicato del presidente della Lega di Serie B Balata, il quale ha mostrato  tutto il suo disappunto per una scelta che è stata caratterizzata “da una totale assenza di confronto e condivisione”, ritenendo questo provvedimento estremamente dannoso per i club di B e che potrebbe comportare “danni economici per i club e di interesse per i tifosi”. Il timore è, infatti, che l’introduzione di questi club rischi di pesare gravemente sulle classifiche finali del campionato cadetto. La protesta, dunque, non si farà attendere. Come si evince dal comunicato, la Lega di Serie B ha annunciato misure decise, come la convocazione di un’assemblea straordinaria col fine di chiedere “la revoca e/o la modifica del provvedimento” e avverte: “Gli organi della Lega B sono in ogni caso mobilitati in sede permanente per adottare ogni iniziativa ritenuta utile per contrastare tale provvedimento anche relativamente ai playoff ed ai playout della corrente stagione sportiva e al blocco del campionato della prossima”.

Insomma tante polemiche e discussioni che preannunciano un estate infuocata per il calcio italiano, che senza il mondiale sta iniziando a riflettere sul proprio futuro.

 

Fonte immagine in evidenza: Figc

 

Giovanni Ruoppo

 

 

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