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La tradizione storica dei bagnolesi: il bar Sandomingo

Fonte: Luino Notizie

Con il solito appuntamento della settimina, anche questa volta la rubrica Il Ventre di Napoli ha qualcosa da proporvi. La settimana scorsa, come luogo storico della città abbiamo trattato una delle caffetterie più antiche: il Gran Caffé Gambrinus, tra quelli più intriso di storia. Ma ci sono storie più conosciute e storie meno conosciute che ancora oggi rappresentano la tradizione napoletana anche come luoghi simbolici in particolari zone della città di Napoli, come il bar Sandomingo.

Di quelle conosciute si potrebbe fare un elenco davvero molto lungo, lo sappiamo: la tradizione napoletana non ha nulla da invidiare a nessuno per quel che concerne il settore culturale o gastronomico. Perché Napoli ha segnato la Storia in periodi anche molti delicati (basta solo pensare alle Quattro giornate di Napoli) ma per lasciare i piedi per terra, questa città ha segnato e segna tutt’ora grandi primati, delle volte nemmeno tanto conditi se invece pensiamo al caffè o alla caratterizzante pasticceria napoletana. Ci sono cognomi che hanno scritto la Storia e ancora caratterizzano la cultura napoletana: dal centro della città alla periferia, ci sono locali la cui tradizione ha origine dal 1940 e ancora oggi offrono la loro passione ai napoletani e ai tanti turisti curiosi di conoscere i locali e le tradizioni storiche di una città come Napoli che, quando pensi di conoscerla tutta, è lì che ti dimostra il contrario.

Il centro di Napoli è ricco di questi locali, ci sono angoli di città che nessuno dimentica perché ancora si percepiscono odori molto invitanti; ci sono angoli di città che incutono meno paura, perché lì c’è la pizza da Michele, mica una qualsiasi. Ci sono zone abbandonate e dimenticate, ma in quelle zone c’è la storia della città, dei suoi lavoratori, di locali ristrutturati e adattati alle necessità della città. Poi ci sono gli affezionati, della tradizione ma anche della qualità, alcuni per nulla al mondo cambierebbero il bancone da dove sorseggiano il loro amato caffè. Perché il napoletano ama la tradizione ma ama anche la qualità ed il suo spazio, come un rituale che non bisogna in alcun modo minare.

Così come a Napoli centro, anche in periferia ci sono storie belle come dicevamo, di lavoratori che hanno affrontato tante crisi economiche, ma sono riusciti a resistere ai ricorsi storici e ad offrire la propria tradizione crescendo la propria e l’altrui generazione, diventando un riferimento territoriale, in particolare per i nostalgici che ancora oggi si ritrovano nello stesso posto, per vivere come da bambini l’emozione di ritrovarsi in quello spazio, con gli amici, per condividere un momento come il caffè quasi considerato sacro. È il caso del bar Sandomingo, le cui sedi sono disposte in varie zone di Napoli. Ma c’è una zona in particolare che risulta essere particolarmente legata a questo bar: Bagnoli.

Una tradizione che come tante altre ha origine dal lontano 1940, approdo sicuro per i bagnolesi ancora residenti e per chi, invece, ha dovuto lasciare la sua città rappresenta sicuramente un riferimento per saltuari rientri a casa. Un bar pasticceria molto frequentato, per qualità che molti cittadini riconoscono, ma anche e soprattutto per essere considerato il bar di Bagnoli, quello storico, il bar dei Campi Flegrei, come il titolo di una canzone di Bennato:

“Gente che passa, che suono che fa…
non è un paese, non è una città.
Ma era dolce, era dolce per me…
quella strada mi è cara, la più cara che c’è…

Campi Flegrei, gente che va,
tempo d’aprile, qualche anno fa.
Vecchio pianino, suona per me
quella canzone… Campi Flegrei…”

Bruna Di Dio

Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.

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