Campi estivi senza barriere: alla ricerca di coesione e socialità

Arrivata l’estate, le scuole chiudono e i ragazzi, liberi dallo studio e dai compiti quotidiani,  possono dedicarsi ad attività ludiche o riposanti: le alternative sono i bellissimi campi estivi che in ogni parte d’Italia prendono il sopravvento nella calda stagione. Però non è semplice per tutti affrontare l’estate in questo modo: coloro che sono affetti da patologie e hanno alcune difficoltà nei movimenti, vanno alla ricerca dei campi estivi senza barriere che facilitano la socialità a favore dei ragazzi disabili.

Quotidianamente ci si rende conto quanto l’emarginazione regni sovrana verso qualsiasi disabile: così i campi estivi propongono un totale stacco dalla vita quotidiana fatta di discriminazioni e insidie, regalando momenti felici in alternativa alla solitudine. Ma il vero obiettivo dei campi estivi senza barriere è quello di creare una serie di gruppi amicali che servono all’educazione alla condivisione. Inoltre, poiché i ragazzi disabili sono soggetti a doversi sottoporre ogni giorno a diverse terapie, queste strutture prive di barriere garantiscono la tramutazione in svago delle suddette terapie, evitando ogni tipo di difficoltà e discriminazione.

In particolare, sono i deficit logopedici e cognitivi a creare più barriere in assoluto: in opposizione, è bene ricordare le attività svolte dall’AID (Associazione Italiana Dislessici), collaborante con il Centro F. A. R. E. di Perugia, che tramite giochi e tecniche compensative e alternative aiutano i ragazzi disabili a studiare e a divertirsi allo stesso tempo, mirando ad offrire loro una maggiore autonomia.

Tra i deficit a più rischio di regressione senza la dovuta stimolazione spicca l’autismo: risulta indispensabile e necessario creare delle strutture particolari e prive di barriere anche per gli autistici. Durante l’estate, quando la scuola è oramai finita, i ragazzi e i bambini autistici che frequentano i campi estivi senza barriere vengono sottoposti a progetti educativi senza essere isolati e discriminati. Alcuni progetti educativi vengono organizzati attraverso la tecnica del know howi bambini, sottoposti a un gioco-forza, dovranno creare coesione e solidarietà tra loro, mettendo da parte la peculiare apatia che li contraddistingue, ma soprattutto imparare la giusta attivazione del corpo in base ai movimenti da svolgere.

Durante i campi estivi, i ragazzi disabili possono frequentare anche piscine senza barriere: attraverso l’importante supporto dell’IKT (IdroKinesiTerapia), i ragazzi possono vivere le emozioni di un’escursione, vivere pienamente il contatto con la natura e mettere in moto la loro volontà di scoprire novità interessanti.

In questo contesto, hanno ovviamente un ruolo fondamentale gli educatori: questi, affiancati da psicologi potranno seguire i bambini nelle attività ludiche dei campi estivi senza barriere. Solo in questo modo tutti potranno vivere una buona estate.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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