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«In Israele vige questa strana situazione in cui gli extracomunitari legiferano e fanno leggi razziali contro la popolazione autoctona che adesso è rappresentata dal 20% degli arabi». La questione palestinese potrebbe essere riassunta in queste poche righe di Vittorio Arrigoni, attivista rapito e morto in Palestina nel 2011. Ma nella maggior parte dei casi non lo è: la storia che viene raccontata è un’altra. Perché?

All’interno di questa storia, Israele e Palestina sono soltanto due dei tanti attori coinvolti. In realtà, si potrebbe dire che la questione palestinese nasce – in potenza – prima ancora dell’esistenza stessa dei due Stati.

La questione palestinese in 10 tappe

1) Verso la fine dell’Ottocento la situazione in Medio Oriente è questa: c’è l’Impero Ottomano, che è una vasta entità sovrastatale che garantisce una certa autonomia ai vari popoli sotto il suo dominio (compresi quelli della futura Palestina), e in Europa cominciano ad esserci i primi segni del sionismo, il movimento nazionalista ebraico, che aspira ad una terra per tutti gli ebrei sparsi nel mondo e che, dopo diverse proposte, la identifica nella Palestina. Nel 1882 c’è la prima Aliyah, l’ondata di immigrazione con cui tra i 25.000 e i 35.000 ebrei si stabiliscono in Palestina. Non viene considerato che c’è già un popolo, quello arabo, che abita quelle terre. Alcuni sionisti giustificheranno la loro venuta con la volontà divina. Siamo agli albori della questione palestinese.

2) Nel 1917 il Ministro degli esteri inglese Balfour pubblica la Dichiarazione di Balfour, che riconosce agli ebrei il diritto di formazione di “un focolare nazionale” per il loro popolo in Palestina, legittimando qualcosa che in realtà stava già avvenendo con le aliyah. La Palestina in quegli anni è nelle sfere di influenza della Gran Bretagna, nonostante dovesse essere governata da un mandato internazionale.

Ed è in questi anni, dal 1920 al 1948, che la questione palestinese inizia ad emergere: da una parte ci sono gli immigrati ebrei (che arriveranno a 360.000 unità negli anni ‘30), dall’altra aumentano le ostilità fra le due popolazioni, data soprattutto dal fatto che gli ebrei immigrati, favoriti dalla Gran Bretagna, si erano impadroniti di terre, industrie e lavoro. Nel 1936, però, c’è la Grande Rivolta Araba, che dura quattro anni e porterà ad un ridimensionamento dell’appoggio della Gran Bretagna ai progetti dei sionisti, che in quegli anni si avvalevano anche di organizzazioni militari (Haganah) e paramilitari (Irgun) per portare avanti il loro progetto nazionalista.

3) Nel 1947 la questione palestinese è effettivamente un problema internazionale: le Nazioni Unite approvano un piano di partizione in due Stati, nonostante si parli di 1,2 milioni di arabi e 600.000 ebrei, con Gerusalemme proclamata città internazionale. Questo piano viene accettato dal movimento sionista e rifiutato dai palestinesi. Inizia l’eccidio: le forze paramilitari e sioniste scacciano i palestinesi dalle loro terre e massacrano chi si rifiuta di farlo: su questi territori viene proclamato lo Stato d’Israele nel maggio 1948, ricordato dal popolo palestinese come Nakba (catastrofe).

Nel frattempo centinaia di profughi palestinesi si riversano nei territori circostanti e inizia una guerra con Israele da un lato e la Lega Araba (Siria, Egitto, Libano, Arabia Saudita, Iraq e Transgiordania) dall’altro. Vincerà Israele un anno dopo, guadagnando nuove terre e prendendosi il 78% della Palestina.

Questa mappa mostra i confini della Palestina modificati in seguito alle guerre.

4) In questi anni la tensione cresce e nei territori palestinesi c’è una forte tensione verso la liberazione nazionale. Nel 1964 nasce l’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) con l’obiettivo di liberare la Palestina con la lotta armata. Tre anni dopo esplode un nuovo conflitto: la Guerra dei sei giorni, che vede contrapposti Israele da un lato ed Egitto, Siria e Giordania dall’altro. In sei giorni Israele vince e occupa militarmente la Cisgiordania, Gerusalemme est, la Striscia di Gaza, il Golan siriano e il Sinai egiziano. È questo un momento fondamentale della storia della questione palestinese: quell’occupazione, infatti, dura ancora oggi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Profughi palestinesi in est Giordania, 1968.
Photo credits U.N. Relief and Works Agency, archivio

5) Nel 1973 scoppia la Guerra dello Yom Kippur: una coalizione guidata da Egitto e Siria attacca Israele durante la festività ebraica dello Yom Kippur, mettendolo per la prima volta in difficoltà. La guerra si fermerà grazie ad un cessate il fuoco negoziato dalle Nazioni Unite. La situazione dei palestinesi nei territori occupati, però, rimane la stessa, mentre l’OLP viene dichiarata rappresentante del popolo palestinese nel 1974.

6) Anche gli anni 80 sono segnati dalla guerra: il Ministro della difesa Ariel Sharon invade il sud del Libano nel giugno 1982, scontrandosi anche con l’esercito siriano, hezbollah e unità armate dell’OLP, che aveva la sua sede politica in Libano. Tra il 16 e il 18 settembre 1982 c’è il massacro di Sabra e Shatila, in cui 3.500 profughi palestinesi vengono uccisi da milizie libanesi con la complicità dell’esercito israeliano.

7) Nel 1987, dopo l’uccisione di quattro palestinesi a Gaza, scoppia la Prima Intifada: una sollevazione di massa del popolo palestinese, fatta di manifestazioni, barricate, scontri, boicottaggi, autogestione e rifiuto di pagare le tasse. Pochi mesi dopo viene fondato Hamas.

Prima Intifada, 1987

La prima Intifada si conclude nel 1993 con gli Accordi di Oslo, firmati da Arafat e Rabin (primo ministro israeliano): stabiliscono il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e da alcune zone della Cisgiordania; la divisione della Cisgiordania in tre aree (di cui il 63% controllato militarmente da Israele); la creazione, entro cinque anni, di uno Stato palestinese. Che di fatto non avverrà.

8) Nel 1995, infatti, Rabin viene ucciso dal nazionalista israeliano Yigar Amin, la costruzione delle colonie ebraiche in Cisgiordania riprende in modo massiccio e il processo di pace è compromesso. Nel 2000 scoppia la Seconda Intifada a Gerusalemme, che conta una presenza più forte dei gruppi armati palestinesi. Israele invade numerose città della Cisgiordania, le pone sotto assedio e inizia la costruzione di un muro fra Israele e Cisgiordania che però va al di là dei territori che gli spettano. L’Intifada viene considerata conclusa nel 2005, ma in realtà permane un clima di tensione.

9) Nel 2005 il premier Sharon ritira i coloni israeliani dalla Striscia di Gaza, lasciandola completamente ai palestinesi. Negli anni a seguire Hamas assumerà il controllo della Striscia di Gaza, mentre la Cisgiordania rimane sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese. Israele reagisce a questo stato di cose imponendo un blocco totale della Striscia e causando una forte crisi umanitaria al suo interno; nel 2008 la attacca con l’operazione “Piombo Fuso” e nel 2014 con l’operazione “Margine protettivo”. La situazione della Striscia di Gaza peggiora, mentre nei territori occupati della Cisgiordania nulla cambia e la vita dei palestinesi sembra incanalarsi nella “normalità” dell’occupazione.

10) Il 6 dicembre 2017 Trump riconosce Gerusalemme come capitale di Israele e nel marzo 2018 annuncia il trasferimento dell’ambasciata USA nella città santa. Organizzazioni e comitati nella Striscia di Gaza annunciano la Grande marcia del ritorno, manifestazione popolare, che costerà la vita a 254 palestinesi e provocherà 25.500 feriti, repressi duramente dalle forze militari israeliane.

Ancora oggi si parla di questione palestinese come di un problema di difficile risoluzione: più si va avanti negli anni, più la politica degli insediamenti israeliani, condannata più volte dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, crea ostacoli alla creazione di un futuro Stato palestinese e al un ritorno dei rifugiati palestinesi nelle loro terre.

Elisabetta Elia

13 Commenti

  1. Cara Elisabetta Elia non hai mai pensato che prima di raccontare sarebbe necessario informarsi, approfondire, confrontare più fonti !! La tua narrazione della questione palestinese, ad esempio, è un compitino svolto in modo penoso ripetendo falsi luoghi comuni della propaganda araba, biecamente imbeccata dal regime sovietico anni ’60. Su ! Per favore sforzati, prova a leggere anche altri testi: cercali nelle librerie, nelle biblioteche, in rete. Mai fermarsi alla prima Osteria.

  2. A parte le tante menzogne storiche quello che mi lascia stupefatta ogni volta che leggo qualche sito proarabo è il numero delle vittime di Sabra e Chatila. Erano corca 800 tra cui un gran numero di terroristi che da quei campi andavano ad ammazzare cristiani libanesi che poi si sono ribellati entrando con le milizie nei campi e compiere la strage. In questo articolo, da 800 siamo arrivati a 3500. E’ come la storiella del “genocidio” dei palestinesi che dai 600.000 del 1948 oggi sono 10 volte tanti. Che strano genocidio! E’ il caso che i pro palestinesi vadano a fare un corso di matematica oltre che di storia e geografia.

  3. Scrive Pesolillo su facebook. Questo articolo contiene una serie di falsità incredibili. Innanzitutto gli ebrei hanno abitato Israele ininterrottamente per migliaia di anni. Agli ebrei che abitavano già Israele, si aggiunsero, fin dal 1840, altri ebrei che sfuggirono alle persecuzioni ed in particolare ai pogrom, che acquistarono le terre semidisabitate della Giudea Samaria senza rubare nulla a nessuno. Ricordo che il sionismo è un movimento assolutamente positivo che ha permesso agli ebrei di autodeterminarsi e di rivendicare la propria nazione dove hanno abitato per migliaia di anni. Ricordo anche le persecuzioni nei confronti degli ebrei sono sempre avvenute (comunque fino agli anni 20 gli ebrei hanno vissuto da “dhimmi”), in quanto gli arabi non li hanno mai accettati. Gli arabi prima del 1948 avevano già ottenuto la parte più consistente dell’ex palestina mandataria, la Giordania, ma a loro fu offerto un ulteriore stato che rifiutarono. Dichiararono guerra al neonato stato ebraico, che si difese valorosamente nonostante le pulizie etniche anti ebraiche e l’assedio di Gerusalemme. La “nakba” fu determinata dagli stessi arabi che fecero evacuare le stesse popolazioni arabe durante quella guerra. È ridicolo postare ancora la falsa cartina “palestinese”: la “palestina” non può vedere ridursi il suo proprio territorio perché non è mai esistita come entità nazionale. È ovviamente ridicolo tutto il resto: Israele è sempre stata sotto attacco e costretta a difendersi, anche in merito alla guerra dei sei giorni, quando reagì dopo il blocco del porto di Eilat ad opera dell’Egitto. In merito alla cosiddetta “occupazione”, vi ricordo che i territori contesi hanno un’estensione corrispondente a circa la metà della provincia di Roma e che Israele, nonostante avesse conquistato i territori al termine di una guerra vinta, restituì tutto il Sinai all’Egitto. Quante nazioni hanno restituito i territori occupati dopo una guerra vinta? Nonostante tutto, nonostante la “palestina” non sia mai esistita come entità nazionale, i territori palestinesi sono autonomi ai sensi dei trattati di Oslo. La vera occupazione è quella degli insediamenti abusivi arabi a Gerusalemme est (oltre 15.000) ed in altre aree in area C assegnate a Israele. Dov’è l’Onu? A proposito di Onu, questo organismo deve essere soppresso per evidente discriminazione nei confronti di Israele, unica democrazia in medio oriente, destinatario di oltre 300 risoluzioni ingiustificate e pretenziose contro quasi nessuna emessa contro le vere occupazioni e le gravissime violazioni dei diritti umani perpetrate da nazioni quali Iran, Arabia Saudita, ecc. D’altronde, quale affidabilità potrebbe garantire l’Onu, che ha nominato l’Arabia Saudita come responsabile del controllo sull’applicazione dei diritti umani? Potrei continuare sulle intifade (Israele è sempre sotto attacco ogni giorno con il silenzio di tutti i media del mondo), con Sabra e Shatila e tutto il resto. A proposito, il massacro di Sabra e Shatila fu compiuto dalle falangi libanesi e non dagli israeliani

    • Ma tu sei proprio fuori per fuori!!! amico mio. Un vero esempio di chi non vede oltre il suo naso. Ti rispondo in poche frasi. Il sionismo e la maledizione per tutti gli ebrei che abitavano in precedenza in Palestina, in quanto vivevano senza molti problemi con le altre tribù arabe(palestinesi) ect. Ti chiedo gentilmente se puoi spiegare a tutti noi, che differenza c’è fra voi sionisti( da come ti esprimi potrei dedurre, che tu sia un filo sionista ) Aschenaziti e i Semiti, il perché non andate d’accordo fra di voi e soprattutto il perché voi sionisti siete in una scala più alta della società, rispetto ai Semiti??? Mi chiedo come mai alcuni di voi racontino balle o non vedano la realtà dei fatti, che sono evidenti tutti i santi giorni e continuate a difendere quello che ha fatto Israele in tutti questi anni. È come se un tedesco difendesev tutte le azioni fatto dai nazisti da quando salirono al potere e fino alla fine della seconda guerra mondiale. Pazzesco!!!

  4. scrive Gibellini su facebook :
    Il sionismo portò lavoro in palestina : tra il 1920 e il 1945 , 800000 arabi immigrarono in Palestina , che preferirono lavorare sotto i “cattivi” sionisti , piuttosto che con i latifondisti arabi .

  5. Obiettività saltami addosso! Che dire forse l’ambizione di raccontare ciò che si crede di conoscere, dopo essersi abbeverati a quella che ideologicamente si assume essere la fonte della verità assoluta, è sopravvalutarsi o forse sottovalutare il vero giornalismo. Il viaggio in Kurdistan viene ampiamente caldeggiato: almeno al ritorno non scriverà di luoghi comuni e per sentito dire, sempre che si prenda il disturbo di mantenersi equilibrata mente obiettiva verso tutte le parti. Buona fortuna!

  6. Mamma mia… quanti stereotipi, quante falsità, quanta superficialità, quante nefandezze in un solo articolo. Gli ebrei non si sono inventati di andare in Palestina, visto che gli ebrei vivono in Palestina ininterrottamente da oltre 3.000 anni e anche il più piccolo sassolino testimonia la presenza ebraica. La questione si potrebbe risolvere molto facilmente, basterebbe che i “poveri” palestinesi accettassero il diritto di Israele a vivere in confini sicuri e intenzionalmente riconosciuti. I cosiddetti palestinesi sono stati inventati di sana pianta nel 1967 per usarli come arma perenne contro Israele e fino ad ora hanno provato in molti modi a distruggere Israele. Prima la guerra convenzionale, poi il terrorismo, poi il boicottaggio, poi la menzogna, manca una cosa sola all’appello: LA PACE!!!!! Tutti i Popoli hanno ottenuto l’indipendenza perché auspicavano per la propria indipendenza, i “palestinesi” no, loro non vogliono la loro indipendenza, loro vogliono la DISTRUZIONE DI ISRAELE!!!!!
    P.S. quella cartina mostrata è vergognosa, tipica della propaganda palliwoodiana!!!!!

  7. Non posso sopportare che tu viva in modo così indegno! Sono pronto a darti lezioni di storia gratis e dopo rideremo insieme delle stronzate che scrivi. Non mi sembra di riconoscere in te gravi deficit mentali, sei solo grossolanamente ignorante, quindi possiamo rimediare.

  8. Mamma mia ! non riesco neanche a leggere tutto ! non si puo’ dai ! Il libero pensiero e’ permesso, ma non ti chiedere il perche’ la storia viene raccontata diversamente da cio’ che diceva Arrigoni!! proprio lui, ucciso dalla gente che sosteneva !
    Prima di scrivere un articolo , un minimo di base devi avercelo cara Elisabetta, il tuo pensiero e quello di Arrigoni, non riflettono esattamente la storia del popolo ebraico. Ma non ce l’ho con te, del resto Israele e il Medio Oriente non sono parte del programma di storia, poi aggiungiamoci che in Italia i media e l’ italiano medio sono contro lo Stato d’Israele, immagino il minestrone di propaganda araba che hai ereditato ! Cosa ti devo dire? mi fate pena tutti voi che mettete bocca su un argomento che vi interessa, ma che non dimostrate di sapervi informare! Arrigoni era un attivista a gaza, pro-hamas; hamas e’ un’organizzazione islamica terroristica, un ramo della fratellanza musulmana, i terroristi islamici che hanno invaso l’ Egitto e il Sinai ! i cosiddetti palestinesi non sono altro che profughi arabi, cosa ti credi che siano? la maggior parte di quelli di Gaza sono profughi egiziani e quelli della Giudea e Samaria sono giordani ! Gli ebrei non sono arrivati di punto in bianco, non hanno mai smesso di vivere qui, certamente furono sterminati e c’e’ chi fuggi’ , dalle dominazioni, ma il 20% della Palestina Mandatoria, ISRAELE e’ sempre stata considerata Terra Ebraica, e gli Ebrei non hanno mai smesso di vivere qui. Gli arabi sono i veri invasori ! da migranti che furono, con gli anni hanno preteso uno Stato arabo; Israele ha ceduto il suo territorio, in nome della pace ma malgrado si governino da soli, non sono stati capaci di farselo lo stato, e lo sai perche’? Perche’ non lo vogliono ! Vogliono tutta Israele ! Vieni a visitare Israele e i territori sotto le preziose autorita’ palestinesi, fai un confronto e guarda dal lato Israeliano l’Amore per la Terra e per la vita…. dal lato arabo solo aridita’, marciume tanto odio e disprezzo per tutto, tanta invidia per questi ebrei che sono cosi’ migliori di loro ! – 1947 la prendi corta e semplice non e’ cosi’ ! Gli arabi rifiutando il piano di spartizione e causarono la guerra nel 1948; gli eserciti arabi attaccarono Israele; Israele vinse la guerra e David Ben Gurion una volta proclamata l’ Indipendenza, disse che nessuno doveva lasciare il Paese, tutto rimaneva com’era. Sono stati gli eserciti arabi a evaquare gli arabi, dicendo loro che avrebbero distrutto lo Stato d’Israele in sole 3 ore, e che sarebbero tornati ! Questa affermazione che Israele ha cacciato gli arabi e’ una menzogna !!! Ci sono le testimonianze su Youtube, i giordani stessi che parlano, che incolpano il loro esercito ! vai a farti un giro per scoprire la VERITA’ . E poi aggiungo che i Giordani e gli Egiziani, non sono poi stati cosi’ contenti di alzarsi la mattina e ritrovarsi trasformati in palestinesi. Loro la storia ce l’ hanno e lo possono dimostrare chi sono veramente ! Ti ricordo che Sabra e Chatila erano 2 campi profughi palestinesi arabi musulmani , i quali erano loro gli sterminatori dei cristiani maroniti – Israele NON partecipo’ in questa guerra, dette l’ OK ai Cristiani Maroniti di attaccare i palestinesi senza avvertirli ! Non se ne puo’ piu’ del terrorismo palestinese; sono tenuti in campi profughi come bestie inferocite, nessuno stato arabo li vuole; questo e’ quello che c’e’. Spero che tu legga chi ti ha risposto all’articolo.

  9. Prima di Israele, c’era il mandato britannico, non uno stato palestinese.
    -Prima del mandato britannico, c’era l’impero Ottomano, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero Ottomano, c’era lo stato islamico dei Mamelucchi d’Egitto, non uno stato palestinese.
    -Prima dello stato islamico dei Mamelucchi d’Egitto, c’era l’Impero arabo-curdo ayyubide, non uno stato palestinese.
    Goffredo IV de Boulogne, detto Goffredo di Buglione, il conquistatore di Gerusalemme nel 1099
    -Prima dell’Impero ayyubide, c’era il Regno di Gerusalemme franca e cristiana, non uno stato palestinese.
    -Prima del Regno di Gerusalemme, c’era l’impero omayyade e Fatimide, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero omayyade e Fatimidi, c’era l’Impero Bizantino, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero bizantino, c’erano i Sassanidi, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero sassanide, c’era l’Impero Bizantino, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero bizantino, ci fu l’Impero Romano, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero romano, c’era lo stato degli Asmonei, non uno stato palestinese.
    -Prima dello stato degli Asmonei, c’era quello seleucide, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero seleucide, c’era l’impero di Alessandro Magno, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero Alessandro Magno, c’era l’impero persiano, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero persiano, c’era l’impero Babilonese, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero Babilonese, c’erano i Regni di Israele e di Giuda, non uno stato palestinese.
    -Prima dei Regni di Israele e di Giuda, vi era il Regno di Israele, non uno stato palestinese.
    -Prima del regno di Israele, c’era la teocrazia delle dodici tribù di Israele, non uno stato palestinese.
    -Prima della teocrazia delle dodici tribù di Israele, vi era un agglomerato di cananei città-regni indipendenti, non uno stato palestinese.
    In realtà su questo pezzo di terra c’è stato di tutto, TRANNE UNO STATO PALESTINESE.

  10. Prima di Israele, c’era il mandato britannico, non uno stato palestinese.
    -Prima del mandato britannico, c’era l’impero Ottomano, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero Ottomano, c’era lo stato islamico dei Mamelucchi d’Egitto, non uno stato palestinese.
    -Prima dello stato islamico dei Mamelucchi d’Egitto, c’era l’Impero arabo-curdo ayyubide, non uno stato palestinese.
    Goffredo IV de Boulogne, detto Goffredo di Buglione, il conquistatore di Gerusalemme nel 1099
    -Prima dell’Impero ayyubide, c’era il Regno di Gerusalemme franca e cristiana, non uno stato palestinese.
    -Prima del Regno di Gerusalemme, c’era l’impero omayyade e Fatimide, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero omayyade e Fatimidi, c’era l’Impero Bizantino, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero bizantino, c’erano i Sassanidi, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero sassanide, c’era l’Impero Bizantino, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero bizantino, ci fu l’Impero Romano, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero romano, c’era lo stato degli Asmonei, non uno stato palestinese.
    -Prima dello stato degli Asmonei, c’era quello seleucide, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero seleucide, c’era l’impero di Alessandro Magno, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero Alessandro Magno, c’era l’impero persiano, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero persiano, c’era l’impero Babilonese, non uno stato palestinese.
    -Prima dell’impero Babilonese, c’erano i Regni di Israele e di Giuda, non uno stato palestinese.
    -Prima dei Regni di Israele e di Giuda, vi era il Regno di Israele, non uno stato palestinese.
    -Prima del regno di Israele, c’era la teocrazia delle dodici tribù di Israele, non uno stato palestinese.
    -Prima della teocrazia delle dodici tribù di Israele, vi era un agglomerato di cananei città-regni indipendenti, non uno stato palestinese.
    In realtà su questo pezzo di terra c’è stato di tutto, TRANNE UNO STATO PALESTINESE.

  11. Ma dai, ancora riportate quella mappa che ormai sanno tutti essere un falso storico… e poi quando parlate del massacro di Sabra e Shatila è evidente che state effettivamente dando i numeri.
    Libero pensiero… nel senso di libero di esprimere str0nzate. 😛

  12. Articolo fazioso, vergognoso e palesemente pieno di propaganda araba smantellabile con un libro di storia da quinta elementare… Non ha senso nemmeno rispondere, si farebbe prima a fare un articolo ex novo.
    Ci sei anche andata a Roma a studiare giornalismo? -_-

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