Sant'Anna, sviluppata una mano protesica sensibile al tatto

Un team di ingegneri, neuroscienziati, chirurghi, esperti di elettronica e robotica guidato da Silvestro Micera della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha messo a punto una mano protesica in grado di percepire il tatto oltre che rendere possibile i movimenti a chi ha perso un arto.

Nel giugno 2016 la mano robotica in questione venne trapiantata nel corso di un intervento seguito dal neurologo Paolo Maria Rossini del Policlinico Gemelli di Roma a Almerina Mascarello, 55enne veneta che nel corso di un brutto incidente stradale aveva perso la mano sinistra.

Nel corso della riabilitazione durata circa sei mesi la donna riprese a compiere gesti che nel corso dei 25 anni in cui aveva vissuto senza l’arto risultavano impossibili e a rilevare la presenza di stimoli dovuta al contatto con oggetti esterni.

Almerina nel corso di un’intervista rilasciata alla BBC ha raccontato: «La sensazione è stata spontanea, come se avessi avuto la mia mano vera. Mi sono riscoperta in grado di fare cose che prima erano difficili, come vestirsi e indossare le scarpe. Gesti che non cambiano la vita, ma che aiutano a sentirsi normali.»

La mano bionica sviluppata da Micera e dal suo team è dotata di morbide falangi collegate ad un piccolo computer contenuto in uno zaino che il paziente deve portare sempre con sè. Durante il contatto con gli oggetti esterni viene generato un segnale che verrà inviato al computer. Il dispositivo all’interno dello zainetto provvederà a rielaborare le informazioni e ad inviarle al sistema nervoso grazie a degli elettrodi.

Nel 2014 venne impiantata una mano bionica sensibile al tatto ad un paziente danese di 36, ma la protesi in questione era di dimensioni troppo grandi e l’uomo non potette lasciare l’ambulatorio. La mano protesica di Almerina oltre ad essere dotata di una tecnologia superiore è molto più piccola e, pertanto, può essere indossata ovunque.

Nonostante i risultati ottenuti siano più che positivi Micera e il suo team hanno dichiarato di essere intenzionati a migliorare ulteriormente la loro invenzione. Si spera riescano nel loro prestigioso intento

Eugenio Fiorentino

 

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